Ortognatodonzia - bambini che collaborano?

L'ortognatodonzia è una delle branche più nobili della Medicina e non tra le più semplici.
Apparecchio ortodontico mobile by Dott. Paolo Passaretti 20-12-2012
Bisogna che io chiarisca bene una questione, “una volta per tutte”. L’ortodonzia, o ORTOGNATODONZIA è una scienza MEDICA complessa. Vi invito subito a leggere i miei numerosi articoli su questo argomento in www.passaretti.it e www.dentideibambini.it - orto-gnato-donzia è un termine che indica una forma di ortodonzia molto più evoluta, completa e moderna di ortodonzia, che tiene conto di tante componenti in più oltre quella inerente la forma dei denti e delle arcate, quali ossa, muscoli, articolazione, parodonto, schiena, postura, cervello col suo engramma di comando dei cicli della masticazione etc etc.

E’ una delle branche più nobili della Medicina e non è nemmeno fra le più semplici.. Le malocclusioni in alcuni casi (esempio tutte quelle alla cui base come causa c’è una disfunzione della postura e del movimento linguale, o quelle in cui la malformazione scheletrica determina dismorfismi e disfunzioni che possono diventare invalidanti) sono vere e proprie malattie, purtroppo gravi e complesse, o addirittura sindromi, che cioè colpiscono numerosi distretti ed hanno sintomi che vanno molto al di là dei denti soli, o della loro estetica. Ebbene, io credo che non ci sia una branca della Medicina in cui ci siano disparità di opinione più varie, marcate e differenti. Questo dipende dal fatto che ci sono scuole di pensiero scientifico differenti su questo tema, anche molto diverse fra loro. Alcune valide, altre validissime e sono scuole “magistrali” maggiori (come quella della Università di Torino, Prof. P.Bracco, da cui provengo io), ma altre decisamente scadenti e sostentitrici di teorie molto incomplete, che si occupano solo ed esclusivamente dei denti e del loro allineamento estetico e non della funzione complessa, che tiene conto di tutti quei componenti collegati come dicevo poc’anzi, ossa, muscoli, articolazioni, postura vertebrale, masticazione, comandi cerebrali etc etc. E’ come se una corrente di pensiero la vedesse semplificatamente, 2+2 fa quattro, e un'altra invece impostasse una serie di calcoli che realizzano una equazione complessa multifattoriale, che ancora non è del tutto completamente sviluppata perchè si arricchisce di anno in anno di nuovi elementi e nuovi fattori di cui tener conto e con cui fare i conti. Esempio, l’osteopatia, o la funzione oculare, nuove arrivate nella formulazione della equazione. Forse in nessuna altra branca della medicina c’è una tale disparità di vedute e di idee. Se prendiamo la cardiologia ad esempio, ci saranno al massimo 2-3 modi di curare un infarto, anche perchè esistono i famosi (e famigerati) protocolli, che in nessuna branca della odontoiatria (cure, devitalizzazioni, ortodonzia etc) esistono. Poi, il medico bravo personalizza tali trattamenti, e indovina ed effettua bene tutto, dalla diagnosi alle cure, ma alla fine un infarto si cura nello stesso modo a Milano, a Roma, o a Nairobi..

L’Odontoiatria, nel 2000 è ancora un po’ così: ha qualcosa di artigianale ancora, e molto di sperimentale, c’è tantissima ricerca. Ma proprio in questa NON-standardizzazione sta la sua grandezza: c’è ancora spazio a grandi menti, a grandi intuizioni, a pionierismo, a innovazione LIBERA dai protocolli o dalla burocrazia. E per questo, particolarmente nel nostro paese (dove è libera anche perchè libera professione, una branca libera di crescere con finanziamenti privati o auto-finanziamenti da parte di cervelli, come quelli italiani, non secondi a nessun altro..!!) ha raggiunto livelli di primato mondiale. Guarda caso, proprio specialmente nella ortgnatodonzia di cui stiamo parlando. Infatti si può sostenere con certezza che la scuola di cui faccio parte da 30 anni è una delle prime al mondo. Questo non è millantare falsità o vanagloria: non è certo merito mio, ma lo dimostrano tutti gli studi e le pubblicazioni scientifici accreditati nei maggiori organismi di collegio clinico ortognatodontico provenienti dalla uni-Torino. E lo dimostrano i fatti ed i successi ottenuti con tali tecniche.


Ma perchè l’ortodonzia è une delle branche della medicina con maggiore disparità di idee e tecniche? I motivi si capiscono da quanto detto fin qui, ma c’è un altro motivo, molto rilevante, che determina tale babele scientifica. Il fatto che oggi viviamo in una era di consumismo estremamente spinto (anche se ora la crisi lo ha ucciso per sempre, forse riproponendo qualche valore salutare accanto agli orrendi sacrifici imposti dai governi totalitari plutocratici non democratici), una “Era” che potremmo definire del TUTTO E SUBITO. Ecco allora che ai nostri bambini non si chiede più collaborazione per portare un apparecchio mobile (che va portato per le ore prescritte, e non lasciato dentro al comodino per poter funzionare). Ai nostri bambini si permette di tutto, rinunciando di fatto troppo spesso ad ogni forma di crescita educativa. Ed allora ecco che vanno di moda apparecchi fissi, che stanno lì, fanno il loro effetto, e non richiedono collaborazione, o sacrificio alcuno da parte del bambino (se non quello di sopportare il disagio estetico e di incrementare le procedure igieniche). Intendiamoci, la nostra corrente di pensiero scientifico utilizza eccome gli apparecchi fissi. Sono maestri ed innovativi anche in questo campo. Ma se il difetto è della classe ossea ed ha componenti scheletriche, gli apparecchi fissi non solo non sono in grado di fare correzioni vere e valide, ma solo allineamenti apparenti ai soli fini estetici, e sono in grado purtroppo, come ben sanno gli osteopati, di fare danni, a volte incalcolabili, a livello proprio di tutte le strutture annesse di cui vi parlavo (postura, articolazione, dolori muscolari e tutto ciò che sta “attaccato” ai denti che non sono solo due modellini di gesso, ma parte integrante di un sistema di complessità enorme). Per non parlare che nei casi in cui si tenta di curare ad esempio una II o III classe col fisso, senza tenere conto, appunto della miriade di organi collegati con i denti (struttura ossea, spinta lignuale etc), la RECIDIVA è certa e garantita purtroppo.. Una volta smesso l’apparecchio fisso, tutto si ri-sposta di nuovo perchè diagnosi prognosi e terapia erano sbagliate, in nome del tuto e subito e del NON impegno del ragazzo.. Per correggere la parte scheletrica ci vogliono le apparecchiature funzionalizzanti mobili (quelle che richiedono educazione e buona crescita psicologica del bambino) in tenera età, quando ciò viene ben tollerato, senza nessuna difficoltà da un bambino normale, normale in educazione e crescita mentale e svliuppo sociale. Ma nell’epoca del tutto e subito, alle volte sono i genitori stessi a chiedere un apparecchio che non faccia penare proprio loro stessi a doverlo ricordare o chiedere al bambino, laddove invece il bambino sarebbe assai ben disposto a collaborare.. I bambini sono lasciati a se’ stessi, passano ore con nonni o tate, i genitori sono assenti, e quando alla fine ci si riunisce non si vogliono seccature di nessun tipo. Ma la scelta dell’apparecchio, fisso o mobile, non dipende dal nostro desiderio ma da ciò che c’è da correggere, e quindi se deve essere mobile, deve essere mobile e il bimbo deve collaborare. Punto. Tutto questo avviene con facilità dalla prima elementare nell’arco delle elementari, da cui si capisce che in questi casi è meglio intervenire precocemente con la terapia, mentre al contrario l’idea di aspettare che cambi tutti i denti, come purtroppo propugnano molti dentisti, medici, pediatri, genitori stessi, mi dispiace dirlo, è una vera idiozia e comporta solo un fatale autogol.

Ci sono quindi serissimi ed importanti motivi sia biologici (inerenti la crescita, la “piantina da raddrizzare”) sia psicologici (inerenti la collaborazione ed il facile adattamento dei bambini delle elementari a portare tutto il giorno senza nessunissima fatica gli apparecchi mobili funzionali) che ci impongono di intervenire prima possibile e non tardare o, peggio, rimandare.. Dobbiamo chiedere di collaborare, perchè questo farà anche crescere il bimbo, sano col corpo e con i denti e sano con la psiche perchè si abituerà a piccoli impegni e mini-sacrifici, come quello di studiare, portare l’apparecchio, lavarsi i denti, rispettare gli altri e se stesso, mangiare nel modo giusto e non schifezze immonde, crescere e impegnarsi nello studio prima, nel lavoro e nella vita poi. Fare diligentemente gli indispensabili esercizi di logopedia senza dei quali in queste che ripeto sono SINDROMI COMPLESSE, MALATTIE GRAVI DI MOLTI ORGANI ASSIEME OLTRE AI DENTI, non se ne esce e la malocclusione non guarisce. E non deve mai accadere che i genitori appoggino qualche piccolo rifiuto iniziale del bambino, per pena o perchè non sanno chiedere il suo impegno, perchè pensano che già con la scuola abbia troppi impegni.. che educazione è questa???? ma vi rendete conto???) etc etc.

Questo anche fa parte della ortognatodonzia come requisito, ma anche come effetto positivo: un bambino che si impegna sarà un adulto migliore, l’‘apparecchio mobile” qualora necessario è una piccola scuola di vita ed ha qualcosa di molto educativo. Tutti i miei piccoli pazienti che lo hanno portato con diligenza in 30 anni di mia esperienza ed osservazione sono diventati bravi studenti e bravi ragazzi. La stragrande maggioranza dei bambini cui l’ho proposto per curare la malocclusione hanno accettato e collaborato di buona lena con grandi e sicuri risultati, stabili e definitivi. Con raggiungimento di estetica e salute eccellenti. Ma alla fine sono diventati addirittura anche delle persone migliori. Non esagero e non è fanatismo, ma è proprio così, dopo 30anni lo so, ho avuto modo davvero di osservare bene.
Quelli che non hanno collaborato è stato perchè disgraziatamente avevano guai familiari, separazioni dolorose, incuria parentale, erano i bambini stessi territorio di scontro e di lotta dei genitori per ricatti indegni, situazioni di disgregazione tali che fargli portare l’apparecchio diligentemente è stato impossibile, ma alla fine è stato davvero l’ultimo dei loro problemi, ben più gravi di adattamento alla società. Si, solo questi bambini disgraziati non si adattano a portare un apparecchio mobile. Un bambino normale lo fa... Vi dico chiaramente, chiedendo preliminarmente scusa, anche perchè non voglio offendere nessuno, ma perchè questa è la verità scientifica, CHE SE UN BAMBINO NON COLLABORA A PORTARE UN APPARECCHIO MOBILE FUNZIONALE (facilissimo da potare, tra i più facili di quelli mobili) E’ PERCHE’ O LUI O LA SUA FAMIGLIA NON SONO.. NORMALI.

Mettiamo assieme come in un cocktail tossico alcuni di questi elementi (ce ne sono altri, purtroppo anche se adoro questa materia, non sono uno psicologo, se non ..in erba) e vedremo che cosa ne esce. Nulla di buono purtroppo: iper consumismo, iper ansia trasmessa o riversata, aspettative eccessive, nessuna abitudine a nessun sacrificio (tutto e subito, una società troppo diversa dalla nostra se ci pensate bene e di certo NON un modello veramente valido!!), transfer di proprie turbe, apprensioni eccessive, caricare il bimbo di un iper accudimento e IPER-PROTEZIONE (che in realtà si tramuta in TRASCURATEZZA, perchè si omette una delle spinte educative più importanti: la spinta verso l’autonomia che crea un individuo, QUELL’INDIVIDUO) - cibo spazzatura, junk food, carie, obesità malattia diabete malattia del cuore, coronarica - L’apparecchio fisso che fa?? Sta lì, il bambino non deve fare niente, deve solo pulirlo e spessissimo non fa nemmeno questo (i mobili NON hanno nessun rischio cariogeno, il fisso si, e per questo deve essere fatto portare come suggerisce la mia scuola solo per allineamento finale e stabilizzazione per brevi tempi, più brevi possibili, in casi di ragazzi che da bambini hanno collaborato prima col mobile e quindi saranno bravi poi anche a lavarsi i denti). TUTTO E SUBITO, rinuncia di qualsiasi impegno educativo, possibile fallimento annunciato su tutta la linea purtroppo, a partire dalla scuola..

Che ne dite?? L’ortodonzia è tutta uguale?? La “macchinetta“ per i denti o l’”apparecchietto” sono tutti uguali??? Ci vuole un gran professionista o va bene un centro low cost o addirittura l’apparecchino progettato e messo dal tecnico di passaggio non laureato? Meglio quelli che fanno in Romania??
Ricordate che l’ortognatodonzia è una scienza tremendamente seria, che si tratta di salire sul treno giusto al momento giusto quello che va dalla parte giusta, e che purtroppo passa solo una volta. Lo si comincia a diagnosticare già dall’asilo, se ci sarà la necessità di montare al volo su quel treno, in prima o seconda elementare e non in prima o seconda media, quando i giochi son fatti.

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

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