Domanda di Chirurgia

Risposte pubblicate: 7

Questo comporterà un fallimento dell'intervento?

Scritto da Michele / Pubblicato il
Buongiorno mi chiamo Michele, il 27 di gennaio ho subito un intervento di innesto osso sull'arcata superiore prelevato dalla cresta iliaca per poi in un secondo tempo fare 2 impianti intervento fatto al maxillo facciale in anestesia totale andato bene se non fosse che verso il canino purtroppo non si è mai chiusa la gengiva, ad oggi c'è ancora un buco dove si vede l'osso sottostante dove ci potrebbe stare come dimensioni un molare. Il chirurgo dice che si chiuderà in seconda intenzione ma sinceramente dopo 2 mesi non ho poi così tanta fiducia. Devo stare tranquillo ho questo comporterà un fallimento dell'intervento? Ringrazio chiunque voglia rispondere
Questa deiscenza del tessuto gengivale è una complicanza (di cui lei dovrebbe essere stato messo al corrente prima dell'intervento) che in questo tipo di interventi può capitare. La cosa importante è che venga controllata e "trattata" per avere una chiusura in prima intenzione così da ridurre la possibilità di contaminazione batterica a partenza dal cavo orale. Altrimenti l'eventualità di un problema all'innesto osseo è concreta.

Scritto da Dott. Paolo De Carli
Majano (UD)

Sig. Michele, mi piacerebbe conoscere cosa le sia capitato per doversi sottoporre a questo tipo d'intervento? Non conosco nulla del suo caso, ma un tessuto osseo trapiantato, esposto da 2 mesi nel cavo orale può infettarsi, per cui le consiglio di richiedere un appuntamento per la revisione del caso.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Caro Signor Michele, buongiorno a Lei. Dice bene e Sapientemente il caro Collega Dottor Ruffoni. Addirittura un prelievo da cresta iliaca! Addirittura una anestesia totale per inserire due impianti. Non sarebbe dovuta essere necessaria e l'Anestesia Totale ha sempre dei rischi anche se minimi, quindi la si pratica solo in interventi importanti in cui sia indispensabile. Dato che parla dell'innesto osseo autogeno in data 27 Gennaio e gli impianti sono stati già fatti in circa questi 40 giorni, dato che scrive in data odierna, non sono stati rispettati i termini di ricostruzione dell'osso ospite ossia suo. L'osso autogeno funziona come matrice ossea su cui si forma per azione degli osteoblasti il suo osso, così come avviene usando qualsiasi altro tipo di osso, per esempio artificiale riassorbibile! Ovviamente non c'è niente di meglio dell'osso autogeno per le grandi ricostruzione di creste o difetti mandibolari o mascellari molto estesi. L'osso ospite, in ogni caso, anche se più velocemente con l'osso autogeno, impiega dai 6 mesi ai 24 mesi a "rigenerarsi", virgolettato perchè non è una vera rigenerazione parodontale ma una ricostruzione ossea che è cosa moto diversa! Evidentemente gli impianti sono stati fatti troppo precocemente o l'osso era troppo ricco di Corticale e poco di spongiosa ossea ed il sovrapporsi di questi due problemi ha creato una alterata risposta alla ricostruzione ossea! E' incredibile che le sia stato detto che guarisca per seconda intenzione perchè l'osso esposto si infetta, cade in necrosi, si forma un sequestro osseo, un sacofago dal punto di vista anatomo-patologico con una cloaca ed infine una espulsione dell'osso con necrosi ed infezioni anche estese e pericolose. L'osso va revisionato chirurgicamente, va stimolata la formazione di un coagulo ematico e di fibrina e la ferita deve essere chiusa con lembi mucoperiostei adeguati. NON si lascia un osso aperto con una ferita non chiusa! Tutto questo mi lascia molto perplesso! Poi , sa, io rispondo in via generale e senza averla vista, ma ho tanta esperienza nel campo da poter dire queste precisazioni! Tutto questo per due impianti. Auguri. Cordialmente
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Non capisco come ad un paziente, come nel suo caso, che ha subito un vero e proprio intervento chirurgico con tanto di anestesia generale non siano state date tutte le dovute spiegazioni, PRIMA di procedere, circa le complicanze cui poteva andare incontro. Per il resto concordo pienamente col dott. Ruffoni.

Scritto da Dott. Giovanni Ghio
Livorno (LI)

Mah, mi sembra un pò strano. Io chiederei di nuovo il parere del chirurgo che l'ha operata. La sua bocca, (come la mia) non è sterile, e i batteri in essa contenuti adesso albergano tra le trabecole dell'osso innestato causando (come minimo) un indebolimento. Ci faccia sapere gli sviluppi. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

Un racconto come il suo non lo avevo ancora sentito. Le ferite chirurgiche devono guarire per prima intenzione, altrimenti lei dovrebbe chiedersi: ma con che chirurgo mi sono messo? Ci sono altre ferite mutilanti come quelle da armi da fuoco o corpi contundenti che guariscono ("per la contraddizione che nol consente") per seconda intenzione. Se le ferite settiche non guariscono pure per seconda intenzione, dobbiamo passare alla "buona intenzione", ma come proposizione perentoria e ultimativa. Riconquistata la salute e della bocca e del suo corpo intero, ci scriva per festeggiare insieme la guarigione di una odiosa piaga. Nella sua vita futura io vedo una sana protesi mobile scheletrata con ganci, che se opera di mani esperte lei dimenticherà di averla in bocca entro un'ora. Rilegga due volte (almeno) questo scritto, anzi lo stampi e lo appenda sullo specchio del bagno a futura memoria. Buona fortuna! 
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Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Un innesto osseo per attecchire deve essere coperto da gengiva sana che lo protegga da pressione e infezione. Purtroppo un innesto esposto difficilmente ha "vita lunga"... Si faccia vedere da chi l'ha operata.

Scritto da Dott. Marco Iorio
Castelletto sopra Ticino (NO)