Domanda di Devitalizzazione

Risposte pubblicate: 9

4 anni fa ho devitalizzato un dente....

Scritto da lorenza / Pubblicato il
Buongiorno vorrei sottoporre il mio problema pe avere un parere obiettivo, onesto da parte vostra. 4 anni fa ho devitalizzato un dente presso lo studio dentistico della mia dentista dalla quale sono paziente da più di 20 anni. Contrariamente al solito la devitalizzazione mi viene effettuata da un suo assistente medico fresco di laurea ed agli inizi. Terminato l'intervento avverto dolore anche per diversi giorni a seguire. Il dolore è saltuario e con il tempo va scemando. Nel corso degli anni avverto sporadicamente dolore fino a quando quest'anno il dolore diventa importante e quindi decidiamo di effettuare una lastra di controllo. sorpresa: si è formato un granuloma intorno al pezzo di strumento rotto utilizzato per la devitalizzazione e rimasto all'interno del dente. Sorpresa ancora più grande quando la dentista legge la mia cartella clinica e si scopre che il suo assistente aveva scritto che si era rotto lo strumento durante la devitalizzazione e non essendo riuscito ad estrarlo a pensato bene di non avvisare me paziente ne tantomeno la dentista ( titolare dello studio ). La conseguenza è che ho dovuto estrarre il dente ( estrazione difficile dato che non è riuscita a togliere alcune radici); e sono in attesa di andare presso un'altro studio dentistico il quale è specializzato in estrazioni. La mia richiesta nei confronti della mia dentista è che mi venga tolto il dente completamente e montato un impianto. Purtroppo il danno subito è solo mio, non ho voluto fare nessun tipo di causa nei confronti dello studio, ma richiedo che almeno mi venga riservato un trattamento di priorità e soprattutto nessuna richiesta di soldi per il lavoro eseguito e da eseguire. Pongo a voi la domanda: supponendo di essere stata sufficientemente chiara, voi come vi comportereste nei miei confronti? premessa: clienti da più di 20 anni ( io, mio marito, figlio, genitori e suoceri, più vari passaparola)e soprattutto mai una contestazione sull'operato e parcelle saldate a fine lavori senza aver mai fatto attendere 1 giorno. spero vivamente di ricevere una vostra risposta.
Che sfortuna.. In ogni caso, si poteva provare a NON togliere il dente e rimuovere lo strumento rotto e risanarlo così. Ci sono delle tecniche specialistiche che lo permettono.. Dal punto di vista morale, sono d'accordo con lei. Una paziente così va trattata bene e va ora agevolata. Visto che nemmeno sono stati capaci di togliere un dente. Assurdo..

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Questo è un quesito di natura medico legale.....

Scritto da Dott. Paolo Fulgenzi
Pescara (PE)

Cara Signora Lorenza, non spetta a me dare giudizi o lezioni di comportamento. Di questo ne deve parlare con la sua Dentista! Anzichè estrarre il dente avrebbe dovuto e potuto rimuovere lo strumento o creare una via alternativa per raggiungere l'apice o nella peggiore delle ipotesi raggiungere l'apice per via retrograda chirurgica. Ormai è inutile disquisire. Tutto il resto è "intimo" tra Lei e la sua Dentista!Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Lorenza, prima di togliere il dente forse si poteva provare a salvarlo con un piccolo intervento di chirurgia retrograda che se ben condotto spesso può risolvere il caso. Appare comunque strano che in uno studio così rinomato come lei asserisce non siano stati in grado di effettuare una estrazione anche se un pochino complicata. Può comunque succedere che uno strumento canalare si possa fratturare a volte anche per un difetto di fabbricazione ma avvisare il paziente sarebbe stato corretto. Per quanto riguarda le sue giuste osservazioni in tema economico le consiglio di parlarne con calma con la sua dentista che sicuramente verrà incontro alle esigenze di una fidata paziente come lei.
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Che sfortuna.. In ogni caso, si poteva provare a NON togliere il dente e rimuovere lo strumento rotto e risanarlo così. Ci sono delle tecniche specialistiche che lo permettono.. Dal punto di vista morale, sono d'accordo con lei. Una paziente così va trattata bene e va ora agevolata. Visto che nemmeno sono stati capaci di togliere un dente. Per quanto riguarda le sue giuste osservazioni in tema economico le consiglio di parlarne con calma con la sua dentista che sicuramente verrà incontro alle esigenze di una fidata paziente come lei. Distinti saluti Vaja Dr. Fabio
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Scritto da Dott. Fabio Vaja
Milano (MI)

Fossi il suo dentista chiederei scusa e mi farei carico di qualsiasi spesa lei possa avere. Anche se l'errore non e' fatto in cattiva fede ...penso!

Scritto da Dott. Alessandro Sanna
Lucca (LU)

Chiunque lavori sbaglia ma si deve prendere la responsabilità dell'errore e il titolare dello studio ha il dovere di rimediare. Non so se si poteva togliere o aggirare lo strumento ma almeno un tentativo si poteva fare. E anche l'apicectomia.

Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

Sig. Lorenza, la complicanza della frattura di uno strumento può avvenire anche ai migliori endodontisti e molti odontoiatri non riescono a togliere completamente le radici di un dente. Non ritengo questi fatti degli errori di negligenza ma solo delle complicanze di tipo medico, essendo fatti citati in letteratura come complicanze, per cui la sua pretesa di una riabilitazione gratuita a mio parere non la ritengo fondata. Questa risposta e in base a quanto lei ha riferito nella domanda, senza conoscere il parere della collega che andrebbe almeno sentito prima di emettere inutili opinioni, che potrebbero portare a una maggior perdita economica e di tempo.
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Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Normalmente le terapie canalari (devitalizzazioni) sono delle pratiche specialistiche dell'odontoiatria conservatrice molto delicate che alcuni professionisti affidano a consulenti esterni che si presentano come specialisti della materia e godono di piena fiducia da parte del dentista nell'affidare un caro paziente alle cure del consulente. Considerando l'ottima professionalità del consulente, dobbiamo dire che lo stesso in caso di canali difficili (poco percorribili durante il trattamento) o problemi intercorsi durante la terapia canalare come la frattura dello strumento, deve in prima persona parlare con il paziente informandolo di quanto accaduto che normalmente in canali difficili può succedere senza dover nascondere l'eventuale prognosi dell'elemento in questione. Seconda cosa tra professionista e proprio consulente non deve esserci mai alcun tipo di segreto soprattutto quando poi a distanza di anni i nodi possono venire al pettine (il consulente può essere andato via ed aver cambiato studio) ed il titolare si trova spiazzato a dover affrontare una circostanza simile peraltro presente in cartella clinica. Ma andiamo oltre: ci sono professionisti che in presenza di un ascesso da frattura di uno strumento all'interno della radice (che è talvolta frequente soprattutto nei neofiti delle terapia di questo tipo) possono provare il ritrattamento sotto terapia antibiotica ed in ultima istanza andare all'avulsione dell'elemento stesso. Talvolta lo strumento può essere rimosso, può essere bypassato e quindi la sorte del dente non deve essere sempre necessariamente infausta. Ritornando alla decisione presa con il suo dentista ci dispiace sapere che anche la terapia chirurgica sia stata difficile e pertanto da continuare in altra struttura più specializzata. Ipotizzo quindi per mia esperienza personale (anche se lei non l'ha detto si tratta di un dente superiore dalle radici alquanto curve), questo mi riconduce al pensiero dello strumento fratturato ed alla difficoltà chirurgica nella sua avulsione. A parte spiacevoli episodi quello che resta da fare ora è aspettare che tutto l'iter sia completato per poter affrontare con il suo dentista amico (se sarà ancora lo stesso) il da farsi per riabilitare la sede edentula. Laddove c'è stata una avulsione ovviamente non si può chiedere di intervenire immediatamente con una terapia riabilitativa implantare, in quanto non ci sarebbero i presupposti chirurgici per posizionare un impianto. Quindi si procede con un presidio protesico estetico di attesa della guarigione, ovvero un provvisorio estetico soltanto che il dentista le proporrà spiegandole il funzionamento e la necessità dello stesso per evitare di restare senza dente per un periodo che sicuramente non sarà inferiore ai 4 / 6 mesi (considerando il reintervento per togliere i residui radicolari rimasti). Dopodiché si provvederà laddove le condizioni lo permettessero al posizionamento di una fixture (impianto) per iniziare l'iter riabilitativo promesso. Affrontiamo ora il discorso danno ed eventuale conseguenze: laddove c'è amicizia nessuno mai le consiglierà azioni legali od altro con la speranza però che le persone che intervengano a seguire siano capaci di quanto stanno facendo per non incorrere in altri problemi relativi alle nuove terapie. Ciò per dire che posizionare un impianto al posto di un molare, è terapia da affidare ad un competente del settore, che potrà parlare con il paziente spiegando la prognosi anche solo prendendo in visione un semplice esame radiologico necessario (ovvero una T.C. dentalscan da eseguire per stabilire la quota di osso residuo ed il tipo di impianto da utilizzare). Se il dentista resta quello di sempre allora i costi saranno sicuramente spalmati tra amicizia e professionalità senza incidere economicamente in modo eccessivo tenendo presente ciò che c'è stato in precedenza. Se il professionista dovesse essere diverso allora è importante parlare con il dentista AMICO che è in PARTE responsabile dei disagi ricevuti e con esso trovare la giusta soluzione professionale ed economica (divisione dei costi e quant'altro). Il nostro comportamento sarebbe quello di professionisti diversi dall'amico e quindi noi non potremmo fare altro che procedere cercando di risolvere i problemi ovviamente senza dare troppo peso alla parte economica che dovrebbe essere affrontata con un contatto chiarificatore con il collega AMICO della paziente. Spero di essere stato quanto più chiaro possibile considerando che abbiamo toccato temi di odontoiatria conservatrice (devitalizzazioni) di odontoiatria chirurgica (la riabilitazione implantare) ed odontoiatria tra amici ventennali. È stato un piacere rispondere alla sua domanda. La saluto cordialmente. Dr. Achille Perillo
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Scritto da Dott. Achille Perillo
Napoli (NA)