Domanda di Devitalizzazione

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A marzo di questo anno mi è stato devitalizzato un dente

Scritto da lorena / Pubblicato il
Il mio è un caso un pò difficile! a marzo di questo anno mi è stato devitalizzato un dente, ma appena il mio dentista provava a chiuderlo sentivo un dolore atroce e il dente mi batteva fortissimo internamente! così il dentista ha pensato bene di lasciarlo aperto ( cosa che ho scoperto essere assolutamente sbagliata) con un cottoncino di cotone, e lavaggi con acqua ossigenata e amuchina! ho capito parlando con lui che faceva in questo modo perchè il nervo prima o poi muore, cmq ogni volta che lo chiudeva mi si formava una pallina piccolissima a contatto con l'osso mandibolare ma quasi impercettibile! Sinceramente ho preferito cambiare dentista. Il nuovo dentista mi ha devitalizzato di nuovo il dente e me la chiuso subito! io non ho avvertito nessun dolore. Dopo 5 giorni sono andata da lui per la seconda seduta ecco che ricompare questa pallina minuscola. Mi ha di nuovo riaperto il dente e messo una pasta antibiotica dentro e mi ha prescritto antibiotici per 6 giorni più flaminase. Il dentista ha detto che molto probabilmente un canale è sfondato, e se l'ascesso non regredisce lo devo togliere. Io sonceramente non vorrei toglierlo. Volevo sapere se c'è qualche possibilità di riuscirlo a salvare anche con il canale sfondato
Dente in necrosi ma anche con sfondamento della camera pulpare e tasche parodontali infraossee con lesione passante di terza classe della forcazione. Curato e salvato ed in bocca da 30 anni. Da casistica del Dr. Gustavo Petti di Cagliari
Cara Signora Lorena, sappia intanto che non esiste niente di difficile o di facile, ma solo quello che si sa fare e quello che non si sa fare. Meglio usare quindi il termine complesso, non le pare? Ma qui non c'è niente di complesso! IL dolore derivava dalla forte pressione intracamerale che non potendo uscire da nessuna parte, comprimeva le terminazioni nervose. Lasciando apero il dente, questa pressione esce e il dolore diminuisce fino a scomparire, ma è una procedura errata perchè il dente si infetta ancora di più coi microbi che vi entrano! I microbi in queste patolopgie sono anaerobi gram negativi, molto cattivi e producono gas! Allora che fare? Semplicissimo. Si chiude il dente con una sostanza che funziona da membrana osmotica, ossia non fa entrare i microbi nel dente e fa uscire però il gas! Questa sostanza purtroppo è poco conosciuta e quindi poco usata da pochi Dentisti che si aggiornano più di altri! Poi il dente, in linea di massima, perché non la vedo clinicamente, anche se con radice sfondata può essere curato da dentro con MTa o da fuori chirurgicamente per via ossea sempre con MTA. Le spiego ora come io faccio una terapia di un dente come il suo, ossia in necrosi:si deve procedere così, almeno io procedo così (altri procedono in una unica seduta): 1- Bisogna iniziare almeno tre giorni prima di intervenire una copertura antibiotica con un antibiotico potente, a largo spettro soprattutto su anaerobi gram neg. come il ceftriaxone bisodico in fiale intramuscolari da 1Gr. (una al di per tutto il trattamento e proseguire oltre di almeno 4/5 giorni. (ovviamente è solo un suggerimento ...non posso prescrivere antibiotici per vie web senza neanche averla vista e fatto una anamnesi accurata...lo farà il suo medico Dentista che la prenderà in cura)!!!!Faccia la prima seduta un lunedì....la seconda un Venerdì e la terza di chiusura dei canali il Lunedì successivo...in modo da assumere, partendo da tre giorni prima e terminando 4/5 giorni dopo, in tutto 14/15 Fiale da 1 Gr. (una al dì) 2- procedere alla rimozione delle vecchie terapie canalari se ci sono(fatta prima la diagnosi però!!!) e quindi alla strumentazione accurata con lavaggi (sotto diga ovviamente) di ipoclorito neutralizzato poi da acqua ossigenata e lavaggi soprattutto prima della chiusura provvisoria a fine seduta con prima Clorofenolocanforato, poi con lo stesso antibiotico lasciato dentro il canale. Si chiude poi il dente alla fine di ogni seduta con membrana semipermeabile per impedire la reinfezione dei denti coi microbi da fuori a dentro e nello stesso tempo per fare uscire il gas prodotto dai microbi sopravvissuti dentro che causerebbe pressione e quindi DOLORE!..... E qui finisce la prima seduta! 3-Nella seconda seduta si rifinisce la strumentazione... si vede se c'è pus ( se c'è bisogna programmare altre sedute) si ripete tutto e si chiude sempre con membrana semipermeabile... 5-infine in terza seduta si chiude il dente....questo faccio io...poi ci sono altri dentisti che chiudono in una sola seduta...ognuno agisce come meglio crede...esistono delle linee guida dettate dalla società italiana di endodonzia...ma la creatività di ognuno è libera di agire come meglio ritiene per quella situazione e per quel paziente...io mi comporto così da 32 anni...con i dovuti aggiornamenti per il progresso che in continuo avviene...e i denti in necrosi non mi hanno mai dato problemi... Il Dentista anche se per motivi logistici non avesse potuto iniziare subito una terapia del genere avrebbe dovuto fare almeno la prima seduta sotto diga per decomprimere il dente e disinfettarlo e chiuderlo con la famosa membrana semipermeabile affinchè non avesse DOLORE...!..........Se poi non fosse possibile fare tutto questo per la presenza di una corona (capsula)...difficile perchè di regola si può forare la corona per procedere alla terapia e poi chiuderla con amalgama d'argento lucidata.... o di impedimenti, tipo calcoli di dentina nella radice.... si curano le radici per via retrograda ossia chirurgica...si scolpisce un lembo di accesso all'osso...si perfora...l'osso...a livello degli apici delle radici...e si curano le radici entrando in esse dall'apice...per via retrograda ...poi si sigilla l'apice agli apici con MTA o con Amalgama d'argento chirurgica priva di zinco...: Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile signora, diciamo che le prime due cause possibili della sua situazione sono un canale sovrannumerario non ancora sondato e denervato a dovere o un microorganismo annidato all'interno dell'endodonto che ha generato una resistenza ad un antibiotico. Ovviamente se il dente come ha descritto è rimasto molto tempo aperto è anche possibile una concomitanza dei due fattori. Consiglio al collega una indagine mediante radiografie sproiettate al fine di esaminare la presenza di canali sovrannumerari e una adeguata serie di manovre che tendano ad eliminare qualsiasi presenza di microorganismi. Se anche con queste manovre il problema rimane allora è possibile che vi sia qualche tipo di danneggiamento alla forma e dimensione dei canali e che quindi sia necessaria qualche altra manovra aggiuntiva. In bocca al lupo.
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Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Sig. Lorena, non tutti i denti rimangono con noi per tutta la vita, lei purtroppo non parla di RX e diagnosi, l'unico dato che molto probabilmente ha un canale è sfondato. Troppo poco per esprimere sentenze, per cui al prossimo appuntamento le consiglio di farsi rilasciare un referto con diagnosi e trattamenti effettuati, poi con carta alla mano ci potrà riscrivere.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile signora, a volte un ritrattamento canalare ha successo, altre volte no. Le cause possono essere numerose. Un dentista specialista (endodonzista) ha più probabilità di avere successo di un dentista generico. Il suggerimento potrebbe essere quello di rivolgersi a quest'ultimo. Ma l'endodonzista farà sicuramente una cosa competamente diversa da quella descritta sopra. Cercherà di ritrattare il dente in unica seduta. Perchè è questa la metodica approvata dalle società scientifiche del settore. La membrana amniotica è una tecnica SPERIMENTALE PERSONALE frutto dell'ingegno di un valido professionista ma che non è al momento validata da nessuna società scientifica, il cui uso non è quindi sinonimo di aggiornamento professionale, come suggerito dal collega che mi ha preceduto.
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Scritto da Dott. Sergio Formentelli
Mondovì (CN)
Collaboratore di Dentisti Italia

Cara Sig.ra Lorena, senza una corretta radiografia endorale è impossibile fare una giusta diagnosi. Dò anche a lei lo stesso consiglio che ho dato ad altri pazienti che chiedevano pareri da questo sito. Consulti il sito della Società Italiana di Endodonzia www.endodonzia.it e cerchi tra i soci attivi della sua città. Ne trovi uno che usi il microscopio. Ormai da anni l'endodonzia si esegue sotto ingrandimento e così gli eventuali canali sovrannumerari non sfuggono più, le eventuali perforazioni possono essere adeguatamente riparate e i denti restano in bocca. NON si faccia togliere niente! Auguri e cari saluti. Dr. Arnaldo Castellucci
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Scritto da Prof. Arnaldo Castellucci
Firenze (FI)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Lorena, per valutare la recuperabilità del dente occorre fare una visita accurata ed una radiografia che lei può fare in modo del tutto gratuito presso il mio ambulatorio di Roma. Cordiali saluti. Dott. Alessandro Gentile tel. 3384169353.

Scritto da Dott. Alessandro Gentile
Tivoli (RM)

Gentile Lorena,è necessario effettuare una giusta diagnosi per allestire adeguata terapia e non procedere per tentativi.Esistono diversi modi per verificare se il canale è perforato:basta eseguire una radiografia mirata dopo inserimento di una sonda che evidenzi il tragitto del canale ed eventuali deviazioni.In questo caso poi, una volta evidenziata e scoperta la perforazione questa può essere chiusa molto spesso con del materiale adeguato come MTA che può dare ottimi risultati.Pertanto le consiglio di verificare la situazione e non agire per ipotesi o tentativi che di solito non risolvono ma anzi peggiorano il problema.Cordialmente
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig,ra Lorena, il suo dente è già stato trattato due volte e da due dentisti diversi e, purtroppo, l'infezione ancora resiste e non si riesce a debellarla ed ovviamente una causa dovrà pur esserci che, a volte, può essere anche una frattura verticale di qualche radice o uno sfondamento della camera pulpare ed in questi casi salvare il dente riesce arduo e/o impossibile. Consideri, pertanto, l'eventualità di estrarlo e di rimpiazzarlo con un impianto anche a carico immediato se le condizioni cliniche lo consentono. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gemtile Sig.ra Lorena, le cause che provocano il persistere dell'ascesso sono molte, come molte sono anche le possibili soluzioni del problema. Visto che spesso i consulti e le indagini radiologiche sono gratuiti, le consiglio di farsi visitare da un dentista comodo per le sue esigenze, e se questi le farà una buona impressione, ne approfitti. Consideri però che un dente devitalizzato e ricostruito è quasi sempre meglio di un impianto, ma un infezione trascurata, anche se indolore può essere la causa di ben più gravi patologie sistemiche. cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Mario Baviera
Roma (RM)

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Scritto da Dott. Antonio Pescatore
Ariano Irpino (AV)