Domanda di Conservativa

Risposte pubblicate: 13

Può essere stata la mia forte ansia ad indebolire l'effetto dell'anestesia?

Scritto da Francesca / Pubblicato il
Buongiorno ieri mi sono recata dal dentista per l'estrazione di una radice di un molare inferiore completamente cariato (di cui appunto è rimasta solo la radice, per altro spinta molto in alto e che, radiograficamente, rispetto alle altre radici, sembra un frammento), il problema è che nonostante una fiala e mezzo di anestesia (almeno così ho capito io) sentivo lo stesso dolore. La gengiva e la parte esterna del volto erano completamente addormentate, il dolore insorgeva quando andava a smuovermi i frammenti di dente rimasto (non era semplicemente sensazione di pressione o estrazione ma era proprio dolore, anche abbastanza forte). Ovviamente abbiamo sospeso l'estrazione rimandandola, il dentista sosteneva di non poter iniettare ulteriore anestesia, devo specificare che era la prima volta che mi sottoponeva ad anestesia. Mi ha spiegato che probabilmente il dolore persiste perchè vi è una parte infiammata e mi ha raccomandato di incominciare la cura antibiotica almeno due giorni prima il prossimo tentativo di estrazione. A detta sua vista la piccolezza della radice e la sua posizione molto in lato sarebbe bastato anche mezza fiala di anestesia perchè la rimozione consiste semplicemente nel fare un po di leva su ciò che è rimasto del dente. Io ovviamente se prima ero terrorizzata adesso lo sono ancora di più, leggendo su internet ho letto di persone che al momento dell'estrazione di denti ben radicati non hanno sentito completamente niente, perché io ho sentito tutto quel dolore? Può essere anche la mia forte ansia ha indebolito l'anestesia? Dopo la cura di antibiotici (bastano due giorni prima?) avrò la certezza di non sentire alcun dolore? E se decidessi di lasciare la radice li cosa succederebbe? Premetto che ho 4 denti in queste condizioni...a mia sorella che si è sempre rifiutata di andare dal dentista la radice di un dente completamente cariato e venuta fuori da sola ed ora ha la gengiva completamente rimarginata (come dopo un'estrazione). Scusate la lunghezza ma sono veramente preoccupata, proprio ora che mi ero decisa ad intervenire per curare i miei denti questa brutta esperienza non mi ci voleva...grazie per l'attenzione!
Cara Signora Francesca, poichè il suo Dentista, dopo avere fatto una fiala e mezza, ha detto che non poteva fare più nessuna fiala, mi sorge il dubbio che sia un pò a digiuno di chirurgia ed uso degli anestetici! A parte che prima di qualsiasi intervento chirurgico è buona norma somministrare una terapia antibiotica di copertura, non solo per l'infezione locale ma anche e soprattutto per prevenzione delle malattie focali a distanza, in una radice di un molare inferiore si fa una anestesia tronculare alla emergenza del tronco nervoso del nervo alveolare inferiore la cui anestesia avvenuta si manifesta con un senso di forte formicolio alla metà corrispondente del labbro inferiore, alla metà corrispondente della lingua e della punta della stessa. Poi si potenzia l'anestesia con una plessica locale per ischemizzare e rendere più compatti i tessuti da incidere per estrarre la radice chirurgicamente e se il caso ad una peripress nello spazio parodontale della radice stessa. Se occorresse potenziare o "aggiustare il tiro" con altra anestesia, la si può tranquillamente ripetere e ripetere ancora. Tre quattro fiale non sono niente se lei ha un peso minimo di almeno 40 Kg. Poi, certo, la tensione nervosa incide, l'infezione incidono perchè si crea un ambiente acido nei tessuti. La base dell'anestetico, ossia la parte attiva, viene rilasciata in ambiente basico o neutro e non acido, per cui anche questo può aver importanza relativa, perchè potenziando in modo giusto l'anestesia, stia certa che fa effetto!Ora stia tranquilla, prenda gli antibiotici e vada serena all'estrazione!Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Signora, una fiala e mezzo sono veramente poche per raggiungere una dose tossica per l'organismo. Probabile che non abbia compreso le parole del dentista, comprensibile considerato il suo stato di ansia. E' probabile che ci sia infiammazione ed in questo caso con una terapia preliminare antibiotica si risolve il problema. Sicuramente le radici o i suoi frammenti non fuoriescono per espulsione spontanea come è capitato fortuitamente a sua sorella e probabilmente in questo caso i frammenti erano molto superficiali e compresi nella compagine della sola gengiva. Cordialmente
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig. ra Francesca, una fiala e mezza di anestetico non sono assolutamente molte. Per essere precisi la dose massima di anestetico con vasocostrittore va dalle 7 fiale dell'articaina alle 13 della lidocaina (ovviamente in adulti). Poi uno stato ansioso e/o l'infezione possono alzare il dosaggio di anestetico efficace come giustamente le ha spiegato il Dott. Petti. Personalmente avrei provato a fare almeno un'altra fiala. Per risponderle all'ultimo quesito non le consiglio di non estrarre la radice, soprattutto se vi è già un'infezione. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Il dott. Tabasso le ha dato dati precisi (che condivido) riguardo la dose massima GIORNALIERA di anestetico inoculabile, calcolata secondo il peso corporeo, ovviamente per un individuo sano adulto dotato di integra funzionalità epatica e renale. Non ho mai dovuto però, nella mia carriera, giungere a più della quarta fiala per ottenere l'effetto atteso. Pertanto delle due l'una: o è stato inoculato anestetico nel punto sbagliato, oppure la zona è preda di un enorme evento ascessuale che limita e tampona l'effetto del miglior anestetico iniettato nel punto giusto. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Uno stato ansioso con un processo infiammatorio in atto fanno si che l'anestesia non sortisca l'effetto voluto...con una copertura antibiotica adeguata e l'utilizzo di tecniche anestetiche più efficaci andrà tutto bene...la radice è da estrarre e non si scoraggi a portare a termine tutte le cure.

Scritto da Dott. Cristoforo Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig.ra Francesca, in primis è buona norma procedere all'avulsione dei denti, e, soprattutto delle radici, sotto copertura di antibiotico ed in secundis personalmente una volta iniziato l'intervento l'avrei concluso rinforzando l'anestesia in quanto una tubofiala e mezza sono poca cosa e per interventi di chirurgia implantologica in casi estremi si può arrivare sino a una decina di tubofiale. La radice comunque è consigliabile toglierla e stia serena perchè la prossima volta andrà sicuramente meglio. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentma sigra Francesca, prima di un'estrazione è opportuno mettere ilpazienye sotto copertura antibiotica. L'infezione e l'ansia possono avere un ruolo negativo. Quanto alla fiala e mezza non è assolutamente da considerare una dose alta. Cordialmente.

Scritto da Dott. Cosimo Coscia
Collegno (TO)

Sig. Francesca, non conosciamo la sua anamnesi per valutare la quantità di anestetico somministrabile. Ritengo corretta la prescrizione dell’antibiotico 2 giorni prima dell'intervento.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gent.ma Sig.ra Francesca perfettamente daccordo su tutto quanto già esposto dai colleghi intervenuti, unico suggerimento in più è quello di associare alla copertura antibiotica un efficace antinfiammatorio, che potrebbe rivelarsi estremamente utile allo scopo. Si tranquillizzi e vedrà che andrà tutto bene.... cordiali saluti

Scritto da Dott. Antimo Perfetto
Sant'Antimo (NA)

Cara signora Francesca, le disamine fatte da tutti i colleghi che mi hanno preceduto sono tutte corrette e condivisibili. Ne faccia tesoro dei consigli dati ed agisca tempestivamente nella cura dei suoi denti. Quello che mi sento di aggiungere, ma credo che sia un pensiero comune di tutti i colleghi, è che per il futuro, non giunga più a questo punto, agisca prima. Cordialità

Scritto da Dott. Filippo Ciampaglia
Quarto (NA)