Domanda di Bite

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Soffro di malocclusione e dei relativi sintomi e ho i denti storti

Scritto da amelie / Pubblicato il
Soffro di malocclusione e dei relativi sintomi e ho i denti storti, recidivi dopo aver portato un apparecchio da adolescente (ho 31 anni adesso). Gnatologo e ortodontista mi hanno consigliato come primo passo di portare un bite (probabilmente 2 nel mio caso) per eliminare i sintomi, ma mi è stato anche detto che successivamente sarà necessario ricorrere ad un'ortodonzia correttiva, per correggere la malocclusione e consentire anche ai muscoli della bocca di riacquistare una posizione più corretta in maniera stabile e definitiva. Mi chiedo quindi se ricorrere direttamente all'ortodonzia possa essere una soluzione alternativa e se la differenza potrebbe solo essere che con questa soluzione la scomparsa dei sintomi sarebbe più lenta.
Valutazione compiuterizzata  podometrica della postura in Gnatologia. Da casistica del Dr. Gustavo Petti Parodontologo Gnatologo di Cagliari
Cara Signora Amelie, per quale motivo non si attiene a quanto detto dal suo Ortodontista e dal suo Gnatologo? Loro conoscono la sua patologia, io no! Non l'ho visitata Clinicamente, non ho fatto una analisi Gnatologica e Cefalometrica Ortodontica! Loro si! Il Bite è un 'arma a doppio taglio che si deve usare con prudenza e solo dopo diagnosi gnatologica certa. Ne esistono di diversi tipi e materiali e funzioni, diagnistiche, sintomatiche, terapeutiche! Personalmente li costruisco solo dopo diagnosi gnatologica avvenuta e con l'uso di un arco facciale di trasferimento su articolatore a valore medio! Il bite non è una sciocchezza, è una cosa molto seria e complessa, in particolare il suo utilizzo in modo appropriato! Il bite , che deve essere ben realizzato da persona competente, quindi, sembra una "sciocchezza" ma non lo è,anzitutto è buona regola posizionarlo sulla arcata superiore che è l'unica arcata FISSA perchè solidale con la base cranica, ma a volte va posizionato sulla arcata inferiore, dipende dalla diagnosi e da quello che vogliamo ottenere,poi devono essere studiati i piani inclinati in gradi rispetto al piano occlusale e deve essere valutato lo spessore con cui farlo ,ossia di quanto deve impedire la chiusura della arcata inferiore,è la mandibola che deve in continuazione cercare una chiusura che non può trovare col bite,così si riposa tutto il complesso sistema neuro muscolare e le articolazioni temporo mandibolari, il cervello,per così dire,in questo modo dimentica la posizione errata patologica memoriata da esso e si può trovare anche così,la nuova posizione della mandibola,quella "buona","corretta", il bite infatti può essere terapeutico sintomatico e diagnostico,una volta trovata la nuova posizione della mandibola si eseguono dei rilievi clinici che permettono di impostare una terapia !!! Mi occupo di Gnatologia oltre che di Parodontologia da oltre 35 anni e, mi creda, occorre che si rivolga ad un Dentista Gnatologo molto esperto! Solo se è fattibile può servire un bite per una terapia unicamente sintomatica e/o diagnostica, per dirle qualcosa di certo…ossia fare una DIAGNOSI e PROGRAMMARE UNA TERAPIA, bisognerebbe vederla Clinicamente, questo lunghissimo discorso che spero non l’abbia tediata è per spiegarle e farle capire che le patologie dell’apparato stomatognatico (la bocca nel suo intero)) sono complesse e richiedono Cultura, Intelligenza e Capacità Clinica, oltre che Terapeutica!bisogna valutare il "discorso miofunzionale e di postura dell lingua" e sappia che le valutazioni da fare sono molto più complesse di quanto creda. Oggi esistono esami elettromiografici di superficie per l'analisi funzionale e non solo morfologica che misurano le attività elettromiografiche in occlusione centrica con contrazione di gruppi muscolari specifici in particolari e diverse situazioni contrattili e registrando degli indici ben precisi. Ora esistono anche teleradiografie particolari che permettono di sovrapporre lo scheletro e il profilo fotografico per meglio fare queste valutazioni (stereofotografia che sincronizza il viso del paziente co il volume osseo, quindi, volumetrica). O a seconda della situazione clinica, se avesse patologie gnatologiche tali da dover stabilire alcuni parametri quali Angolo di Bennet o meglio Movimento di Bennet delle teste dei condili e /o rapporti spaziali tra arcate e base cranica e tra base cranica e colonna vertebrale etc, occorrerebbe una analisi con un arco facciale gnatologico di trasferimento ed uno studio su un articolatore a valore medio o addirittura a valore individuale. Oppure se si trovassero reali affinità tra postura e patologia occlusale, per stabilire se questa patologia fosse ascendente o discendente ci sarebbe bisogno oltre che dello studio suddetto con arco facciale di trasferimento, anche di valutare proprio la sua postura con pedana podometrica compiuterizzata e tanto altro! E' necessario integrare meglio le valutazioni cliniche suddette, gnatologiche di disclusione e protezione reciproca in protrusiva (incisiva), in lateralità (canine) ed in Relazione Centrica e Centrica abituale e Long centric ( posizioni di massima retrusione, abituale retrusione e spazio di retrusione) e dopo uno studio accurato posturale e spesso podometrico del quale le lascio un esempio. Cordialmente Gustavo Petti, Parodontologia, Implantologia, Gnatologia e Riabilitazione Orale Completa in Casi Clinici Complessi ed Estetica Dentale e del Sorriso e Pedodonzia la figlia Claudia Petti, in Cagliari.
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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile signora, Lei dice che soffre di malocclusione. Ma nessuna malocclusione da dolore; non è una malattia. Ha qualcosa d'altro e noi non lo sappiamo ne si può indovinarlo. Cordialmente

Scritto da Dott. Edmondo Spagnoli
Lecco (LC)
Consulente di Dentisti Italia

Gentile Sig.ra Amelie, la gnatologia e l'ortodonzia sono branche dell'odontoiatria che richiedono esami approfonditi per poter stilare una terapia. Pertanto non posso darle consigli. Cordiali saluti

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

Prima di tutto si ricorre obbligatoriamente alla terapia gnatologica, e quando la terapia è risultata efficace con scomparsa dei sintomi allora si valuterà se eseguire il trattamento ortodontico e che tipo di trattamento. Cordiali saluti

Scritto da Prof. Marco Finotti
Padova (PD)
Consulente di Dentisti Italia

Concordo pienamente con quanto scritto dal prof Finotti. M.Lasagna

Scritto da Dott. Michele Lasagna
Bereguardo (PV)
Collaboratore di Dentisti Italia

M'infastidisce il fatto che lei si rivolga a chi il caso non lo conosce, dopo essere stata visitata da due professionisti che - considerate le sue premesse- hanno consigliato un iter terapeutico assolutamente corretto. Poi, se lei vuol fare tutto da sè, magari incontrando il parere ( sbagliato ) che possa risolvere tutto con l'ortodonzia, peggio per lei.

Scritto da Dott. Lorenzo Alberti
Roma (RM)
Collaboratore di Dentisti Italia