Domanda di Chirurgia

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A seguito di radiografia è stata rilevata una cisti sotto un molare già devitalizzato e incapsulato da almeno 15 anni.

Scritto da Barbara / Pubblicato il
Buon giorno, a seguito di radiografia è stata rilevata una cisti sotto un molare già devitalizzato e incapsulato da almeno 15 anni. Il chirurgo mi ha subito prospettato la rimozione e poi l'impianto. In diversi siti ho trovato che le cisti sono curabili, quindi mi sono venuti ulteriori dubbi. Premetto che la cisti è rilevante (dalla radiografia la massa aveva le dimensioni di un nocciolo di ciliegia). Voglio ridiscutere la soluzione proposta e vorrei capire se dalla sola radiografia si può escludere ogni tipo di cura e/o le dimensioni già possono determinare l'inefficacia di trattamenti. La ciste non ha mai dato problemi di ascesso o dolori e sono restia a rinunciare ad un dente. Avrei bisogno di qualche info in più per poter discutere la cosa con il chirurgo. Vi ringrazio in anticipo cordiali saluti Barbara
Cara Signora Barbara, buongiorno a lei, un nocciolo di ciliegia non è rilevante ma mediamente nella norma! In ogni caso il principio terapeutico non cambia. Concettualmente i microbi presenti nella radice inviano fuori nell'osso le loro tossine a cui l'organismo risponde con la formazione cistica o granulomatosa per arginare l'infezione stessa e difendersi. tolti i microbi con la nuova terapia endodontica per via ortograda (normale ) o retrograda (chirurgica) le tossine non vengono più emesse e la zona di osteolisi (lisi dell'osso) scompare con rigenerazione dell'osso stesso. Una volta individuato il dente e fatta una diagnosi: non può convivere con tanti granulomi per di più se fistolizzati, sono pericolosi non solo localmente per i denti, il Parodonto, l'Osso, le gengive, ma anche per l'Organismo intero, dal Granuloma possono partire microbi che col torrente ematico vengono portati in organi ed apparati importanti quali Rene, Cuore e tanti altri e dare infezioni pericolose, fortunatamente molto rare, ma esistono e sono pericolose ripeto! Queste infezioni si chiamano malattie focali, ossia che hanno il loro Focus di partenza "in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno", come si dice per DEFINIZIONE MEDICA, in questo caso l'osteolisi periapicale, così come le Tasche Parodontali (altra causa comune ed importante)! Quindi un granuloma o una cisti o in senso lato una patologia di osteolisi periapicale va eliminata. Guardi che è semplice e normale terapia alla portata di qualsiasi buon Dentista.A questo punto mi permetto di spiegare come PROCEDO IO, PERSONALMENTE, in caso di terapia di un Granuloma con fistola (che può esserci o non esserci) e dente naturalmente in necrosi: si deve procedere così, almeno io procedo così (altri procedono in una unica seduta): 1- Bisogna iniziare almeno tre giorni prima di intervenire una copertura antibiotica con un antibiotico potente, a largo spettro soprattutto su anaerobi gram neg. come il ceftriaxone bisodico in fiale intramuscolari da 1Gr. (una al di per tutto il trattamento e proseguire oltre di almeno 4/5 giorni. (ovviamente è solo un suggerimento, non posso prescrivere antibiotici per vie web senza neanche averla vista e fatto una anamnesi accurata, lo farà il suo medico Dentista che la prenderà in cura)!!!!Faccia la prima seduta un lunedì, la seconda un Venerdì e la terza di chiusura dei canali il Lunedì successivo, in modo da assumere, partendo da tre giorni prima e terminando 4/5 giorni dopo, in tutto 14/15 Fiale da 1 Gr. (una al dì) 2- procedere alla rimozione delle vecchie terapie canalari se ci sono(fatta prima la diagnosi però!!!) e quindi alla strumentazione accurata con lavaggi (sotto diga ovviamente) di ipoclorito neutralizzato poi da acqua ossigenata e lavaggi soprattutto prima della chiusura provvisoria a fine seduta con prima Clorofenolocanforato, poi con lo stesso antibiotico lasciato dentro il canale. Si chiude poi il dente alla fine di ogni seduta con membrana semipermeabile per impedire la reinfezione dei denti coi microbi da fuori a dentro e nello stesso tempo per fare uscire il gas prodotto dai microbi sopravvissuti dentro che causerebbe pressione e quindi DOLORE! E qui finisce la prima seduta! 3-Nella seconda seduta si rifinisce la strumentazione e si vede se c'è pus ( se c'è bisogna programmare altre sedute) si ripete tutto e si chiude sempre con membrana semipermeabile. 5-infine in terza seduta si chiude il dente, questo faccio io, poi ci sono altri dentisti che chiudono in una sola seduta, ognuno agisce come meglio crede, esistono delle linee guida dettate dalla società italiana di endodonzia ma la creatività di ognuno è libera di agire come meglio ritiene per quella situazione e per quel paziente...io mi comporto così da 35 anni, con i dovuti aggiornamenti per il progresso che in continuo avviene e i denti in necrosi non mi hanno mai dato problemi. Il Dentista anche se per motivi logistici non avesse potuto iniziare subito una terapia del genere avrebbe dovuto fare almeno la prima seduta sotto diga per decomprimere il dente e disinfettarlo e chiuderlo con la famosa membrana semipermeabile affinchè non avesse DOLORE. Se poi non fosse possibile fare tutto questo per la presenza di una corona (capsula), difficile perchè di regola si può forare la corona per procedere alla terapia e poi chiuderla con amalgama d'argento lucidata o di impedimenti, tipo calcoli di dentina nella radice si curano le radici per via retrograda ossia chirurgica, si scolpisce un lembo di accesso all'osso, si perfora l'osso a livello degli apici delle radici e si curano le radici entrando in esse dall'apice per via retrograda,poi si sigilla l'apice agli apici con MTA o con Amalgama d'argento chirurgica priva di zinco, o altri materiali quindi il dente, in linea di massima, perché non la vedo clinicamente.Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile paziente, non è possibile con rx fare diagnosi di cisti radicolare, si parla infatti di lesione periapicale. Non conoscendo lo stato clinico del dente, per ciò che concerne la pregressa terapia canalare ed eventuali perni di ricostruzione, è difficile darle un parere più specifico. Certo è che il chirurgo non è la figura più appropriata per dare indicazione sul recupero dell'elemento e fa quindi bene ad avere una seconda opinione magari da un endodontista. Cordiali saluti
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Scritto da Dott. Armando Ponzi
Roma (RM)

Gentile Sig. Barbara, certo che le cisti sono curabili e francamente quella che lei ha non è poi cosi grossa. Provi a chiedere spiegazioni al suo dentista. Spesso l' estrazione è la via più breve, non è detto quella più giusta. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

La cosa migliore è richiedere il parere di uno specialista in endodonzia, meglio se socio attivo SIE e attrezzato tecnicamente e per esperienza specifica a completare ritrattamenti ortogradi e/o chirurgici con una elevata percentuale di successi. In linea di principio le cisti odontogene possono regredire se il ritrattamento del dente che sostiene la lesione è effettuato allo stato dell'arte e senza complicazioni, il chirurgo forse tende a "fare legna con quello che ha" e quindi le prospetta una soluzione più predicibile per le sue mani... una paziente motivata come lei a seguire un percorso conservativo meriterebbe di sentirsi prospettare anche un'alternativa terapeutica. Cordialmente
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Scritto da Dott. Andrea Balocco
Paruzzaro (NO)

La grandezza della cisti non definisce una soglia di non trattamento conservativo. Con la tecnologia recente i denti si possono curare meglio e con più sicurezza di una volta. Curare è meglio che togliere, in ogni parte del corpo umano. La viteria di sostituzione è un rimedio di seconda scelta. Si guardi intorno, e si affidi dunque a persone più brave nelle prime scelte. Servono mai esperte. Buona fortuna!

Scritto da Dott. Sebastiano Carpinteri
Torino (TO)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Barbara, forse la soluzione prospetta è corretta ed è anche l'unica, per darle una risposta su un’eventuale alternativa di cura, occorre sapere di che molare si tratta e avere un quadro clinico-radiologico. Le raccomando di richiedere l'esame istopatologico della lesione rimossa, che confermerà il sospetto diagnostico. ruffonidiego@virgilio.it

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile paziente, premesso che bisognerebbe valutare clinicamente e radiograficamente la sua situazione prima di esprimere alcun commento, in linea di massima considero preferibile un ritrattamento endodontico, praticato da "mani esperte" che potrebbe determinare la guarigione della lesione periapicale evitando l'avulsione. Cordialmente Prof. Dott. Russo Ciro Odontoiatra Specialista in Ortognatodonzia

Scritto da Prof. Ciro Russo
Frattamaggiore (NA)

Gentile Signora, dalla radiografia non si può escludere la possibilità di curare questo dente. Questa è una valutazione che può fare solo il dentista, dopo un'accurata visita. Certamente il chirurgo è più portato a considerare l'estrazione e la protesizzazione con un impianto, piuttosto che un ritrattamento canalare. Si faccia visitare da un esperto endodontista (specialista in devitalizzazioni), e poi valuti. Cordiali saluti.

Scritto da Dott. Angelo De Fazio
Casalnuovo di Napoli (NA)
Consulente di Dentisti Italia