Secchezza delle fauci

La secchezza delle fauci indica una condizione abbastanza frustante per chi ne è coinvolto, con mancanza o scarsa produzione della saliva.
by Dott. Aldo Santomauro 19-05-2010

La secchezza delle fauci, detta anche xerostomia, rappresenta solamente il sintomo di una serie di malattie che, a vario titolo, coinvolgono le ghiandole salivari con alterazioni della loro funzione secretiva.

 

La saliva, com'è noto, è un liquido composto principalmente da acqua (98%), ma in essa sono presenti enzimi, elettroliti e muco, e svolge molteplici funzioni (solvente, umettante, antibatterica, digestiva, etc.).

 

La quantità di saliva secreta normalmente dalle ghiandole salivari nelle 24 h è di circa 1500ml non in modo omogeneo, in quanto la maggiore produzione (250 ml/h) avviene sotto stimolazione anche alla sola vista e/o immaginazione di un alimento (effetto Pavlov) mentre, durante il sonno, si azzera, divenendo prossima a 0 ml/h.

 

Tra le varie affezioni delle ghiandole salivari e che determinano una riduzione (iposcialia) fino alla totale assenza (ascialia) di secrezione salivare vi è la "Sindrome di Sjogren", ad etiologia sconosciuta e che colpisce soprattutto le donne in epoca climaterica.

 

Le cause che determinano la secchezza della bocca sono molteplici e complesse e in parte possono essere così riassunte:

 

  • Età
  • Sesso
  • Stress
  • Depressione
  • Ipovitaminosi
  • Assunzione di farmaci
  • Diabete
  • Malattie autoimmuni (LES; Artrite Reumatoide; Sclerodermia; Panarterite nodosa, etc.)
  • Terapia radiante.

 


Il pacchetto sintomatologico che caratterizza tale malattia, molto simile alla sindrome di Mikulicz, è rappresentato da un aumento di volume di tutte le ghiandole salivari (parotidi, sottomandibolari, sottolinguali e le labiali) e dalla compartecipazione delle ghiandole lacrimali che diventano tumefatte, con conseguente secchezza della bocca (xerostomia) e cherato-congiuntivite secca che può portare alla ulcerazione della cornea (xeroftalmia).

 

I fastidi soggettivi, derivanti dalla riduzione della secrezione salivare, sono davvero molto frustanti per chi ne soffre e tali da rendere la loro vita un "inferno" e possono riassumersi in:

 

  • Sensazione urente della bocca
  • Arsura
  • Stomatiti aftose
  • Candidosi
  • Gengiviti e Parodontiti;
  • Carie destruenti
  • difficoltà alla fonazione ed alla deglutizione
  • Alitosi, etc. etc.

 


La terapia è sintomatica ed è assolutamente dovere etico e professionale da parte dello Specialista Odontostomatologo non sottovalutare questa sofferenza che determina conseguenze abbastanza gravi oltre che della cavità orale anche di altri distretti, rendendo scarsa la qualità della vita per i pazienti che ne soffrono.

 

Non è infrequente, infatti, che le persone affette da tale condizione morbosa, al fine di ridurre lo stato delle loro sofferenze, vadano incontro a depressione ed ansia ricorrendo spesso a terapie farmacologiche con psicofarmaci che aggravano ulteriormente i loro disturbi. L'obiettivo primario, nell'approccio terapeutico, dovrebbe essere sia quello razionale e, dunque, basato nel recuperare la funzionalità delle ghiandole salivari, a meno che queste non risultino compromesse da un processo involutivo di sclerosi e di atrofia, e sia quello diretto ad alleviare le sofferenze soggettive con un trattamento sostitutivo e finalizzato ad un immediato sollievo e ad un recupero dei potenziali di difesa dell'organismo.

 

Oggi esistono in commercio numerosi sostituti salivari, senza necessità di prescrizione medica, che sono in grado di dare un rapido benessere e di protezione enzimatica antibatterica continua nelle 24 ore; comunque, è sempre consigliabile chiedere una consulenza ad un Odontoiatra esperto in medicina orale, che saprà valutare le cause ed il grado di iposcialia salivare. Tra questi si ricordano i prodotti della biòtene (dentifricio, collutorio, chewing gum, oralbalance gel); il proxident Aktive o Lubel, il Bioxtra collutorio; vitamine A, B2, B6, PP etc.

 

Bibliografia:

  • Sreebny L.M. "Salivary flow in health and disease", Department of Oral Biology and Pathology - State University of New York, 1988;
  • Tenovuo J. - Lumikari M. - Soukka T. "Salivary lysozyme, lactoferrin and peroxidases: antibacterial and clinical applications in preventive dentistry" - Department of cariology - University of Turku - Finland;
  • Serpico R. - Cozzolino F. "La saliva componenti e funzioni" Dental cadmos 8/1994;
  • De Michelis B. - Re G. "Trattato di clinica odontostomatologica" 1981.

Scritto da Dott. Aldo Santomauro
Palermo (PA)
Collaboratore di Dentisti Italia

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