Valutazione della posizione condilare nei casi con approccio ortodontico-chirurgico

La posizione condilare e i casi complessi con approccio ortodontico-chirurgico
obiettivi di un trattamento ortognatodontico by Prof. Vincenzo Quinzi 31-07-2010
conclusioni di questo studio

I pazienti di pertinenza ortognatodontica sono eterogenei nelle richieste di trattamento, nella biotipologia, nelle problematiche cliniche che presentano, come diversi sono gli approcci ed i mezzi terapeutici utilizzati per dare delle risposte alle loro richieste.

 

Il trattamento ortognatodontico costituisce il presupposto, dal quale non si può prescindere, anche nella risoluzione dei casi chirurgici, risoluzione ultima nel trattamento delle disgnazie a crescita ultimata.

 

Il momento fondamentale di ogni atto medico è incentrato sulla diagnosi: l’acquisizione di dati anamnestici, clinici ed eventualmente strumentali, la loro lettura, interpretazione ed integrazione (decodifica) e la formulazione di una ipotesi diagnostica.

 

Lo studio del paziente ci permette di individuarne le caratteristiche salienti fisiche e comportamentali.

 

E’ attraverso questa decodifica individuale, che possiamo comprendere come mai, occlusioni perfette, possano accompagnare problematiche dell’ATM, o viceversa, occlusioni non equilibrate, ed estremamente compromesse, non danno alcuna conseguenza nel distretto articolare.
Allo stesso modo potremmo capire perché alcuni pazienti riferiscono aggravamenti sintomatologici in particolari momenti dell’anno, in particolari condizioni climatiche o a seguito di particolari emozioni o sentimenti.

 

Da quanto esposto fin ora risulta evidente quanto sia importante valutare la stabilità dell’ATM, sapendo bene che l’eventuale compromissione articolare porta a destabilizzazione dell’intero apparato stomatognatico.

 

La letteratura, sebbene discordante sulle modalità diagnostico-terapeutiche, è concorde nell’affermare che, prima di un trattamento ortodontico, è necessario porre l’ATM nella posizione di massima stabilità, così da garantire la risoluzione del problema che ha spinto il paziente alla nostra osservazione, evitando così la "recidiva ortognatodontica", sinonimo che troppo spesso si accompagna al fallimento della terapia.

 

E’ chiaro quindi, come esposto brevemente, che la diagnosi di tutti i casi ortodontici, ma soprattutto quelli con approccio combinato ortodontico-chirurgico, deve tener conto della posizione condilare, presupposto fondamentale per un piano terapeutico adeguato.

Scritto da Prof. Vincenzo Quinzi
Fiamignano (RI)

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