Domanda di Chirurgia

Risposte pubblicate: 7

Cisti radicolare apicale

Scritto da romina / Pubblicato il
Salve, sicuramente la descrizione del mio caso non è molto professionale ma cercherò di spiegarmi al meglio. Circa due anni e mezzo fa ho fatto un ortopanoramica dalla quale è emerso che avevo una cisti radicolare apicale della grandezza di 2cm per 1.5cm con origine dal dente 21 per poi comprendere il 22 e 23. Il mio dentista ha proceduto con l'intervento canalare ma, dato che dalla T.C. dentascan, di 2 mesi dopo, è emerso che la cisti è di 3cm per 2.5cm mi sono recata ad un centro specializzato per saperne di piu' e, mi è stato riferito, che il canale del 21°dente ancora non era stato chiuso (questo dopo due anni di cure) e quindi ancora non vedevo la riduzione. Ora sono in cura da un nuovo dentista che ha provveduto diligentemente a chiudere da subito il canale ma parla di un intervento chirurgico a breve. Mi è anche stato detto da diversi dott. che è un caso "particolare" e che ho bisogno di una buona equipe. Vorrei chiederVi se è possibile aspettare la riduzione della cisti dato che, anche se sono passati due anni e mezzo, la chiusura canalare è stata fatta solo una settimana fa.(e dato che... con l'operazione mi e' stato gia' preventivata la devitalizzazione dei denti 22 e 23 e che con l'intervento si andrebbero a recidere le due radici dei denti su elencati). Inoltre chiedo quanto particolare è il mio caso.. quanto potrei rischiare.. e quanto tempo potrei impiegare per ristabilirmi dopo l'intervento. Se avete anche altro da aggiungere mi farebbe molto piacere. Vi ringrazio anticipatamente. Romina
Gentile Romina, una cisti radicolare dalle dimensioni da Lei descritte mi sembrano un pò esagerate data la sua giovane età che dovrebbe fra l'altro presupporre una situazione dentaria molto precaria dal punto di vista di carie ed ascessi pregressi. Non conoscendo la situazione clinica e l'esame dentalscan, comunque, è difficile darLe un suggerimento se effettuare l'intervento subito e/o procrastinarlo di qualche mese per vedere l'evoluzione dopo l'otturazione canalare del 2.1. Cordiali saluti.
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Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

Gentile Romina, due anni per chiudere un canale????(sic), mi sembra incredibile sentire questi modi di far endodonzia da trogloditi. La chiusura di un canale un buon endodontista la fa in una sola seduta. La cisti che lei descrive può essere di natura endodontica ma può assere di tipo globulomascellare molto frequente nell'arcata superiore. Questo solo un esame istologico lo può stabilire. Non abbia particolari timori perchè di solito l'intervento si fa in anestesia locale e la ripresa è piuttosto rapida. Cordialmente. Dott.T.Savino
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Scritto da Dott. Tersandro Savino
Tivoli (RM)
Consulente di Dentisti Italia

Raramente cisti di queste dimensioni sono originate da problemi endodontici insorti così recentemente. L'ipotesi più probabile è che si tratti di una cisti globulo mascellare. Finisca l'endodonzia, si faccia un esame dentascan e si sottoponga all'intervento di rimozione senza preoccupazioni. In buone mani l'intervento è veloce, risolutivo e dà scarsi postumi post-operatori. Cordialmente

Scritto da Dott. Bruno Cirotti
Roma (RM)

CIsti periapicale riassorbita con terapia endodontica e in questo caso anche parodontale per parodontite della forcazione
Cara signora Romina....mah...sono molto perplesso...sia sul fatto della non chiusura del canale dopo due anni sia sul fatto che possa essere vero e giusta la diagnosi...forse avrà voluto dire , il secondo dentista, che il canale era chiuso male, non sigillato bene...è tuttt'altra cosa!!!!...in ogni caso.....:.....:....Concettualmente i microbi presenti nella radice inviano fuori nell'osso le loro tossine a cui l'organismo risponde con la formazione cistica o granulomatosa per arginare l'infezione stessa e difendersi ... tolti i microbi con la nuova terapia endodontica per via ortograda (normale ) o retrograda (chirurgica) le tossine non vengono più emesse e la zona di osteolisi (lisi dell'osso) scompare con rigenerazione dell'osso stesso. Per togliere il dolore basta fare questo … ossia una accurata "devitalizzazione o ridevitalizzazione se era già stata fatta"….una volta individuato il dente e fatta una diagnosi: non può convivere con tanti granulomi per di più se fistolizzati...sono pericolosi non solo localmente per i denti...il Parodonto...l'Osso....le gengive...ma anche per l'Organismo intero....dal Granuloma possono partire microbi che col torrente ematico vengono portati in organi ed apparati importanti quali Rene, Cuore e tanti altri...e dare infezioni pericolose...fortunatamente molto rare...ma esistono e sono pericolose ripeto!...queste infezioni si chiamano malattie focali, ossia che hanno il loro Focus di partenza "in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno", come si dice per DEFINIZIONE MEDICA, in questo caso l'osteolisi periapicale, così come le Tasche Parodontali (altra causa comune ed importante)! Quindi un granuloma va eliminato...soprattutto se è fistolizzato...: guardi che è semplice e normale terapia alla portata di qualsiasi buon Dentista!... Le spiego cos'è un Granuloma in parole "povere": I granulomi si curano: essi sono dei tentativi dell'organismo di bloccare l'infezione che risiede nel dente...ossia i microbi sono nella radice...le tossine escono dall'apice e provocano l'insorgenza del granuloma...curate le radici....il granuloma si riassorbe da solo in un tempo variabile di pochi mesi al massimo ... ma i microbi non ci sono più!...se fosse impossibile curare le radici per la via "normale"...le si curano per via retrograda, chirurgicamente, entrando nelle radici dagli apici che poi vanno sigillati con materiali particolari!...il granuloma si può anche non escindere chirurgicamente intanto si riassorbe! .....................Per fare DIAGNOSI si procede così:basta fare una visita...percussioni trasversali ed assiali , una Rx endorale e prove termiche per fare la diagnosi.....:...le prove termiche si fanno con il caldo e con il freddo...esistono liquidi che spruzzati su un batuffolino di cotone con cui toccare il dente abbassano la temperatura improvvisamente da 37° a -4° e le garantisco che se c'è patologia pulpare...la si scopre....il dente risponde con un dolore immediato: 1- se dura qualche secondo...il processo è reversibile e si aspetta, 2- se dura molti minuti, il dente è in Pulpite e bisogna devitalizzarlo subito. 3- Se non risponde al dolore vuol dire che il dente è in necrosi, è morto per infezione e bisogna devitalizzarlo in un modo particolare subito sotto protezione antibiotica! 4- Se non risponde al freddo ma risponde allo stimolo con "guttaperca" molto calda, allora significa che il dente è in necrosi, ma non completa..qualche zona di polpa vicino all'apice è ancora vitale (si chiama sintomatologia radicolare della polpa) e il dente va devitalizzato...........ovviamente si deve fare una Rx endorale in diverse proiezioni se necessaria...ed una visita clinica accurata con percussione assiale e trasversale...una analisi occlusale-gnatologica del dente e stia sicuro che si arriva ad emettere una diagnosi certa ed a formulare una terapia idonea........................a questo punto mi permetto di spiegare come procedo io in caso di terapia di un Granuloma con fistola (che può esserci o non esserci…) e dente naturalmente in necrosi: si deve procedere così, almeno io procedo così (altri procedono in una unica seduta): 1- Bisogna iniziare almeno tre giorni prima di intervenire una copertura antibiotica con un antibiotico potente, a largo spettro soprattutto su anaerobi gram neg. come il ceftriaxone bisodico in fiale intramuscolari da 1Gr. (una al di per tutto il trattamento e proseguire oltre di almeno 4/5 giorni. (ovviamente è solo un suggerimento ...non posso prescrivere antibiotici per vie web senza neanche averla vista e fatto una anamnesi accurata...lo farà il suo medico Dentista che la prenderà in cura)!!!!Faccia la prima seduta un lunedì....la seconda un Venerdì e la terza di chiusura dei canali il Lunedì successivo...in modo da assumere, partendo da tre giorni prima e terminando 4/5 giorni dopo, in tutto 14/15 Fiale da 1 Gr. (una al dì) 2- procedere alla rimozione delle vecchie terapie canalari se ci sono(fatta prima la diagnosi però!!!) e quindi alla strumentazione accurata con lavaggi (sotto diga ovviamente) di ipoclorito neutralizzato poi da acqua ossigenata e lavaggi soprattutto prima della chiusura provvisoria a fine seduta con prima Clorofenolocanforato, poi con lo stesso antibiotico lasciato dentro il canale. Si chiude poi il dente alla fine di ogni seduta con membrana semipermeabile per impedire la reinfezione dei denti coi microbi da fuori a dentro e nello stesso tempo per fare uscire il gas prodotto dai microbi sopravvissuti dentro che causerebbe pressione e quindi DOLORE!..... E qui finisce la prima seduta! 3-Nella seconda seduta si rifinisce la strumentazione... si vede se c'è pus ( se c'è bisogna programmare altre sedute) si ripete tutto e si chiude sempre con membrana semipermeabile... 5-infine in terza seduta si chiude il dente....questo faccio io...poi ci sono altri dentisti che chiudono in una sola seduta...ognuno agisce come meglio crede...esistono delle linee guida dettate dalla società italiana di endodonzia...ma la creatività di ognuno è libera di agire come meglio ritiene per quella situazione e per quel paziente...io mi comporto così da 32 anni...con i dovuti aggiornamenti per il progresso che in continuo avviene...e i denti in necrosi non mi hanno mai dato problemi... Il Dentista anche se per motivi logistici non avesse potuto iniziare subito una terapia del genere avrebbe dovuto fare almeno la prima seduta sotto diga per decomprimere il dente e disinfettarlo e chiuderlo con la famosa membrana semipermeabile affinchè non avesse DOLORE...!..........Se poi non fosse possibile fare tutto questo per la presenza di una corona (capsula)...difficile perchè di regola si può forare la corona per procedere alla terapia e poi chiuderla con amalgama d'argento lucidata.... o di impedimenti, tipo calcoli di dentina nella radice.... si curano le radici per via retrograda ossia chirurgica...si scolpisce un lembo di accesso all'osso...si perfora...l'osso...a livello degli apici delle radici...e si curano le radici entrando in esse dall'apice...per via retrograda ...poi si sigilla l'apice agli apici con MTA o con Amalgama d'argento chirurgica priva di zinco...: quindi il dente, in linea di massima, perché non la vedo clinicamente…ma il mio parlare è supportato dal fatto che il suo dentista avesse fatto la terapia e quindi ciò dimostrerebbe che il dente è stato giudicato salvabile…ecco perché le ho fatto tutto questo discorso. Inoltre guarire un granuloma (che è molto probabile che lei abbia...o possiamo chiamarla più genericamente area di osteolisi periapicale, espressione dell'infezione) è importante per l’organismo intero perché mette a riparo dalle malattie focali a distanza di organi importanti che hanno il loro Fucus di partenza "in cavità dell’organismo comunicanti con l’esterno", in questo caso la zona di osteolisi periapicale, granuloma o anche cisti che siano o parodontite acuta periapicale o tasche parodontali o altre infezioni presenti in bocca…appunto in una cavità del corpo umano, comunicante con l’esterno.... le lascio una foto di un caso di frattura, con sfondamento del pavimento della camera pulpare e difetti ossei complessi e misti a più pareti con gravi problemi parodontali ed endodontici......CURATO ed in bocca da 30 anni!!!.... legga tra le mie pubblicazioni cliccando il nome: Riabilitazione Orale Parodontale e Protesica Completa, in un Caso Complesso di Compromissione Grave Parodontale ossea, conservativa, endodontica, protesica in presenza di insufficienza di gengiva aderente..................Cordialmente ..........Gustavo Petti, Parodontologia,Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Ortodonzia e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari Dott. Gustavo Petti
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Sig. Romina, l’intervento di rimozione della cisti delle dimensioni da lei descritte si esegue in regime ambulatoriale, nella maggior parte dei casi, si ottengono ottimi risultati con poche complicanze. Difficilmente una cisti di queste dimensioni regredisce completamente dopo trattamento canalare. Segua i consigli del suo odontoiatra per l’ intervento e si ricordi di richiedere l’ esame istopatologico della lesione asportata.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

Gentile signora la sua situazione non è poi così particolare e complessa come le è stato prospettato, sicuramente il problema va approcciato con estremo rigore e professionalità dal suo curante. La dimensione della lesione non pregiudica assolutamente il processo di guarigione purchè si effettui una corretta diagnosi e di conseguenza una adeguata terapia. Mi riferisco al fatto che data la dimensione della lesione è indispensabile testare la vitalità pulpare degli elementi dentari contigui che se necrotici dovrebbero anch'essi essere sottoposti a terapia endodontica. Solo in questo modo (avendo quindi escluso tutti i possibili foci infettivi) si può sperare in una riduzione e/o remissione della lesione, che verrà quindi monitorata con un controllo radiografico semestrale atto a valutare la necessità di un intervento chirurgico che comunque potrà eseguire a livello ambulatoriale, cordialità.
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Scritto da Dott. Francesco Sforza
Carovigno (BR)

Gentile Romina, mi occupo di endodonzia da sempre e, in molti congressi della società italiana di endodonzia, ho potuto vedere casi di cisti anche molto grandi guarire soltanto con la terapia canalare eseguita correttamente SENZA DOVER RICORRERE ALLA CHIRURGIA. Qualche volta anche la miglior cura non da risultato ma se non si attende qualche mese non potrà sapere se poteva risparmiarsi l'intervento e, soprattutto, riuscire a mantenere vitali i denti vicini che verrebbero coinvolti nell'intervento.
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Scritto da Dott. Attilio Venerucci
Finale Ligure (SV)
Consulente di Dentisti Italia