Come abbandonare il ciuccio

L'importanza di disincentivare la 'suzione non nutritiva' dopo i 2 anni per evitare possibili alterazioni occlusali
by Dott. Antonio Saverio Macrì 30-05-2012
Durante la prima infanzia (entro i 5 anni di vita) si raggiunge il 70% circa dello sviluppo totale del viso e della mascella del bambino, pertanto è necessario impegnarsi fin da allora nella prevenzione delle malformazioni della bocca e di eventuali interventi ortodontici futuri.

I bambini, infatti, tendono ad assumere abitudini viziate quali l’utilizzo del succhiotto o il succhiamento del dito, che predispongono a difetti scheletrici e dentali. È proprio interrompendo questi vizi che si riduce o addirittura elimina il ricorso ad eventuali terapie ortodontiche più lunghe e complesse.

La suzione non nutritiva, che si esprime con l’abitudine della suzione delle dita e con l’utilizzo di succhietti, è una tappa fondamentale del processo evolutivo ed è da considerarsi come modalità di difesa contro l’ansia depressiva ed abbandonica. Il persistere di queste abitudini può diventare un vizio che nel tempo determina alterazioni occlusali che richiedono l’applicazione di dispositivi endorali. Le linee guida ministeriali italiane per la promozione della salute orale e per la prevenzione delle patologie in età evolutiva suggeriscono di adottare misure volte alla disincentivazione della suzione non nutritiva dopo i 2 anni, per interromperla entro l’anno successivo. Il persistere di tali abitudini oltre il terzo anno di età richiede un approccio terapeutico preciso che prevede una fase di coinvolgimento attivo dei genitori che devono essere adeguatamente informati, integrata dall’utilizzo di dispositivi orali. Questi interventi, messi in pratica in una fase estremamente precoce della patologia, sono rivolti a risolvere un problema non completamente espresso, di conseguenza saranno meno invasivi e, riducendo o addirittura eliminando il ricorso a terapie più lunghe e complesse, abbassano notevolmente i costi sociali e familiari ad esse associati.

I trainer ortodontici sono dispositivi endorali preformati realizzati in silicone medicale e gomma termoplastica priva di Pvc e latex; la loro azione si esplica mediante stimolatori a vuoto che stimolano delicatamente i muscoli facciali e mandibolari, scudi paralingua che eliminano l’abitudine di succhiare il pollice ed evitano la spinta linguale; inoltre abituano il bambino alla posizione naturale della lingua, a una corretta deglutizione e incentivano la respirazione nasale. Sono dotati di cinghietta di sicurezza da fissare al vestitino, in modo da permettere al bambino di utilizzare il dispositivo quando avverte il bisogno di succhiare, senza che questo cada o si sporchi. I bambini prendono confidenza facilmente con il dispositivo, tendendo istintivamente a morderlo in quanto genera calma e sensazione di sicurezza al pari del succhietto, ed è proprio in quel momento che bisognerebbe incoraggiarli a trattenerlo in bocca. Dieci o venti minuti per due volte al giorno saranno sufficienti a determinare un effetto positivo sui muscoli, abituando il bambino a respirare e deglutire correttamente.

L’articolata funzione svolta dal dispositivo nell’apparato stomatognatico permette di riaddestrare la muscolatura orale per facilitare il corretto allineamento di denti e mascelle. Si deve quindi pensare a queste soluzioni come ad alternative terapeutiche facilmente accessibili per un supporto alla crescita, accettata dai piccoli pazienti senza coercizioni e senza danni psicologici, a disposizione di tutte le famiglie per garantire un valido aiuto allo sviluppo della salute dentale dei loro bambini.

Scritto da Dott. Antonio Saverio Macrì
Arezzo (AR)

TAG: ciuccio

Sullo stesso argomento