Domanda di Detartrasi

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Rimozione Tartaro sottogengivale

Scritto da Oliko / Pubblicato il
Il mio odontoiatra mi ha diagnosticato del tartaro sottogengivale, ma temo che dopo averlo tolto potrei avere delle conseguenze alle mie gengive. Vorrei sapere se le mia paura è fondata. Grazie
Certo, avrà delle conseguenze sulle sue gengive e anche sui suoi denti. Conseguenze estremamente positive però: le sue gengive non saranno più infiammate e i suoi denti non saranno più a contatto costante con veri e propri accumuli batterici responsabili di carie.

Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia

Gengivite e Curettage e Scaling e Root Planing. Dottori Gustavo e Claudia Petti Parodontologi di Cagliari
Cara Signora Oliko, buongiorno. Le "conseguenze" alle sue Gengive le avrebbe se lasciasse il Tartaro dove è ora, senza rimuoverlo! E' molto giovane, ma il tartaro sottogengivale è il primo passo verso la Parodontite (volgarmente Piorrea) dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi! La distruzione di questi tessuti porta alla formazione di una tasca parodontale e di difetto ossei. In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo "granuleggiare" un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto "anarchico". Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane.il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! IL Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta . molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d'ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all'ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto bene abbassa la carica batterica dell'95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per "guarire" ma anche per l'organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell'organismo comunicanti con l'esterno", in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a di stanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un aricolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così potrò studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti. La Terapia Parodontale, consiste essenzialmente nel ricostruire chirurgicamente ciò che la malattia parodontale ha distrutto." Cari saluti” e si faccia visitare da un Parodontologo molto noto e di grande Cultura e Capacità, glielo dice un Parodontologo che ama la Parodontologia con Grande Passione e la Esercita Professionalmente da 37 anni! Certamente Lei, così giovane, non avrà bisogno di terapie chirurgiche, basterà rimuovere il tartaro con una Igiene Orale Professionale in Studio ed un buon Curettage e Scaling :) Stia quindi tranquilla ma segua i consigli del Suo Dentista: il tartaro deve essere rimosso. Le lascio un Poster fatto da mia Figlia Claudia che le spiega come da una Gengivite si involverebbe in una Parodontite se non facesse rimuovere il tartaro! Cari saluti e sia serena, non le può succedere niente, ma otto copertura antibiotica da iniziare almeno due giorni prima della seduta dal Dentista ma ci penserà Lui a prescriverli. E' importante questo perché c'è una relazione diretta tra Parodontite ed infarto del miocardio e Pancreatite e le malattie Focali, quindi la copertura antibiotica, in questo caso di "Prima rimozione del Tartaro" è imperativa.Le malattie focali sono malattie di organi sistemici a distanza come Cuore con Endocarditi batteriche, I Reni con Glomerulonefriti, l'occhio con Uveiti o altre Flogosi etc e possono, se trascurate essere gravi perchè diventano autoimmuni e quindi automantenentesi se non le si diagnosticano in tempo! Per completezza dirò che la etiopatogenesi delle malattie focali prende origine da "Qualsiasi cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno", ossia da retto, intestino, apparato gastroenterico, vie biliari, fegato, pancreas, faringe stomaco, orecchio esterno, medio ed interno, seni paranasali, vie respiratorie come faringe, laringe, trachea, bronchi, polmoni etc. Tra queste cavità comunicanti con l'esterno c'è la cavità orale con le sue infezioni, in particolare tasche parodontali e osteolisi periapicali trascurate e non curate adeguatamente. Rimanere con una infezione in bocca "che è appunto una cavità comunicante con l'esterno", può esporla alle malattie Focali come descritto. Questo a prescindere dalla patologia locale! Una semplice necrosi endodontica o una Tasca Parodontale con o senza Difetto Osseo, o il suo tartaro famoso, infarcito di microbi anaerobi gram negativi, cattivi ed aggressivi, , può esporre sempre alla presenza di microbi ed alle Patologie Focali, a prescindere da quelle Locali Endodontiche o Parodontali. Mi ripeto Sed "Repetita Iuvant": Questa è l'ABC dell'Odontoiatria. Cari saluti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile OLIKO, il tartaro deve essere assolutamente eliminato poiché può provocare danni parodontali come ad esempio la formazione di tasche gengivali o recessioni. In tutti i casi comunque l'effetto è il danno sui tessuti di sostegno del dente che a lungo andare può provocare la mobilità del dente che in casi estremi deve essere estratto. Lasci al suo dentista decidere come risolvere la situazione e non indugi nell'affrontare al più presto il problema. Sicuramente, considerando la sua giovanissima età, non dovrebbe trattarsi di una situazione seria e che si risolverà con successo. Cordialmente
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

La rimozione del tartaro e' essenziale per una durata nel tempo degli elementi dentari; naturalmente e' importantissima anche l'igiene domiciliare e una dieta adeguata

Scritto da Dott. Giovanni Vergiati
Fornovo di Taro (PR)

Le sue paure sono assolutamente infondate. Il tartaro può fare solo male alle gengive ed a tutto il parodonto, va rimosso in ogni caso, anche se, dopo la rimozione potrebbe avere una temporanea e reversibile sensibilità termica.

Scritto da Dott. Paolo Gaetani
Lecce (LE)

Il Suo odontoiatra dovrebbe spiegarle le ragioni della formazione di spicole di tartaro sottogengiva (a 21 anni è piuttosto bizzarro, ma tutto è possibile in medicina) e anche i ragionevoli motivi per cui rimuovere i suddetti accumuli di tartaro. Le sue gengive ne gioveranno, così come il suo alito, il suo sorriso e i suoi rapporti sociali. Cordiali saluti.

Scritto da Dott.ssa Vanessa Ciaschetti
Marostica (VI)

Gentile Signora, le conseguenze le rischia se il tartaro non viene rimosso...si affidi al suo dentista e alle sue cure e soprattutto faccia controlli semestrali.

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

E' vero il contrario, se non toglie il tartaro sottogengivale, negli anni andrà incontro prima ad una gengivite severa, poi ad una periodontite con mobilita' dentaria e perdita degli elementi

Scritto da Dott. Domenico Ancona
Fasano (BR)

Gentile Sig.ra Oliko, il tartaro sottogengivale se non rimosso può avere conseguenze molto gravi. Pertanto sarei molto preoccupato delle conseguenze se non lo rimuove. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Cara Sig.ra Oliko, quello che posso dirLe con certezza è che la paura sicuramente più "fondata" è quella 'opposta' alla Sua. Mi segua. Le conseguenze della "rimozione" del tartaro sottogengivale potrebbero essere (al massimo) un po' di fastidio e/o di sensibilità dentinale per qualche giorno. Le ricadute della "non-rimozione", invece, conducono alla (o, se già presente, peggiorano la) "malattia parodontale" (più diffusamente conosciuta come "piorrea"), patologia infiammatoria su base infettiva con andamento progressivo e irreversibile (in assenza di trattamento) che conduce gradualmente alla perdita degli elementi dentari della Sua bocca. A Lei il giudizio di quale delle due è (de facto) la vera paura da "temere" ... Con l'auspicio di una pronta guarigione parodontale!
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Scritto da Dott. Antonio Scala
Brescia (BS)
Collaboratore di Dentisti Italia