Domanda di Devitalizzazione

Risposte pubblicate: 10

Il medico mi ha detto che è pulpite e che l'unica soluzione è la devitalizzazione

Scritto da Stefania / Pubblicato il
Buonasera, il mio incisivo sinistro è stato curato per la prima volta per una carie circa 25 anni fa. Circa 10 anni fa l'otturazione si è "staccata" ed è stata rifatta. Circa un anno fa ho iniziato ad avere una piccola ferita nella gengiva sopra tale incisivo (una specie di piccolo taglio verso l'alto). Dopo un po' di mesi di guarigioni e ritorni di questo problema mi sono rivolta al dentista che mi ha consigliato di cambiare spazzolino. Il problema non si è risolto. Qualche settimana fa bevendo il caffè ho sentito una forte fitta al dente, poi più niente se non una leggera maggior sensibilità . Oggi sono tornata dal dentista il quale ha fatto un test con un'attrezzatura che dà degli impulsi elettrici a cui ho reagito sentendo forte dolore e il medico mi ha detto che è pulpite, che è irreversibile e che l'unica soluzione è la devitalizzazione. Non mi ha fatto radiografie e mi ha detto di scegliere: o fare la cura subito oppure aspettare finchè mi farà molto male e faremo la devitalizzazione. Io speravo si potesse trovare o tentare qualche strada alternativa, ma il medico mi ha risposto che meno tocchiamo meglio è. Vorrei un vostro parere. Vi ringrazio anticipatamente
Credo che urga una terapia canalare (devitalizzazione), come ha consigliato il suo medico. E' vero che la pulpite nelle primissime fasi può essere sia reversibile che irreversibile, ma la fistola sulla gengiva ci testimonia che il nervo è gia in colliquazione. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Sig.ra Stefania, il taglio verso l'alto potrebbe essere una recessione gengivale. Per il problema più grave, se realmente il dente è in pulpite, l'unica cura è la devitalizzazione. Mi pare strano che il suo dentista le ha detto che può aspettare il giorno che le farà molto male, non è una terapia. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Chirurgia Mucogengivale da casistica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo di Cagliari
Cara Signora Stefania, si tratta o di una Fissurazione gengivale o di una recessione gengivale. Fissurazioni ce ne sono tanti tipi, tra cui le più frequenti sono quelle di Stillmann e Mc Call e così anche di recessioni. In comune hanno che si crea un inestetismo che provoca anche danni funzionali parodontali o meglio mucogengivali! A parte l'estetica, è imperativo curare queste patologie se esse sfociano dalla gengiva libera e da quella aderente in quella mucogengivale. Se lei prende il labbro, per spiegarmi meglio, e lo tira, la mucosa mucogengivale, elastica, violacea e che forma il fornica gengivale, si solleva, si stende e vedrà una linea netta che la separa dalla gengiva aderente rosa che sta intorno ai denti e che è la gengiva "buona" per così dire! Bene, se la fissurazione o la recessione arrivano a questa linea che si chiama "mucogengivale" o addirittura la oltrepassano e sfociano in essa, la chirurgia ricostruttiva della recessione o fissurazione che sia va fatta in modo imperativo se no perde il dente per il formarsi di una patologia profonda parodontale ossea con deiscenza di esso! Se rimane nella compagine della gengiva rosa aderente, non è il caso di intervenite per la funzione ma solo per l'estetica e per impedire il raccogliersi della placca batterica e la sofferenza dei tuboli dentinali scoperto a livello del colletto del dente! Spero di essere riuscito ad essere chiaro! Quindi si rivolga ad un Dentista Parodontologo che la visiti per valutare se intervenire o no, dopo avere fatto una diagnosi. Le lascio una foto di varie recessioni e fissurazioni curate con la Chirurgia Parodontale Mucogengivale estetica. Mi scusi avevo dimenticato la pulpite. Devo dire , per amor del vero, che quello che lei definisce “test con un'attrezzatura che dà degli impulsi elettrici a cui ho reagito sentendo forte dolore”, non è attendibile al cento per cento perché la risposta in caso di infiammazione gengivale può essere alterata. Molto più sicuri i “vecchi ed antiquati” test manuali al caldo ed al freddo. Le prove termiche si fanno con il caldo e con il freddo, esistono liquidi che spruzzati su un batuffolino di cotone con cui toccare il dente abbassano la temperatura improvvisamente da 37° a -4° e le garantisco che se c'è patologia pulpare, la si scopre, il dente risponde con un dolore immediato: 1- se dura qualche secondo, il processo è reversibile perchè si tratta di semplice iperemia attiva come spiegato più sotto e si aspetta, 2- se dura molti minuti, il dente è in Pulpite perchè si tratta di iperemia passiva e bisogna devitalizzarlo subito. 3- Se non risponde al dolore vuol dire che il dente è in necrosi, è morto per infezione e bisogna devitalizzarlo in un modo particolare subito spesso, a seconda della situazione clinica e dell'operatore, sotto protezione antibiotica! 4- Se non risponde al freddo ma risponde allo stimolo con "guttaperca" molto calda, allora significa che il dente è in necrosi, ma non completa, qualche zona di polpa vicino all'apice è ancora vitale (si chiama sintomatologia radicolare della polpa) e il dente va devitalizzato. LE SPIEGO QUALCHE COSA: Nella iperemia attiva, il dolore è dovuto semplicemente ad un maggior afflusso di sangue nel dente tramite l'arteria che lo porta, dovuto ad un meccanismo di difesa nei confronti dello stimolo irritativo, questo maggior afflusso causa una pressione dentro il dente che è inespandibile e comprime le terminazioni nervose causando dolore esacerbato dagli stimoli termici, in questo caso il processo è reversibile, la polpa si abitua ed in qualche giorno o settimana tutto scompare!Se invece il danno causato dalle tossine dei microbi continua si ha una alterazione della vena che fa uscire il sangue dal dente e succede che il sangue arriva con l'arteria e non esce più con la vena danneggiata, si ha pressione che può anche scatenare dolori forti, tipici della Pulpite acuta o essere talmente leggera da non causare dolori in questo caso anche molto lenta, le cellule della polpa del dente, arterie, vene, linfatici e tessuto nervoso, muoiono = necrosi e si può formare una zona di osteolisi periapicale (pallina nera alla Rx) intorno all'apice della radice = granuloma, cisti. IL DOLORE DA NECROSI è invece sordo profondo e non pulsante. Potrebbe avere delle sinalgie, infatti esistono dei sintomi, detti sinalgie, che praticamente, per incapacità del nucleo caudato del cervello a cui arrivano tutti gli stimoli dolorosi di una metà della bocca, possono provenire non dal dente in causa ma da denti o parodonto anche lontano. Quindi bisogna fare una accurata visita Odontoiatrica completa ed accurata Poi una visita Gnatologica e conservativo-endodontica accurata ed una visita Parodontale e stia certa, cara Signora Stefania, che si arriva ad una diagnosi completa di tutte le sue patologie in causa nei suoi problemi. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig.ra Stefania, temo che la polpa del suo incisivo sia già in necrobiosi e, pertanto, è imperativa la devitalizzazione con Rx endorali pre- e post- intervento! Cordiali saluti

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Effettivamente la radiografia non è utile alla diagnosi di pulpite, ma è necessaria prima di iniziare una terapia endodontica (devitalizzazione). Prima di trattare il dente, però, bisogna essere certi della diagnosi e spesso la certezza si raggiunge con il tempo. La pulpite clinicamente irreversibile è una infiammazione acuta della polpa dentaria che precede la necrosi ed è caratterizzata da dolore di forte intensità, ad insorgenza anche notturna ed amplificato dal contatto con cibi o bevande fredde, ma soprattutto calde. Questo dolore inizia con l'applicazione dello stimolo e permane con una sensazione opprimente (non è solo una fitta). Quello che le ha fatto il dentista è un test elettrico per valutare la vitalità del dente, ma non fornisce una diagnosi certa di pulpite se non associato agli altri segni clinici. Si accerti bene con il suo dentista prima di effettuare la devitalizzazione, che è un processo irreversibile.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Luca Boschini
Rimini (RN)
Consulente di Dentisti Italia

Se la pulpite è irreversibile il dente non può essere mantenuto vitale poichè la necrosi che ne consegue potrebbe generare lesioni apicali. Segua il consiglio del suo medico.

Scritto da Dott. Paolo Fulgenzi
Pescara (PE)

Sig. Stefania, se la diagnosi è stata eseguita da un odontoiatra iscritto all'ordine dei medici, i suoi consigli vanno accettati.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile Signora Stefania, il suo dentista ha detto tutte cose vere. Se desidera può fare subito (consigliabile) la cura canalare. Se ha delle perplessità, aspetti! Vedrà che purtroppo dovrà fare la cura in urgenza. Cordialità.

Scritto da Dott. Michele Caruso
Treviso (TV)
Consulente di Dentisti Italia

Non riesco a capire perché i pazienti hanno questa ostilità nei confronti delle terapie canalari. Se la carie e arrivata alla polpa, se il dente e' in pulpite non esistono ne soluzioni ne miracoli si deve devitalizzare il dente

Scritto da Dott.ssa Ludovica Longhi
Piacenza (PC)

Se il dente e' solo sensibile faccia un trattamento desensibilizzante, se invece a docenza alla pressione o spontaneo il dente va trattato endodonticamente! Non ha alternative ma se vuole essere più certa aspetti il dolore....cordialmente

Scritto da Dott. Antonio Aiello
Rossano (CS)