Domanda di Denti del giudizio

Risposte pubblicate: 7

Possibile che si sia sbagliato?

Scritto da Gennaro / Pubblicato il
Salve sono un ragazzo di 29 anni, nel mese di luglio circa ogni mattina appena lavavo i denti mi usciva il sangue dalle gengive, tutto questo dura una quindicina di giorni dopodiché non capita più, arriva il mese di agosto e gli episodi di sanguinamento dopo lavato i denti si fanno sporadici, verso inizio settembre inizio ad avvertire lievi doloretti a volte verso l'arcata destra e a volte a sinistra, il sangue torna ad uscire ogni tanto e in più qualche volta sento i denti più sensibili. Arriviamo a metà settembre e per due giorni ho un forte dolore prima dal lato sinistro e poi a destra. Vado dal dentista il quale mi prenota la pulizia e mi invita a fare una panoramica, dicendo che la causa del dolore e del sanguinamento era il tartaro, nel caso mi dice anche che se avessi avuto il tartaro eccessivo avrebbe fatto il curettage. Gli porto la radiografia dopo una settimana, intanto il dolore era sparito, mi dice che ho tre carie due semplici ed una interdentale. Faccio la prima e va tutto bene, anche se il giorno prima tornai a sanguinare ed ebbi dei dolori lievi, passano due o tre giorni e ho un fortissimo dolore su tutta l'arcata destra senza riuscire a capire il punto esatto., mi reco dal dentista per la seconda carie riferendogli il dolore e lui mi guarda di nuovo dicendomi che proviene dal dente del giudizio superiore destro e che l'unica cosa da fare sarebbe estrarlo. Sono passati 5 giorni e mercoledì avrei l'estrazione, ieri ho chiamato il dentista esprimendogli i miei dubbi e gli ho chiesto se poteva farmi l'endorale, lui sembra sorpreso ma mi dice che per chiarirmi il dubbio la farà, anche se è convinto che il dolore proviene da li. Io non ne sono convinto perché comunque quando visionò la radiografia mi aveva parlato solo delle 3 carie e mi disse che il resto era tutto a posto, possibile che si sia sbagliato? Grazie
Sig. Gennaro, se lei si è affidato a un odontoiatra iscritto all'ordine dei medici, non deve avere dubbi, perché è possibile che la complicanza del dente del giudizio non fosse prevedibile.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Il sanguinamento è una cosa diversa dalla patologia cariosa che può coesistere senza provocarlo Con igiene ed eventuali terapie parodontali deve sparire La persistenza di fastidi o dolori può essere giustificata da carie presenti e le radiografie endoorali sono ottimali x una corretta diagnosi. Cordiali saluti

Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Consulente di Dentisti Italia

Gengivite e Curettage e Scaling. Da un Poster Didattico del Dottor Gustavo Petti e della Dottoressa Claudia Petti Parodontologi di Cagliari
Caro Signor Gennaro, lei capirà che senza visitarla clinicamente ed anamnesticamente non è possibile cdare una risposta professionale, tuttavia posso presumere ed avere un sospetto diagnostico legittimo. I sintomi che lei descrive sono tipici di una Gengivite o di una Parodontite! E' tipico delle Parodontiti manifestarsi con periodi, lungo il loro decorso, di attività della malattia che si alternano con periodi di inattività. Questo avviene in modo del tutto "anarchico", in toto in tutta la bocca a volte è attiva, a volte è inattiva. A volte è attiva in una parte si ed in un'altra no, in un gruppo di denti si ed in uno no, in un dente solo in uno dei sei punti da sondare e negli altri no e viceversa! Quindi ha bisogno di una Visita Parodontale con un sondaggio di eventuali tasche parodontali in sei punti di ogni dente di tutti i denti. Poi, dopo questa prima visita si deve rimuovere col curettage e scaling ed il root planing, il tessuto di granulazione dalle tasche parodontali che è duro fibroso se la malattia non è attiva (facendo leggere misure di sondaggio parodontale più piccoli della realtà) e molliccio se è attiva (facendo leggere misure di sondaggio parodontale più profonde della realtà), rimosso questo tessuto, e fatte tante altre cose che non sto a spiegare, si fa una seconda visita parodontale in cui si rivalutano le tasche parodontali e si rilevano le reali misure che ora, non più falsate dal tessuto di granulazione che è stato escisso, saranno vere e reali. Il tutto deve essere accompagnato da una serie completa di Rx endorali e da modelli di studio Parodontali-Gnatologici e si arriverà ad una Diagnosi certa. Se non ci fossero tasche, l'attenzione va focalizzata sulle Gengive. L'architettura gengivale ideale consiste in margini convessi che abbiano lo spessore in senso vestibolo linguale di almeno un millimetro. In questo modo tra dente e gengiva viene a formarsi una leggera invaginazione o solco, ma la gengiva rimane in stretto contatto con la superficie dello smalto. Le papille hanno forma conico piramidale, riempiono gli spazi interdentali fino ai punti di contatto interprossimali dei denti. Esse presentano (ma non sempre) docce naturali; per il passaggio del cibo durante la masticazione. In corrispondenza di queste docce, sulla superficie esterna dei setti ossei si trovano dei solchi incavati, detti canali di scarico, che assolvono la funzione dello scorrimento del cibo. I margini convessi, il solco gengivale e le papille interdentali costituiscono la gengiva libera. Tra essa, in senso apicale, e la linea di giunzione mucogengivale, e la gengiva aderente. La linea di giunzione muco gengivale è ben riconoscibile (mettendo per esempio in trazione il labbro inferiore) aderente (ad essa coronale, rosa nel disegno) dalla mucosa alveolare (ad essa apicale, viola nel disegno). La gengiva aderente ha consistenza compatta, color rosa corallo ed ha una superficie punteggiata "a buccia di arancio". L'aspetto a buccia d'arancio che ha la gengiva sana è dovuto alla compenetrazione bilaterale dell'epitelio (dall'esterno all'interno) con il connettivo (dall'interno all'esterno). Le zone elevate corrispondono a proiezioni connettivali, e zone depresse a proiezioni epiteliali. Un altro concetto essenziale è che non possiamo più considerare il dente e la sua patologia"da solo",il parodonto e la sua patologia "da solo",ma dobbiamo abituarci a considerare il complesso dente-tessuto come un unico organo: parliamo infatti di "unita dentale" che è un organo formato dai denti e dai loro tessuti di sostegno molli e duri . Come abbiamo visto, quindi, c’è una strettissima relazione di forma ed armonia tra Denti, Gengive, Linea di Giunzione Mucogengivale ed osso sottostante. Tutti questi organi devono essere in equilibrio tra di loro per avere quello che gli "Statunitensi" chiamano "Natural smile", "Sorriso naturale", che è dovuto ad una proporzione tra "pink aesthetics" and "white aesthetics", ossia tra l’estetica rosa (dovuta alle gengive) e l’estetica bianca (dovuta ai denti). Se la proporzione tra queste due componenti viene meno e si ha il prevalere, rispettivamente, dell’una (Gummy smile, ossia Sorriso Gengivale), come nelle ipertrofie gengivali o dell’altra (White smile, ossia sorriso bianco) per eccesso della componente dentale come avviene per esempio nelle recessioni gengivali e nella Parodontiti. con riassorbimento osseo con grave componente orizzontale. Legga cliccando sul mio nome tra le pubblicazioni l'articolo "La chirurgia parodontale estetica Introduzione Divulgativa alla Chirurgia Estetica Parodontale"vi troverà tutto ciò che occorre sapere per comprendere il problema e la sua terapia. Le papille decapitate fanno pensare alla presenza di difetti ossei infati la festonatura della gengiva si altera in presenza di esse e viceversa e l'espressione più importante della loro presena e quindi della presenza di una Parodontite è la tasca Parodontale. Quindi trovo doveroso palarle della Parodontite.La gengiva marginale diventa "lucida", rosso violacea. La Gengivite sconvolgendo le forme gengivali , apre il via allo "sconvolgimento" della architettura ossea = Parodontite. Infatti, la colonizzazione batterica causi prima la formazione di un solco con infiltrazioni di neutrofili e mononucleati nell’epitelio giunzionale e causi altresì una vasculite con perdita di collageno per infiltrazione del tessuto connettivo con formazione di un infiltrato di neutrofili, monoliti, macrofagi, linfociti e plasmacellule ( attivate dall’interazione batterico-immunitaria) Col progredire della malattia il riassorbimento osseo è sempre maggiore. È stato inoltre dimostrato sempre da Ebersole), che la progressione della distruzione tessutale progredisce con la velocità di 1/3, 1/5 di mm. All’anno fino alla cresta ossea e poi, dalla cresta ossea in giù la velocità aumenta paurosamente a circa ½ mm. l’anno. Se consideriamo che la lunghezza della radice è in media 14 mm., tranne che i canini dove può arrivare a misure molto più lunghe, considerando l’ubicazione della cresta ossea, in non molti anni la Parodontite diventa terminale,espulsiva con parulidi (ascessi parodontali), con quello "scolo di pus" noto col termine volgare di "piorrea". Dobbiamo considerare il dente un trasmettitore di forze, il parodonto una struttura in grado di ricevere e disperdere queste forze. Con l’aggravarsi del riassorbimento osseo, si ha un aumento del rapporto corona-radice e quindi un aumento dell’azione di leva applicata ai denti anche durante la masticazione fisiologica, che può non essere tollerata e portare a quella condizione denominata "trauma d’occlusione secondario". Ossia lo Stress creato dalle forze occlusali che provocano traumatismo occlusale. Se queste forze abnormi le si esercitano su una "unità dentale" integra, esse sono assorbite senza danno (traumatismo occlusale primario), se queste forze abnormi ma anche solo fisiologiche le si esercitano su una "unità dentale" con grave distruzione ossea, esse non vengono più assorbite (traumatismo occlusale secondario. Il Parodontologo deve avere una "Cultura Odontoiatrica completa con conoscenze altissime di tutte le altre specialità dell’Odontoiatria, supervisionate da questa Mentalità Parodontale" Ecco che la Visita Parodontale, diventa una visita "totale odontoiatrica". È quindi una visita complessa che richiede almeno un’ora/due ore, compreso un Colloquio col Paziente, seguita da una Preparazione Iniziale dell’apparato Stomatognatico, un rilievo di dati ed eventualmente analisi cliniche, che richiedono almeno ulteriori due/quattro ore ed infine una seconda visita detta Visita di Rivalutazione Parodontale, che richiede due/tre ore in cui si emette una Diagnosi, una Prognosi, un Piano Terapeutico non solo Parodontale ma Totale di tutti i problemi e Patologie presenti! Questo è essenziale per arrivare ad una corretta Diagnosi ed emettere una altrettanto corretta Prognosi. Insomma devo poter mantenere viva ed in allerta tutta la mia "Capacità di Clinico Medico e Parodontologo".Le lascio un Poster mio e di mia figlia Claudia sulla Gengivite e sul Curettage e Scaling. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Molte idee, ma confuse. La fisioterapia (L'atto di togliere il tartaro e di curettare le gengive) precede ogni altro adempimento. Di solito la salute della bocca rimbalza verso il meglio. Se la cosa non succede, di solito ci sono cause e colpe. Di solito c'è la colpa del dentista che non ha tolto "tutto" il tartaro marcio. Tutto il suo problema è un Caso Clinico Semplice. Senza risultato, si cerchi un altro dentista normale e volenteroso. Buona fortuna!

Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Salve Gennaro. Se il dolore ai suoi denti deriva da una concausa di problemi, allora si parte da una igiene per poi valutare l'eventuale persistenza dei sintomi. Capirà bene quindi la necessità - a volte - di effettuare una diagnosi "in differita" dalla seduta di igiene orale professionale. Mi pare che il suo dentista abbia a cuore la sua salute orale. Cordialmente.

Scritto da Dott. Gianluigi Renda
Castrovillari (CS)

Gentile paziente, nonostante la sua chiara descrizione, ritengo che solo la visita diretta consenta un adeguato inquadramento diagnostico. Posso soltanto dirle che anche una normale gengivite da tartaro può causare i fastidi da lei descritti. La valutazione se il dente del giudizio è responsabile o meno del suo dolore, la si può fare solo in occasione della visita ed esame delle radiografie. Analogamente, la presenza di un'eventuale malattia parodontale va esclusa o accertata attraverso un insieme di esami clinico-diagnostici.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Maurizio Macrì
Napoli (NA)

Gentile Sig. Gennaro, lei descrive tre problemi, una gengivite o peggio malattia parodontale, tre carie e un problema al dente del giudizio. Sono tre patologie distinte che possono provocare la sintomatologia che descrive. Difficile dare un giudizio. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia