Domanda di Devitalizzazione

Risposte pubblicate: 13

L'incisivo sinistro è andato in necrosi

Scritto da loredana / Pubblicato il
Buongiorno. Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione che presterete al mio quesito. Il mio dentista mi ha confermato che l’incisivo sinistro è andato in necrosi, quindi bisogna devitalizzarlo e successivamente incapsularlo. (io già ne ero a conoscenza da circa 5 anni, mai nessun fastidio). L'idea non mi ha entusiasmata, così ho deciso di consultare un altro dentista, molto apprezzato che ha fatto delle radiografie, la diagnosi è stata diversa quella di non devitalizzare il dente in quanto il canale è inesistente perché calcificato quindi insondabile. Ora la domanda è... quanto c'è di vero in ciò che mi hanno detto? A chi devo credere? Esiste un criterio oggettivo per capire quando è veramente necessario intervenire con la terapia canalare? Non vorrei ricorrere all'incapsulamento, ma il dente è già scuro, nel caso decida di farlo è possibile senza la terapia canalare? Vi ringrazio ancora per l'attenzione e per il supporto che vorrete offrirmi. Cordiali Saluti.
Buongiorno Loredana prima cosa da chiarire e se il dente è vitale o meno. Questo è possibile tramite test del freddo e altri. Se il dente è vitale ed ha assunto una colorazione più scura si può capsulare senza devitalizzare;se invece non è più vitale occorre devitalizzare anche se il canale è di molto ristretto e calcificato e in seguito procedere all'incapsulamento. Comunque per quanto si veda dalla lastra non ci sono segni di granuloma o di ascesso quindi il dente potrebbe essere vitale.Distinti saluti dott. Santià Ernesto
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Scritto da Dott. Ernesto Santia'
Torino (TO)

Gentile Sig.ra Loredana, comprendo il suo imbarazzo per le diagnosi diverse dormulate dai due dentisti che ha consultato e per l'importanza dell'estetica del suo incisivo centrale superiore sn e sull'opportunità di incapsularlo qualora venisse devitalizzato. E' anche probabile che il suo incisivo sia andato in necrosi, ed il colore scuro da Lei riferito ne sarebbe una prova, non per carie ma per microtraumi ripetuti su quel dente, ma, ciò è possibile valutarlo solo con l'esame obiettivo ed il test di vitalità in quanto dalla Rx endorale che ha inviato non pare che l'incisivo abbia carie e/o ricostruzioni, e, qualora, questa ipotesi venisse confermata allora sarebbe opportuna la terapia canalare. Resto a sua disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Loredana, effettivamente sembra che il canale sia calcificato almeno dalla radiografia ma molto spesso la realtà non corrisponde all'ipotesi iniziale, poichè parliamo di misure estremamente ridotte e magari con delle sonde molto sottili spesso si riesce a passare attraverso il canale apparentemente ostruito. Sarei dell'idea di provare ad effettuare la devitalizzazione anche perchè senza di essa non potrebbe poi incapsulare il dente. Cordialmente

Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Condivido la tesi del dott. Savino. Se possibile il dente deve essere trattato endodonticamente per eliminare eventuali residui pulpari presenti. dott. Renda Gianluigi

Scritto da Dott. Gianluigi Renda
Castrovillari (CS)

Necrosi con osteolisi periapicale in parodontite grave.Dente salvato ed in bocca da 30 anni.Da casistica del Dr.Gustavo Petti di Cagliari
Cara Signora Loredana....mi sa che è capitata non bene in entrambi i casi...anzitutto bisogna fare una DIAGNOSI con una Rx endorale in diverse proiezioni se necessaria...ed una visita clinica accurata con percussione assiale e trasversale...una analisi occlusale-gnatologica del dente e stia sicuro che si arriva ad emettere una diagnosi certa ed a formulare una terapia idonea........................ovviamente si deve procedere alle prove termiche si fanno con il caldo e con il freddo...esistono liquidi che spruzzati su un batuffolino di cotone con cui toccare il dente abbassano la temperatura improvvisamente da 37° a -4° e le garantisco che se c'è patologia pulpare...la si scopre....il dente risponde con un dolore immediato: 1- se dura qualche secondo...il processo è reversibile e si aspetta, 2- se dura molti minuti, il dente è in Pulpite e bisogna devitalizzarlo subito. 3- Se non risponde al dolore vuol dire che il dente è in necrosi, è morto per infezione e bisogna devitalizzarlo in un modo particolare subito sotto protezione antibiotica! 4- Se non risponde al freddo ma risponde allo stimolo con "guttaperca" molto calda, allora significa che il dente è in necrosi, ma non completa..qualche zona di polpa vicino all'apice è ancora vitale (si chiama sintomatologia radicolare della polpa) e il dente va devitalizzato...........ovviamente si deve fare una Rx endorale in diverse proiezioni se necessaria...ed una visita clinica accurata con percussione assiale e trasversale...una analisi occlusale-gnatologica del dente e stia sicuro che si arriva ad emettere una diagnosi certa ed a formulare una terapia idonea.....:....:..... POI non è detto che un dente devitalizzato lo si debba rivestire con una corona...dalla Rx sembrerebbe un dente robusto e quindi non vedrei la necessità di fare una protesi fissa!!!.....POI.... la Rx postata non fa vedere l'apice....si vede invece una frammentazione della corticale alveolare che indicano una sofferenza parodontale o endoparodontale ...quindi bisogna fare una visita Parodontale che può fare il Dentista generico stesso, prendendo le misure parodontali in sei punti per ogni dente in tutti i denti oltre che sull'incisivo, per stabilire se c'è una Parodontite o una Gengivite...................:............per quanto riguarda il dente se fosse confermata la diagnosi di necrosi...bisogna diagnosticare perchè c'è!.....e le spiego qualcosa di utile:........Concettualmente i microbi presenti nella radice inviano fuori nell'osso le loro tossine a cui l'organismo risponde con la formazione cistica o granulomatosa per arginare l'infezione stessa e difendersi, e i corpi dei leucociti macrofagi che arrivano in massa, formano il pus e quindi l'ascesso che si fa strada tra le fasce muscolari dove trovano meno resistenza...ecco che un ascesso può "emergere" anche abbastanza lontano dal dente di origine.... ... tolti i microbi con la nuova terapia endodontica per via ortograda (normale ) o retrograda (chirurgica) le tossine non vengono più emesse e la zona di osteolisi (lisi dell'osso) scompare con rigenerazione dell'osso stesso. Per togliere il dolore basta fare questo … ossia una accurata "devitalizzazione o ridevitalizzazione se era già stata fatta"….una volta individuato il dente e fatta una diagnosi: non può convivere con tanti granulomi per di più se fistolizzati...sono pericolosi non solo localmente per i denti...il Parodonto...l'Osso.... le gengive...ma anche per l'Organismo intero....dal Granuloma possono partire microbi che col torrente ematico vengono portati in organi ed apparati importanti quali Rene, Cuore e tanti altri...e dare infezioni pericolose...fortunatamente molto rare...ma esistono e sono pericolose ripeto!...queste infezioni si chiamano malattie focali, ossia che hanno il loro Focus di partenza "in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno", come si dice per DEFINIZIONE MEDICA, in questo caso l'osteolisi periapicale, così come le Tasche Parodontali (altra causa comune ed importante)! Quindi un granuloma va eliminato...soprattutto se è fistolizzato...: guardi che è semplice e normale terapia alla portata di qualsiasi buon Dentista!... Le spiego cos'è un Granuloma in parole "povere": I granulomi (o le cisti) si curano: essi sono dei tentativi dell'organismo di bloccare l'infezione che risiede nel dente...ossia i microbi sono nella radice...le tossine escono dall'apice e provocano l'insorgenza del granuloma...curate le radici....il granuloma si riassorbe da solo in un tempo variabile di pochi mesi al massimo ... ma i microbi non ci sono più!...se fosse impossibile curare le radici per la via "normale"...le si curano per via retrograda, chirurgicamente, entrando nelle radici dagli apici che poi vanno sigillati con materiali particolari!...il granuloma i può anche non escidere chirurgicamente intanto si riassorbe! .........:......a questo punto mi permetto di spiegare come procedo io in caso di terapia di un Granuloma con fistola (che può esserci o non esserci…) e dente naturalmente in necrosi: si deve procedere così, almeno io procedo così (altri procedono in una unica seduta): 1- Bisogna iniziare almeno tre giorni prima di intervenire una copertura antibiotica con un antibiotico potente, a largo spettro soprattutto su anaerobi gram neg. come il ceftriaxone bisodico in fiale intramuscolari da 1Gr. (una al di per tutto il trattamento e proseguire oltre di almeno 4/5 giorni. (ovviamente è solo un suggerimento ...non posso prescrivere antibiotici per vie web senza neanche averla vista e fatto una anamnesi accurata...lo farà il suo medico Dentista che la prenderà in cura)!!!!Faccia la prima seduta un lunedì....la seconda un Venerdì e la terza di chiusura dei canali il Lunedì successivo...in modo da assumere, partendo da tre giorni prima e terminando 4/5 giorni dopo, in tutto 14/15 Fiale da 1 Gr. (una al dì) 2- procedere alla rimozione delle vecchie terapie canalari se ci sono(fatta prima la diagnosi però!!!) e quindi alla strumentazione accurata con lavaggi (sotto diga ovviamente) di ipoclorito neutralizzato poi da acqua ossigenata e lavaggi soprattutto prima della chiusura provvisoria a fine seduta con prima Clorofenolocanforato, poi con lo stesso antibiotico lasciato dentro il canale. Si chiude poi il dente alla fine di ogni seduta con membrana semipermeabile per impedire la reinfezione dei denti coi microbi da fuori a dentro e nello stesso tempo per fare uscire il gas prodotto dai microbi sopravvissuti dentro che causerebbe pressione e quindi DOLORE!..... E qui finisce la prima seduta! 3-Nella seconda seduta si rifinisce la strumentazione... si vede se c'è pus ( se c'è bisogna programmare altre sedute) si ripete tutto e si chiude sempre con membrana semipermeabile... 5-infine in terza seduta si chiude il dente....questo faccio io...poi ci sono altri dentisti che chiudono in una sola seduta...ognuno agisce come meglio crede...esistono delle linee guida dettate dalla società italiana di endodonzia...ma la creatività di ognuno è libera di agire come meglio ritiene per quella situazione e per quel paziente...io mi comporto così da 32 anni...con i dovuti aggiornamenti per il progresso che in continuo avviene...e i denti in necrosi non mi hanno mai dato problemi... Il Dentista anche se per motivi logistici non avesse potuto iniziare subito una terapia del genere avrebbe dovuto fare almeno la prima seduta sotto diga per decomprimere il dente e disinfettarlo e chiuderlo con la famosa membrana semipermeabile affinchè non avesse DOLORE...!..........Se poi non fosse possibile fare tutto questo per la presenza di una corona (capsula)...difficile perchè di regola si può forare la corona per procedere alla terapia e poi chiuderla con amalgama d'argento lucidata.... o di impedimenti, tipo calcoli di dentina nella radice.... si curano le radici per via retrograda ossia chirurgica...si scolpisce un lembo di accesso all'osso...si perfora...l'osso...a livello degli apici delle radici...e si curano le radici entrando in esse dall'apice...per via retrograda ...poi si sigilla l'apice agli apici con MTA o con Amalgama d'argento chirurgica priva di zinco...: quindi il dente, in linea di massima, perché non la vedo clinicamente…......................Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile signora dalla rx endorale che ci allega si osserva un avanzato processo di calcificazione del sistema canalare dell'incisivo centrale superiore, andrebbe pero' valutato un concomitante stato patologico dello stesso ( la discromia non e' un elemento dirimente in tal senso), in caso affermativo si dovrebbe pro edere alla terapia endodontica che dovrebbe essere eseguita da un professionista di comprovata esperienza in materia endodontica ( contestualmente si potrebbe ottenere un miglioramento cromatico reso ottimale mediante sbiancamento interno ). In assenza di patologia potrebbe non effettuare alcuna terapia mantenendo un controllo radiografico periodico sullo stesso, cordialità .
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Scritto da Dott. Francesco Sforza
Carovigno (BR)

Bisogna capire se il dente le da fastidio, dolore etc.., il canale sembra molto calcificato e quindi la terapia endodontica difficoltosa, se è solo un problema estetico si potrebbe procedere a uno sbiancamento esterno e poi tenere il dente sotto controllo nel tempo.

Scritto da Dott. Stefano Patteri
Oliena (NU)

Sig.Loredana, la diagnosi di non vitalità concorda, non concordano le cure, perché non presenta sintomatologia. Le consiglio di ripetere un RX endorale ben eseguita, perché dalla foto allegata, che sembrerebbe un ritaglio di un’OPT, non si evidenziano alcuni particolari.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Cara Loredana tecnicamente un dente necrotico andrebbe sempre devitalizzato e incapsulato perchè non è una cosa salubre avere un dente morto in bocca dovrebbe convenirne anche lei. Per quello che riguarda il suo caso si potrebbe anche lasciarlo così com'è fino a quando non da nessun fastidio, tuttavia sappia che si può infiammare da un momento all'altro, il fatto che in questi quattro anni non sia successo non è sicuramente un deterrente anzi, è stata molto fortunata. il fatto che il canale sia calcificato non sussiste perchè ci sono strumenti e sostanze che ci garantiscono la completa apertura del canale senza problemi distinti saluti
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Scritto da Dott. Domenico Aiello
Catanzaro (CZ)

Ritengo che i criteri siano due. Il primo è il dolore. Se c'è allora bisogna intervenire in qualche modo. Il secondo è la presenza valutabile in rx di lesioni periapicali. Se vi sono, si interviene anche in assenza di dolore. A tutto ciò lei aggiunge anche una discromia del dente in questione, cosa che farebbe propendere per un intervento. E' vero che nella lastra che allega, un canale si fatica a riconoscerlo, ma spesso la realtà smentisce la lastra. Se il suo dentista è in possesso dei titoli per esercitare allora si fidi di lui. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia