Domanda di Denti del giudizio

Risposte pubblicate: 7

Dopo quasi tre mesi dall'estrazione è normale che la mascella sia ancora gonfia?

Scritto da LEONARDO / Pubblicato il
Buongiorno, ll mio problema è è il seguente: a metà del mese di ottobre del 2014 comincio a sentire dolore ad un molare dell'arcata inferiore, già devitalizzato ed incapsulato ormai da svariati anni. Dopo una panoramica il dentista mi prescrive un "dentalscan" la cui diagnosi riporto testualemente "...incluso, mesiangolato 4.8 con radici che sono in contatto con il canale mandibolare ( cross 4-11); Periodontite cronica di 4.7 con erosione della corticale ossea sul lato linguale e erosione del tetto del canale mandibolare". Il dentista pertanto decideva per l'estrazione di entrambe i denti, sia quello del giudizio che il molare vicino. L'operazione è stata eseguita a fine ottobre con esito positivo. Mi veniva prescritto un antibiotico ( Augmentin ) ed un antinfiammatorio ( Sinflex); il decorso i primi tempi è stato abbastanza regolare; gonfiore, lieve sanguinamento, ma nulla di anormale, almeno in apparenza. La successiva visita per la rimozione dei punti non ha evidenziato nulla di rilevante. Tuttavia il gonfiore non accennava a diminuire. Torno pertanto dal dentista dopo un mese dall'intervento per un consulto, lui controlla la situazione e mi prescrive un farmaco, il Bacacil 1200 mg; dopo l'assunzione del farmaco 1l gonfiore si attenua ma non completamente; nel frattempo, continuo ad avere la mascella rigida, sento dolore durante e dopo la masticazione, ed ho perduto la sensibilità dei denti vicino alla zona operata e del labbro inferiore dx; due mesi dopo l'intervento, improvvisamente la mascella si gonfia di nuovo, come si trattasse di un ascesso, con dolori lancinanti durante la masticazione; a quel punto di mia iniziativa ( eravamo sotto festività ) decido di riprendere l'Augmentin, ed il gonfiore ed i dolori si attenuano. Mi rivolgo quindi ad un secondo professionista; dopo una radiografia, sulla zona operata non viene rilevato nulla di anormale; anche se siamo tuttora in attesa di referto ufficiale, è comunque da escludere che sulla zona in questione siano rimasti residui di dente. Il professionista mi consiglia di parlarne con il chirurgo della maxillo-facciale che ha proceduto alle estrazioni. Attualmente mentre sto scrivendo è comparso da due giorni uno strano gonfiore, dolente la tatto, molto evidente, tra il collo e la mascella operata . Il mio quesito quindi è il seguente: dopo quasi tre mesi dall'estrazione del dente del giudizio, è normale che la mascella sia ancora gonfia e non abbia ancora ripreso la piena mobilità? Come possono comparire di continuo gonfiori simili ad ascessi, nella zona dell'estrazione, a distanza di così tanto tempo dall' operazione? Faccio presente inoltre che tuttora non ho fatto progressi neanche l'aspetto relativo alla sensibilità del labbro inferiore e dei denti di cui accennavo prima. Grazie anticipatamente delle vostre risposte.
Ovviamente non è normale che si gonfi. Forse esiste una comunicazione con il cavo orale non sigillata che permette l'infiltrazione di placca. Una revisione chirurgica potrebbe essere opportuna la sensibilità perduta è una complicanza che , quando reversibile, viene recuperata solitamente entro 6 mesi. Cordiali saluti

Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Consulente di Dentisti Italia

Caro signor Leonardo, buongiorno. No, non è normale! Tra l'altro le faccio notare che il termine "Periodontite" è errato perché si dice Parodontite! Poi Parodontite non la si può diagnosticare con una OPT (Panoramica) e non è certamente il Radiologo che fa questa diagnosi, ma il Dentista, in particolare se è Parodontologo, clinicamente e con Rx endorali e sondaggio Parodontale (le spiego più avanti)! IL Radiologo forse avrà voluto intendere che era presente una Osteolisi periapicale, tipo Granuloma che bisogna però differenziare da una Cisti. Non capisco perché sia stato avulso anche il 47 che era semplicemente un dente in necrosi con granuloma che si cura endodonticamente! Voglio essere più preciso: Concettualmente i microbi presenti nella radice inviano fuori nell'osso le loro tossine a cui l'organismo risponde con la formazione cistica o granulomatosa per arginare l'infezione stessa e difendersi, e i corpi dei leucociti macrofagi che arrivano in massa, formano il pus. Tolti i microbi con la terapia endodontica per via ortograda (normale ) o retrograda, se fossero presenti ostacoli insormontabili come perni non rimovibili etc (chirurgica) le tossine non vengono più emesse e la zona di osteolisi (lisi dell'osso) scompare con rigenerazione dell'osso stesso. Per quanto riguarda la sua sintomatologia, non dice se la lesione osteolitica sia stata escissa o no. Non dice se ha Parestesie "formicolio" alla metà corrispondente del labbro inferiore e/o alla metà omolaterale della lingua e della punta della lingua, riferisce solo di una generica perdita di sensibilità che in ogni caso è da valutare bene, se dure oltre le 12/24 ore. Non dice se ha stazioni linfatiche (Linfonodi) delle vie di "drenaggio linfatico" della zona dell'intervento, alterate, Le dico tutto questo per farle capire che senza una Visita Clinica E Radiologica adeguata ed anamnestica e Semeilogica, non si può rispondere alla sua Domanda. E' Palese , da quanto racconta, che dovrebbero esistere postumi patologici dovuti alla precedente doppia o tripla o quadrupla patologia (Dente incluso, Osteolisi periapicale, Possibile Parodontite non diagnosticata, Lesioni del canale mandibolare) ed aggiungo patologie post-estrattive! Bisogna solo fare una Visita Clinca e Strumentale come si deve, a Regola d'Arte. Mediti sulla Visita descritta sotto e legga quanto le consiglio! Per tornare alla Parodontite, essa la si Diagnostica con due visite cliniche strumentali, semeiologiche e anamnestiche, intervallate da una preparazione iniziale con curettage e scaling e serie completa di Rx endorali, modelli di studio e tanto altro. Visite con sondaggio parodontale in sei punti di ogni dente di tutti i denti e tanto altro e seconda visita di rivalutazione con risondaggio delle tasche che ora indicheranno la reale profondità delle stesse perché è stato escisso il tessuto di granulazione presente! Solo così si arriva ad una Diagnosi e ad una pianificazione terapeutica.Solo Per favorirle la comprensione di un argomento così astruso le faccio la stessa spiegazione che faccio ai miei pazienti durante il colloquio informativo alla fine della prima Visita Parodontale:Immagini un dente in sezione longitudinale (e alzo la mano sin. di taglio verticale davanti a me), la gengiva ( e alzo la mia mano dx in orizzontale vicino e perpendicolare alla mano sin.), si attacca al dente mandando le fibre connettivali ed epiteliali dentro di esso, al colletto, nel punto di passaggio tra radice e corona, ossia la parte del dente che emerge dalla gengiva (e spingo la mano dx a intrecciare le dita con la mano sin.). In questo modo la Gengiva protegge l'osso che sta sotto intorno al dente e chiude, una porta che impedisce ai microbi di entrare in profondità. La funzione della gengiva è questa, di costituire un sigillo invalicabile dai microbi!. Quando queste fibre, per un motivo qualsiasi, ad esempio la Gengivite prima e poi la Parodontite, si dovessero rompere, esse si staccano dal dente, si apre quella porta e i microbi entrano ed incominciano a distruggere il Parodonto, ossia il tessuto che sta intorno al dente, Gengiva, Cemento della radice, Legamento Parodontale che lega il dente all'osso e l'Osso stesso: è iniziata una Parodontite. (Conosciuta col termine volgare di "Piorrea" dal greco (puòn) marcio, pus - (roé) scolo, quindi scolo di pus. Scolo di pus, perché nei momenti conclamati o terminali della malattia si hanno numerosi ascessi! La distruzione di questi tessuti porta alla formazione di una tasca (ed infilo la mano dx nel taschino sin. del mio camice) spiegando "questa è una tasca, prima era cucita ora è aperta. Questa tasca si chiama "Tasca Parodontale". In pratica è come se fosse una ferita e come ogni ferita tenta di guarire facendo "granuleggiare" un tessuto che appunto si chiama di Granulazione, che cerca di chiudere questa ferita, ma non lo può fare per vari motivi che non sto a spiegare. La caratteristica di tutte le Parodontiti è quella di avere periodi di inattività che si alternano con altri di attività. Questo avviene in modo del tutto "anarchico". Ossia la malattia può essere attiva o non attiva, in tutta la bocca, in parte di essa o addirittura sullo stesso dente in un punto sì e nel punto vicino no! È importante sapere che esistono vari tipi di Parodontiti, ma comune denominatore è quanto ho spiegato sopra. Nei punti in cui la malattia è attiva, il tessuto di granulazione e edematoso, imbibito di liquidi, molliccio e il sondino parodontale che ho usato prima durante la visita è portato a penetrare di più, proprio perché non incontra resistenza e leggo una misura più profonda di quanto potrebbe essere in realtà!. Se la malattia invece è ferma da qualche tempo, bastano 3 settimane.il tempo di guarigione in genere delle ferite, il tessuto di granulazione è diventato una specie di cicatrice, come avviene in tutte le ferite ed è fibroso, duro, compatto, il sondino parodontale è impedito nella penetrazione e leggo una misura meno profonda di quanto potrebbe essere in realtà! Ora è intuibile per Lei, quello che devo fare: rimuovere questo tessuto! Questo lo si fa col Curettage e Scaling, in anestesia per contatto (basta uno Spray di anestetico), a cielo coperto, sotto protezione antibiotica perché si mettono in moto milioni e milioni di microbi! IL Curettage e Scaling è preceduto dalla Ablazione del Tartaro con gli ultrasuoni, dalla lucidatura dei denti. Si fa tutto in una seduta . molti preferiscono in più sedute. Io preferisco una sola seduta, lunga anche un paio d'ore o poco più, ma il tessuto infetto viene portato via in una sola volta, non rischia così la reinfezione delle tasche, se passa troppo tempo dalla prima all'ultima. Questo sotto copertura Antibiotica. Tenga presente che un Curettage fatto benre abbassa la carica batterica dell'95-98 % !!! Questo è salutare non solo per la bocca (pensi che se ci troviamo in presenza di una Gengivite Marginale o di una Gengivite più profonda di transizione in Parodontite con tasche non superiori ai 5 mm, può bastare il Curettage e Scaling, magari ripetuto più volte, per "guarire" ma anche per l'organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell'organismo comunicanti con l'esterno", in questo caso le Tasche Parodontali! Ora è comprensibile perché, una volta rimosso questo tessuto, a di stanza di qualche giorno, debba riprendere le misure delle tasche parodontali: il secondo sondaggio farà leggere delle misure reali o almeno che si avvicinano alla realtà, avendo rimosso quel tessuto che ne falsava la misurazione! In quella sede che chiameremo Seconda Visita Parodontale, dopo questa preparazione iniziale, prenderò visione degli altri dati diagnostici raccolti in questa parte chiamata di Preparazione Iniziale Parodontale, ossia le Rx indorali, i modelli di studio che avrò rilevato con delle impronte e montato su un aricolatore che riproduce i movimenti della sua bocca! Così potrò studiare le gengive, i rapporti dei denti tra di loro, anche per decidere un eventuale molaggio selettivo per togliere i precontatti." clicchi sul mio nome in questa risposta ed entri nella mia pagina di INFORMAZIONI GENERALI, qui clicchi su PUBBLICAZIONI e si aprirà la finestra con da sin a dx ARTICOLI, CASI CLINICI e VIDEO e cerchi gli Articoli consigliati sopra, in Particolare "VISITA PARODONTALE" e gli articoli e pubblicazioni che riguardano la Parodontologia! La Visita Parodontale diventa una visita "totale odontoiatrica". È quindi una visita complessa che richiede almeno un’ora/due ore, compreso un Colloquio col Paziente, seguita da una Preparazione Iniziale dell’apparato Stomatognatico, un rilievo di dati ed eventualmente analisi cliniche, che richiedono almeno ulteriori due/quattro ore ed infine una seconda visita detta Visita di Rivalutazione Parodontale, che richiede due/tre ore in cui si emette una Diagnosi, una Prognosi, un Piano Terapeutico non solo Parodontale ma Totale di tutti i problemi e Patologie presenti! Questo è essenziale per arrivare ad una corretta Diagnosi ed emettere una altrettanto corretta Prognosi. Insomma devo poter mantenere viva ed in allerta tutta la mia "Capacità di Clinico Medico e Parodontologo"! Tenga inoltre presente che la visita Odontoiatrica deve essere totale.Questa plurispecialità, ripeto e non mi stancherò mai di ripeterlo, della visita che comprenda anche un sondaggio parodontale totale e completo, deve essere parte costante in qualsiasi Visita anche solo Generica Odontoiatrica per qualsiasi motivo sia stata fatta e che in genere non viene mai fatta, invece, purtroppo, specie nei centri Low Cost ed è per lo stesso motivo che bisogno altamente diffidare di chi reclamizza non deontologicamente visite gratuite! Una Visita Odontoiatrica è la massima espressione Culturale e di conoscenza Medico-Odontoiatrica e, se fatta come si deve , impegna il Cervello del Dentista per un'ora circa più una mezzora per le informazioni doverose di "consenso informato" come le ho abbondantemente spiegato! Legga come faccio io una Visita leggendo sul mio Profilo "VISITA PARODONTALE", ma vale come visita Odontoiatrica generale, perché la visita che si fa nel mio studio, a prescindere dal motivo per cui è venuto il paziente, è questa! E stia certo che tutte le patologie "saltano fuori"! E' chiaro che la Visita debba essere doppia ed intervallata dalla preparazione iniziale Parodontale? Se ha capito questo, sarebbe già a metà dell'opera! Cari Saluti
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Torni dal dr che ha fatto le estrazioni e gli evidenzi tutti i suoi problemi. Ovviamente dovrebbe essere tutto già guarito. Quanto alla sensibilità del labbro, etc, potrebbe essere una sintomatologia sostenuta delle infezioni ripetute e in atto in maniera subacuta. Quindi forse quando risolverà le infezioni, tornerà anche la sensibilità

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

Considerando il tipo di intervento che ha eseguito, una parziale parestesia (alterazione della sensibilità) in corrispondenza del lato della zona trattata, rientra nelle "normali" complicanze post - operatorie: trauma compressivo - lesione parziale del Nervo Alveolare Inferiore (contenuto all'interno del canale mandibolare), con parestesia - disestesia, che generalmente si risolve entro i 6 mesi. Il gonfiore che si ripresenta anche a distanza di tempo NO, non è normale. Positivo il fatto che non siano presenti residui radicolari dalla radiografia (anche se ci fossero però, solitamente, sono assolutamente asintomatici). Il quadro sembra più avvicinarsi ad una forma di osteite post - estrattiva non adeguatamente trattata (approccio combinato chirurgico e farmacologico). E' opportuno si rivolga, come ha detto di fare, al chirurgo maxillo - facciale che l'ha operata facendo presente il problema.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia

Può persistere ancora una infezione postestrattiva, consiglio dental scan e visita più accurata, non è normale dopo mesi il mascellare gonfio

Scritto da Dott. Domenico Ancona
Fasano (BR)

E' fuori dubbio che il gonfiore, il dolore e la difficoltà masticatoria, a tre mesi dall'intervento non sono normali. Le cause potrebbero essere le più disparate tra cui una frattura misconosciuta della mandibola, la presenza di residui settici post estrattivi, la creazione di una fistola, la persistenza di una tasca etc. Doveroso pertanto eseguire una TAC o una CONE BEAM che dovrebbe chiarire il dubbio, potrebbe essere utile anche una cauta revisione della cavità alveolare. Per quanto riguarda la parestesia essa è dovuta, senza alcun dubbio, ad una lesione del nervo alveolare inferiore. Se la lesione è parziale, entro 6 mesi dovrebbe risolversi, se totale, purtroppo la parestesia persisterà per tutta la vita. Utile anche un esame neurologico e anche in questo caso la TAC o la CONE BEAM. In ogni caso è imperativo parlarne con il chirurgo che le ha effettuato l'intervento.
CONTINUA A LEGGERE

Scritto da Dott. Floriano Petrone
Torino (TO)
Collaboratore di Dentisti Italia

Sig. Leonardo non è normale e il suo caso deve essere rivisto.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)