Domanda di Conservativa

Risposte pubblicate: 4

Seguito 4 alla domanda: Mi manca già da un po di tempo il primo molare sinistro

Scritto da cristina / Pubblicato il

Vi scrivo nuovamente sperando in una vostra esauriente risposta. Su internet ho letto un caso come il mio (ponte sinistro superiore, mancante primo molare, questo su due elementi: ultimo molare devitalizzato e ultimo premolare sano e incapsulato) si legge che a distanza di SOLI 4 anni il dente sano premolare, ricoperto per il ponte, "è marcito"- poi cercato di riabilitarlo -e in seguito TOLTO e optato per impianti...sono disperata che i ponti (forse per la posizione masticatoria?) possano essere così poco funzionali...si tratta di una eccezione??? Vi prego di illustrarmi le vostre esperienze in quanto ho optato per tale ponte anch'io. GRAZIE'

 

Precedenti:

26/11/09: Primo molare siniatro mancante 4
25/11/09: Primo molare siniatro mancante 3
23/11/09: Primo molare siniatro mancante 2
23/11/09: Primo molare siniatro mancante
Sig.ra Cristina, le evidenze scientifiche sono ben diverse, un caso particolare non fa testo, inoltre non sappiamo, dove è stato realizzato questo ponte e da chi, potrebbe essere stato applicato anche da un non dottore.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Cara Signora Cristina...è un'eccezione...se il la protesi fissa (ponte) è stata fatta a regola d'arte (e per regola d'arte intendo anche il ristabilimento di una occlusione ottimale) e con materiali eccellenti come Oroplatino porcellana e/o zirconio porcellana ...solo per fare un esempio, stia tranquilla che durano decenni in bocca!...Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi in Cagliari.

Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Cristina la soluzione protesica del ponte è certamente valida,addirittura in taluni casi persino preferibile agli impianti . I suoi legittimi timori sono dovuti alla presa di coscienza del fatto che tale lavoro richiede una grande perizia ed una procedura attenta e rispettosa di passaggi importanti di progettazione, preparazione, costruzione, verifica, collocazione di un manufatto che non è una semplice sostituzione di un dente ma una struttura che si cementa con grandissima precisione ai margini della gengiva, spesso nascondendo il suo margine sotto di essa e quindi in una nicchia biologica di grandissimo interesse per la salute orale, dove le infiammazioni non perdonano e portano ad INSUCCESSO. Cosa può accadere? Si può creare una lesione parodontale, una carie del moncone e spesso tutte due. Allora come dovrebbe operare il suo odontoiatra per garantirle il miglior risultato? Innanzitutto si rilevano le impronte da cui si realizza un modello di studio che consente di posizionare i denti mancanti in cera, questa ceratura diagnostica è di aiuto anche nel dialogo con il paziente il quale può valutare l'aspetto estetico e funzionale, poichè si può trasferirla in bocca con una semplice replica in resina. Il passo successivo è la monconizzazione primaria dei denti interessati all'opera protesica che, vengono ridotti in tutte le loro superfici per ospitare il manufatto all'interno di uno spazio ottenuto riducendo lo spessore smalto e dentinale dei pilastri naturali. Tale operazione viene eseguita sotto anestesia in caso di denti vitali e sotto abbondante spray d'acqua per non surriscaldare la polpa dentale, realizzata una forma adeguatamente trono conica delle pareti verticali con una convergenza di circa 6 ° si definisce il margine di transizione dente corona protesica, questo può essere di diverse geometrie ma è importante che sia continuo e perfettamente leggibile nell'impronta di lavoro. Si riducono quindi le superfici masticatorie per dare lo spazio alla metallo ceramica e quindi si confeziona un provvisorio sulla scorta della precedente ceratura diagnostica. Il periodo che segue è di fondamentale importanza per il condizionamento della mucose che vanno a contatto con la struttura protesica esse alla fine di questo periodo d'attesa appariranno assolutamente sane e non infiammate. Il nuovo appuntamento serve per rifinire le preparazioni dentali sulla scorta di un 'esame del modello dei monconi analizzato al parallelometro uno strumento che mette in relazione tutti i denti interessati al ponte seguendo come riferimento il parallelismo dello sviluppo di tutte le superfici verticali. Si corregge quindi ogni imperfezione e si provvede alla rifinitura dei margini MOLTO MEGLIO se sotto forte ingrandimento,non meno di 4,5 x. Rilevate le impronte di precisione si invia al tecnico anche un' arco facciale per il corretto posizionamento spaziale dei modelli,se ne ottiene in ritorno una travata metallica che va provata nella sua precisione di adattamento perché non deve stare larga, non deve basculare, non deve interferire con la dinamica masticatoria e si deve collocare con precisione lì dove si era previsto che sedesse ed arrivasse a fondo corsa, per fare questo ci sono materiali vari che segnano i punti di frizione e che riempiono lo spazio fra moncone e corona protesica simulando il cemento di fissaggio, nel margine di transizione tali materiali devono essere così sottili da tagliarsi. Il passo successivo la ceramizzazione che si verifica nella sua qualità primaria l'estetica. Quindi si cementa il tutto con tecniche e materiali diversi a seconda del manufatto ma sempre sotto controllo con sistemi ingrandenti per eliminare gli eccessi dal solco gengivale e comunque sempre in ambiente asciutto. La cementazione va fatta dall'odontoiatra non demandata a chi non ha le necessarie competenze. Cordialmente Orazio Ischia
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Scritto da Dott. Orazio Ischia
Lipari (ME)
Consulente di Dentisti Italia

Se il ponte "non è fatto bene" succede. Un dente limato è comunque un dente "rovinato", "indebolito", più soggetto di un dente sano alle infiltrazioni. Il dente più robusto in assoluto è quello sano, mai toccato da mani umane. E' questo il bene più prezioso da conservare. Tutti i lavori che noi possiamo fare sono delle brutte imitazioni di quello che ha fatto il Creatore. I nostri denti, per bene che siano fatti, non durano una vita, ma solo un paio di decenni (quelli fatti meglio). I suoi sono stati fatti per durare una vita. La sua non è stata, a mio parere, la scelta migliore. Non la ripeta più in futuro, se sarà ancora necessaria.
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Scritto da Dott. Sergio Formentelli
Mondovì (CN)
Collaboratore di Dentisti Italia