Domanda di Conservativa

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Ho un dolore ‘zona premolare-molari’ nell’arcata mandibolare superiore

Scritto da PASQUA ADA / Pubblicato il
Gent. Dott., Espongo il problema: accusando un dolore ‘zona premolare-molari’ nell’arcata mandibolare superiore sx, mi reco dal dentista. Il dolore non è forte e si ha soprattutto durante la masticazione. Ad esempio, riesco senza problemi a passare il filo interdentale. Va detto che tra il premolare ed il molare ho una carie secca, che è li’ da anni; tra il primo ed il secondo molare, ho un’otturazione. Il dentista effettua delle RX localizzate e non vede carie né ravvisa la necessita di rifare l’otturazione (già rifatta a suo tempo da un altro medico per due volte, essendo venuta via). Attribuisce la sintomatologia ad una leggera infiammazione gengivale; in effetti, anche toccando la parte con la strumentazione, il dolore sembrerebbe di tipo gengivale. Mi prescrive il gel CORSODYL, da mettere 2 volte al di’ per 7/10 giorni. Ora il dolore è quasi scomparso: il problema è che la parte mi duole lievemente solo quando mangio dolci, anche molli, per poi scomparire del tutto. Vorrei capire cosa non va ed evitare un aggravamento della sintomatologia. Allego RX . Come posso procedere ? Grazie Cordiali saluti
Gengivite e sua Terapia. Da Casistica del Dr. Gustavo Petti  e della Dottoressa Claudia Petti Parodontologi di Cagliari
Cara Signora Ada, Buongiorno. Una Lastra così, che non riprende gli apici delle radici ed il periapice sia osseo che parodontale, non serve a niente! Il Dentista(non vede cariesulla Rx). La Diagnosi di Carie è anzitutto Clinica e non Radiologica! Il Dentista (Attribuisce la sintomatologia ad una leggera infiammazione gengivale, così, senza sondaggio parodontale?! Mi sembra che dobbiamo porre dei "paletti"! Primo, si deve fare una Diagnosi differenziale tra dolore Parodontale (da Gengivite o Parodontite) e dolore Pulpare (da Carie non penetrante o penetrante). Per il Primo ha bisogno di due visite intervallate da una preparazione iniziale con curettage e scaling e serie completa di Rx endorali, modelli di studio e tanto altro. Visite con sondaggio parodontale in sei punti di ogni dente di tutti i denti e tanto altro e seconda visita di rivalutazione con risondaggio delle tasche che ora indicheranno la reale profondità delle stesse perché è stato escisso il tessuto di granulazione presente! Solo così si arriva ad una Diagnosi e ad una pianificazione terapeutica. Tramite la Visita Clinica e le Rx endorali, oltre a valutare visivamente il parodonto profondo, si valuta la eventuale sofferenza periradicolare o periapicale di tutti i denti. Legga "Gengivite" e "La 'tasca parodontale.... questa sconosciuta!" e quanto altro volesse delle numerose pubblicazioni che troverà! Per il secondo, Di fronte ad un dolore come quello da lei descritto, bisogna valutare la Vitalità dei denti e se c'è una iperemia passiva da danno venoso che non è altro che una pulpite, non è reversibile e bisogna procedere alla terapia endodontica, se fosse una iperemia attiva con danno arterioso, la sofferenza pulpare sarebbe reversibile! Se il dente fosse positivamente normale allo stimolo freddo, bisogna portare su esso uno stimolo caldo per valutare la presenza di una sintomatologia radicolare della polpa! Le spiego meglio: il dolore è dovuto semplicemente ad un maggior afflusso di sangue nel dente tramite l'arteria che lo porta, dovuto ad un meccanismo di difesa nei confronti dello stimolo irritativo, questo maggior afflusso causa una pressione dentro il dente che è inespansibile e comprime le terminazioni nervose causando dolore esacerbato dallo stringere i denti o dal "picchiettarvi sopra" o dagli stimoli termici in questo caso (che si chiama iperemia attiva) il processo è reversibile, la polpa si abitua ed in qualche giorno o settimana tutto scompare, se invece il danno causato dalle tossine dei microbi continua si ha una alterazione della vena che fa uscire il sangue dal dente e succede che il sangue arriva con l'arteria e non esce più con la vena danneggiata, si ha pressione che può anche scatenare dolori forti formando la cosiddetta pulpite acuta o essere talmente leggera da non causare dolori in questo caso anche molto lenta, formando una pulpite cronica o meglio cronicizzata e le cellule della polpa del dente, arterie, vene, linfatici e tessuto nervoso, se non curata, muoiono ossia vanno in necrosi e si può formare una zona di osteolisi periapicale (pallina nera alla Rx) intorno all'apice della radice, ossia un granuloma, cisti. Poi una visita Gnatologica e conservativo-endodontica accurata ed una visita Parodontale e una visita o almeno una anamnesi ed una semeiologia sistemica e stia certa che si arriva ad una diagnosi. Tenga inoltre presente che la visita Odontoiatrica deve essere totale. Legga, nel mio Profilo "Visita Parodontale" che poi è la Visita Odontoiatrica che io Parodontologo ma anche Odontoiatra ed anche Medico faccio sempre, così come mia figlia Claudia, per qualsiasi motivo un paziente venga da noi! Ciò Detto, nella lastra si vede mesialmente al primo molare ed ancor più mesialmente al secondo premolare, un aumento dello spazio parodontale e interprossimalmente tra il primo ed il secondo molare, una perdita parziale con frammentazione della corticale ossea. Tutto questo sta ad indicare una "sofferenza" parodontale che può essere di origine parodontale per presenza di tasche parodontali o di Gengivite o per una patologia pulpare come spiegato sopra. E' normalissima routine Odontoiatrica ma di Odontoiatria "Seria e Colta", come deve essere! Evidentemente, come al solito, stando almeno al suo racconto, è mancata la grande assente di sempre: la Diagnosi! La Grande Assente, come al solito, dicevo, è proprio la Diagnosi che è la conseguenza di una Visita Odontoiatrica Accurata e che impegna Dentista e Paziente per tanto tempo! Non basta un'occhiata e via! Non Bisogna valutare solo il Dente in questione ma analizzare tutto l'apparato Stomatognatico, Gnatologicamente, Parodontalmente, Conservativamente, Funzionalmente, Esteticamente. Tutto questo, senza estrapolare la "bocca" dal contesto dell'Organismo intero in cui si trova che va valutato quindi insieme alla "bocca", Clinicamente, Anamnesticamente, Semeiologicamente per fare Diagnosi Differenziali che Nascono Solo dalla conoscenza delle varie patologie ed emettere infine un sospetto Diagnostico che diventa poi Diagnosi Certa con "Ragionamento Clinico e Strumentale e eventualmente analitico ematologico". Si emette così una Prognosi ed infine la Terapia ed ho detto "La", non "Una" Terapia che sceglie il Dentista e solo il Dentista!Le ho fatto solo un Discorso Generale e come mi comporterei io in una simile situazione! Cari saluti. Le lascio un Poster (ripreso dal mio Libro "Piccolo Atlante di Parodontologia) di una Gengivite e della sua terapia precisando qualche nozione sulla Gengivite. L'aspetto oggettivo della gengiva sana ha un aspetto a buccia d'arancio. L'aspetto a buccia d'arancio che ha la gengiva sana è dovuto alla compenetrazione bilaterale dell'epitelio (dall'esterno all'interno) con il connettivo (dall'interno all'esterno). Le zone elevate corrispondono a proiezioni connettivali, e zone depresse a proiezioni epiteliali. Poiché in una gengivite sono proprio le fibre connettivali a "soffrire" e quindi a "rompersi", si ha la perdita dell'aspetto descritto e si forma un aspetto lucido che è il primo sintomo di gengivite. Ovviamente questo danno connettivale provoca sanguinamento. Un altro concetto essenziale è che non possiamo più considerare il dente e la sua patologia "da solo", il parodonto e la sua patologia "da solo", ma dobbiamo abituarci a considerare il complesso dente-tessuto come un unico organo: parliamo infatti di "unita dentale" che è un organo formato dai denti e dai loro tessuti di sostegno molli e duri . Come abbiamo visto, quindi, c’è una strettissima relazione di forma ed armonia tra Denti, Gengive, Linea di Giunzione Mucogengivale ed osso sottostante. Tutti questi organi devono essere in equilibrio tra di loro per avere quello che gli "Statunitensi" chiamano "Natural smile", "Sorriso naturale", che è dovuto ad una proporzione tra "pink aesthetics" and "white aesthetics", ossia tra l’estetica rosa (dovuta alle gengive) e l’estetica bianca (dovuta ai denti). :)
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

La sintomatologia ha origini dentarie, ipersensibilità, gengivali, scarsa igiene orale, endodontiche, da escludere radiologicamente o alla percussione

Scritto da Dott. Luigi Malavasi
Castiglione delle Stiviere (MN)

Sig.ra Ada buongiorno, sembrerebbe esserci una marcata radiotrasparenza nella zona distale del 4 dente (cioè la parte dietro del primo premolare), il che potrebbe giustificare la sensibilità ai cibi dolci che percepisce. Saluti

Scritto da Dott. Maurizio Icardi
Vicoforte (CN)

Gentile Sig.ra Ada, provi a migliorare le misure di igiene orale domiciliari con l'uso di spazzolini interdentali ed utilizzare un dentifricio per denti sensibili oltre le opportune sedute di igiene professionali. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Buongiorno alla visione della rx deduco che a livello mesiale molare ci sia una tasca parodontale, questo va avvalorato da un sondaggio sia del molare che degli altri denti, cioè una visita è consigliata e doverosa per effettuare una diagnosi certa, inoltre il medico le ha fatto una rx ma solo delle corone dei denti è auspicabile una rx di tutto il dente o denti sofferenti per fare diagnosi differenziale, mi spiace non esserle di stato di valido aiuto ma quello che le ho detto come anche il dr.Petti è basilare. Buona giornata
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Scritto da Dott. Fabio Vaja
Milano (MI)

La flogosi parodontale ha come sintomi di riferimento prevalentemente il dolore alla masticazione e un iper-sensibilità al freddo (tralasciando l'aspetto della fase acuta tipo ascessuale). La presenza di una carie dà un quadro molto ampio di sintomi, spesso caldo - freddo abbinati e sensibilità agli zuccheri (il dolore alla masticazione è secondario). Impossibile fare diagnosi accurata di lesione cariosa soltanto con una rx endorale (a meno che non si tratti di una carie molto estesa), discorso che vale anche per un problematica parodontale. La diagnosi deve essere omnicomprensiva: rx endorale, sondaggio parodontale, test termici, test percussione. Soltanto il suo dentista, che la visita direttametne, può fare una diagnosi corretta. Però quello che scrive ha una sua logica, sia come quadro diagnostico che terapeutico. Il mio consiglio è comunque di tornare, appena le è possibile, dal Collega per una ulteriore valutazione.
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Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia

La lastrina rx non va bene perchè non si vedono gli apici, quindi non possiamo emettere un giudizio preciso. Forse la sua sintomatologia potrebbe essere determinata da un problema parodontale.

Scritto da Dott. Floriano Petrone
Torino (TO)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Sig. Ada, se il preblema è parodontale un pò di Corsodil non può risolvere definitivamente il problema. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Ada, se i fastidi non scompaiono occorre tornare dall'odontoiatra per una revisione del caso.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)