Articoli di Odontoiatria

Pedodonzia

Fin da piccoli ogni volta che apriamo la bocca notiamo che al suo interno ci sono delle perline bianche chiamate dagli adulti e da noi stessi nel tempo denti......
by La Direzione di Dentisti Italia 11-07-2007

.....All’ inizio diamo poca importanza a quanti sono, dato che la dentatura è in continua evoluzione: oggi ne abbiamo 10, domani 20, poi ancora 10 perché ogni tanto ne perdiamo uno e cosi via fino al giorno in cui, spariti tutti i dentini da latte, chiamati in gergo medico denti decidui, con grande gioia del topolino che se li è portati via, la nostra bocca finalmente può vantare ben 28 denti permanenti che diventeranno 32 solo quando metteremo anche i 4 denti del giudizio, ma parliamo già di quando saremo fidanzati e staremo tutto il giorno davanti allo specchio a rimirare la nostra immagine. Che ci piaccia o no l’inizio della storia dei nostri denti comincia così ed è uguale per tutti quanti. Perché allora a molti di noi succede di avere da fidanzati denti bruttini e non  belli come quelli del nostro migliore amico? Una parte della colpa può essere di madre natura, ma molto spesso il tutto è dipeso da……

 

 

 

…..L’igiene orale fin da piccoli

 

I dentini da latte hanno un ruolo importantissimo per il successivo sviluppo dei denti permanenti ai quali conservano lo spazio necessario per poter crescere in ordine e dritti come tanti soldatini. E poi permettono il corretto sviluppo delle ossa mascellari, permettono la masticazione anche delle caramelle e dei dolcetti fatti dalla nonna (di questo ne parliamo dopo), permettono la fonazione cioè, in termini poveri, la corretta emissione del suono delle parole. Pensiamo al nonno quando parla senza la dentiera? I denti da latte prima e quelli permanenti poi ci permettono, in poche parole, di parlare senza emettere tutti quei fischietti come a volte succede al nonno. E tutto questo ci sembra poco? Se ne condividiamo l’importanza  allora possiamo comprendere che per avere una buona dentatura da fidanzati dobbiamo imparare fin da bambini a prenderci cura dei nostri denti, lavandoli  correttamente e spesso, mangiando poche caramelle e facendoli controllare, almeno una volta l’anno, dall’amico dentista. I nemici della nostra dentatura stanno sempre in agguato e sono…

 

 

 

…..La placca dentale e la carie
 

Vediamo un po’ cosa succede dopo che ci siamo lavati correttamente i denti. Alt! fermi tutti! Facciamo un passo indietro e apprendiamo ancora prima come dobbiamo lavarci i denti. Suggerimenti:

 

1) se possibile dobbiamo lavarceli ogni qualvolta mangiamo e soprattutto prima di andare a dormire perché è proprio durante il sonno che la saliva, agente neutralizzante la placca batterica, diminuisce notevolmente;

 

2) dobbiamo usare uno spazzolino con setole morbide e di grandezza adeguata alla nostra bocca;

 

3) ricordiamoci che è essenziale usare un dentifricio che contenga “fluoro”;

 

4) sostituiamo lo spazzolino ogni due, massimo tre mesi; non usiamo mai lo spazzolino di un altro e sciacquiamolo sempre molto bene dopo averlo usato;

 

5) facciamoci spiegare dal dentista o da un’igienista dentale come si spazzolano correttamente i denti.

 

Detto questo torniamo a cosa succede dopo che ce li siamo ben lavati: già dopo poche ore dallo spazzolamento i primi batteri cominciano ad annidarsi in tutte quelle microscopiche irregolarità presenti nello smalto dei denti e qui si riproducono velocemente costituendo la così detta placca batterica che, se non rimossa frequentemente, forma degli acidi che danno origine alla carie ed alle varie patologie delle gengive e del legamento parodontale. Quindi, come abbiamo visto, l’unico rimedio per poter avere denti sani e belli quando saremo fidanzati è solo quello di averne avuto costante cura fin da piccolissimi e così dobbiamo imparare a conoscere quale è...

 

 

 

.....La corretta alimentazione per avere denti sani

 

Importantissimo è  imparare a limitare la frequenza dell'assunzione di cibi "fuori pasto", le così dette merendine. Infatti, ogni volta che alimenti contenenti zucchero o amido vengono a contatto con il cavo orale, acidi nocivi possono attaccare i denti e nel tempo dare origine alle carie. Generalmente i cibi contenenti amido non sono così dannosi per il dente come quelli contenenti zucchero, ma se vengono lasciati in bocca per un periodo di tempo sufficientemente lungo possono facilitare l'insorgenza delle carie. Il cibo può danneggiare i denti a seconda di come viene mangiato. Più a lungo teniamo in bocca un alimento ricco di zuccheri o amidi (uva passa, datteri, patatine, crackers, ecc.), maggiore sarà la reazione placca-acido. Se ad esempio mangiamo 10 caramelle contemporaneamente abbiamo un "rischio carie" di 20 minuti, se mangiamo le stesse 10 caramelle una ogni 20 minuti si è esposti al rischio di formazione della carie per circa 3 ore e ½. Se si beve una bevanda contenente zucchero durante il pasto il suo effetto nocivo è basso, ma se la sorseggiamo a lungo fuori pasto può risultare dannosa al pari delle caramelle masticate una ogni tanto. Questo non vuol dire che dobbiamo eliminare tutti i dolci. È la frequenza della loro assunzione e la cadenza rispetto alla pulizia dei denti che dobbiamo regolare. È sconsigliata l'assunzione frequente di alimenti contenenti zucchero o amido tra i pasti, ma se dopo averli mangiati spazzoliamo bene i denti, non vi saranno danni alla nostra dentatura. AI contrario, sono consigliati frutta (mele e pere), latte, pop-corn non salati, verdure (carote, sedano e spinaci), bevande non zuccherate (succhi di frutta al naturale), gomme da masticare senza zucchero, yogurt. Alcuni alimenti come latte, frutta e pane, sebbene contenenti zuccheri semplici (fruttosio e glucosio) o zuccheri complessi (amido), forniscono al tempo stesso anche elementi nutrizionali essenziali (vitamine, sali minerali e fibre) e perciò ne dobbiamo fare uso, pur ricordandoci sempre di spazzolare bene i denti dopo la loro assunzione. Il fabbisogno nutrizionale che abbiamo da bambini deve comunque essere sempre tenuto presente, specialmente nei periodi di elevato sviluppo psico-fisico. E’ importante quindi assumere alimenti contenenti zucchero durante i pasti, quando sono meno dannosi per i denti, ma evitiamo al massimo il vizietto delle merendine fuori pasto e poi  chiediamo a mamma e papà di farci conoscere il prima possibile...

 

 

.....L’ amico Ortodontista

 

Appena avremo messo tutti i denti da latte, che in totale sono 20 (10 sopra e 10 sotto) e questo generalmente avviene intorno ai 3 anni, è opportuno un accurato controllo dallo specialista che potrà individuare eventuali disarmonie dentali e/o scheletriche che, se non corrette in fase di crescita, difficilmente potranno essere risolte più tardi. Una prima visita in tenera età è inoltre molto importante per accertare lo stato di salute dei nostri dentini e farci consigliare dall’amico dentista sul come dobbiamo da subito comportarci per arrivare all’età del fidanzamento con una dentatura sana e bella, proprio come quella del nostro migliore amico del paragrafo “i miei dentini da latte”. Dobbiamo sempre tenere presente che è meglio prevenire che curare. Una terapia precoce può di fatto bloccare l’istaurarsi di molte malocclusioni. L’amico ortodontista è in grado di riconoscere la causa delle disarmonie cranio-facciali, delle malocclusioni dentali e delle disfunzioni muscolari e quindi è in grado di intervenire per eliminarle. Una visita precoce, entro massimo i primi 6 anni di vita, è dunque importantissima per verificare se esiste una buona armonia tra le componenti anatomiche e dentali che costituiscono l’architettura cranio-facciale. Se per caso ciò non fosse, è essenziale intervenire quanto prima possibile per ristabilire un giusto equilibrio e raggiungere una corretta occlusione. In alcuni casi la terapia ortodontica precoce, pur migliorando la situazione in generale, non riesce a risolverla completamente e sarà quindi necessario programmare una terapia più tardiva e complessa che porti alla correzione definitiva in dentatura permanente, cioè dopo i 12 anni. Vorrà dire che dobbiamo aspettare ancora un pochino prima di fidanzarci e sorridere mostrando dei denti bellissimi. Quando questo avverrà non solo potremo mostrare dei denti perfetti, ma avremo anche un’ottima funzione della masticazione che ci preserverà nel futuro da tanti disturbi che potrebbero nel tempo degenerare in patologie più o meno serie.

TAG: pedodonzia

Le principali cause della gengivite

Per la salute della bocca, oltre alla cura dei denti, si deve tenere sotto controllo la salute delle gengive.........
by La Direzione di Dentisti Italia 16-11-2007

Le gengive sono infatti ancora più sensibili dei denti alle possibili aggressioni dei microrganismi presenti nella bocca o alle lesioni che possono derivare dal contatto con il cibo........

 

 

Le gengive possono allora infiammarsi dando luogo alla gengivite: anziché di colore roseo appaiono arrossate e possono sanguinare facilmente, anche al solo contatto con lo spazzolino da denti.

 

 

La causa della gengivite è solitamente la placca batterica.
Abbiamo già descritto che la placca è costituita da una pellicola che aderisce tenacemente a denti e gengive e che è composta da batteri (in particolare streptococchi), miscelati con saliva e altre sostanze. La placca, se non rimossa, si può calcificare dando luogo al cosiddetto tartaro. Il contatto prolungato con i batteri e con il tartaro irrita la gengiva e la fa ammalare.

 

 

Può verificarsi allora, oltre all'infiammazione e al facile sanguinamento, la retrazione della gengiva: il tessuto della gengiva tende a ritirarsi, lasciando scoperta la base del dente. Ne consegue, oltre al danno estetico, un maggiore rischio di malattie dei denti stessi, sino alla caduta. Oltre ai batteri e al tartaro, la gengivite può essere dovuta a traumi - per esempio, da spazzolamento eccessivo - o a malattie debilitanti, a carenze vitaminiche, a squilibri ormonali, al fumo di sigaretta e all'abuso di alcolici.

TAG: cause gengivite

Il mio dentista e' un medico e conosce come somministrare l'anestetico per via locale e trattare le emergenze nello studio odontoiatrico.

E' d'importanza fondamentale accertarsi che l'anestetico locale sia iniettato da un medico, perche' possono subentrare delle vere situazioni di emergenza. Il medico, unico responsabile di queste situazioni, e' coperto da assicurazione sulla responsabilit civile.
by Dott. Diego Ruffoni 01-04-2009

Farsi somministrare gli anestetici locali da personale non medico è altamente rischioso perché le eventuali reazioni avverse e complicanze possono essere accertate e trattate tardivamente, con conseguenze gravi per il paziente che possono arrivare a lesioni permanenti o morte.

Il personale non medico, non potendo iniettare anestetico locale, non è di conseguenza coperto da assicurazione per i danni provocati.

L’anestetico locale può provocare delle allergie che stimolano una risposta immunitaria specifica di tipo anafilattico, con conseguenze che possono manifestarsi con lesioni a livello cutaneo, orticaria, edema. Il sistema respiratorio può essere compromesso da una crisi asmatica con edema della glottide. Il sistema circolatorio può essere colpito da una fase ipercinetica, di pochi minuti, in cui si ha ipertensione, con aumento della frequenza cardiaca, seguita da una fase ipocinetica, dovuta alla liberazione d’istamina, che provoca una vasodilatazione massiva con una diminuzione della pressione, instaurando un’ipovolemia relativa che può arrivare all’aumento della permeabilità vasale, con lesione dell’endotelio e conseguente dispersione di plasma, provocando un’ipovolemia vera, con conseguente shock anafilattico; si possono avere vari tipi di shock oltre l’anafilattico: shock ipovolemico, shock cardiogeno ecc., che vengono messi in diagnosi differenziale, riconoscendo segni e sintomi specifici.

Sono possibili reazioni avverse da overdose di anestetico locale, quando accidentalmente l’anestetico viene iniettato in un grosso vaso con rapidi assorbimenti, dovuti a flogosi o deficit epatici, dando incapacità di trasporto con una scarsa metabolizzazione lasciando in circolo grandi quantità di anestetico locale. L’overdose provoca reazioni tossiche che si ripercuotono sul circolo, con crisi ipertensive e aritmie, che possono arrivare all’arresto cardiaco; ripercussioni sono in grado avvenire, sul sistema nervoso centrale provocando ronzii, tremori, midriasi, allucinazioni con scosse muscolari, fino ad arrivare alla crisi epilettica con perdita di coscienza che può dare coma con arresto respiratorio.

Possiamo quindi affermare, che reazioni avverse agli anestetici locali non sono frequenti, ma possono avvenire con conseguenze poco piacevoli. In uno studio odontoiatrico sono presenti presidi farmacologici con sistemi di rianimazione preposti a queste situazioni di emergenza che solo il medico competente sa utilizzare.

Scritto da Dott. Diego Ruffoni
Mozzo (BG)
Consulente di Dentisti Italia
Carnate (MB)

TAG: dentista anestetico

Alitosi: cause, cure e consigli

Il puzzo nauseabondo che emanava dalla bocca impregnava la stanza di un così forte odore di marcio che rimaneva a lungo anche dopo che l'uomo se ne era andato....
by La Direzione di Dentisti Italia 17-07-2007

...Inizia cosi un libro dell’horror, ma non è certo il caso di drammatizzare se per caso soffriamo di alitosi, meglio conosciuta come alito cattivo. Nel mondo circa il 50% della popolazione soffre di questo disturbo in maniera più o meno marcata.

Cosa è l’alitosi?

L’alito, costituito dall’aria che si espira, è formato da vapore acqueo, alcuni gas e scorie microscopiche e, se si è sani e non si trascura l’igiene orale, risulta essere inodore. In particolari condizioni invece si modifica, assumendo odori caratteristici che consentono di massima di individuare l’origine di cosa li determina. Pensiamo a quante mamme riescono a capire quando il figlio ha l’acetone  proprio dall’odore del suo alito o come noi stessi individuiamo subito chi ha mangiato di recente aglio o cipolla  attraverso l’odore (si fa per dire) del fiato che ci  soffia in faccia il nostro interlocutore mentre sta amabilmente parlando con noi a distanza ravvicinata.

Quanti e quali sono i tipi di alitosi?

Fondamentalmente le alitosi sono di 2 tipi:

  • quella transitoria (riguarda il 90% dei casi): appare solo in alcuni momenti della giornata. E' sostanzialmente un fenomeno fisiologico e risponde molto bene all’igiene orale, attraverso la quale si riesce a spazzare via dal cavo orale i batteri anaerobici ritenuti i principali responsabili;
  • quella patologica persistente (riguarda il restante 10% dei casi): al contrario della prima non scompare anche dopo un’accurata igiene orale in quanto è causata da varie patologie del cavo orale e in qualche caso purtroppo deriva da malattie sistemiche gravi quali il diabete mellito, le epatopatie acute e l’ insufficienza renale cronica (in questi casi l’alitosi non è né il primo né il più grave dei sintomi che il malato  avverte).

Quali sono le principali cause che determinano l’alitosi?

Il 90% dei casi è originato da un’ igiene orale non corretta.

Il rimanente 10% da:

  • carie dentaria, protesi e ricostruzioni dentali mal eseguite o danneggiate, gengiviti e piorrea;
  • ingestione di alimenti e bevande alitogeni (aglio, cipolla, particolari spezie aromatiche, peperoni, carni affumicate, alcuni pesci, alcuni formaggi, caffè, birra, vino e alcolici);
  • tabagismo (sigarette, pipa, sigari, tabacco da fiuto e da masticare);
  • farmaci antistaminici, antidepressivi, diuretici e ansiolitici;
  • malattie sistemiche (diabete mellito, epatopatie gravi, insufficienza renale cronica);
  • problemi gastrici, sinusiti e tonsilliti;
  • periodi di digiuno, che comportano una minore produzione di saliva, meccanismo primario per la detersione orale.

Quali sono le cure per l’alitosi?

Analizzando il paragrafo precedente, ci si rende facilmente conto che prevalentemente (90% e passa dei casi) le cure per la risoluzione dell’alito cattivo non possono che essere di tipo odontoiatrico. Quindi, per prima cosa, chiunque soffra di alito cattivo dovrà farsi visitare da un bravo dentista che, individuata la causa primaria del problema, potrà illustrargli il metodo per una corretta igiene orale e contemporaneamente risolvergli, con cure appropriate, le eventuali patologie dentali e/o gengivali  che potrebbe avere in atto anche senza rendersene conto.

Quali sono i rimedi per combattere efficacemente l’alitosi?

• innanzi tutto una scrupolosa igiene del cavo orale con: 

  • utilizzo del filo interdentale almeno una volta al giorno;
  • spazzolamento dei denti dopo ogni pasto (con spazzolino a setole artificiali e dentifrici contenenti “fluoro”);
  • spazzolamento  in profondità del dorso della lingua (anche con lo stesso spazzolino che si usa per lavarsi i denti, ma ancora meglio con uno specifico puliscilingua che riesce in modo più efficace a ripulire il terzo posteriore della lingua: la parte che da verso la gola);
  • uso regolare di un buon collutorio a base di sostanze ad azione antisettica;

• limitare il consumo di cibi e bevande in grado di provocare l’alito cattivo (vds. paragrafo “quali sono le cause che determinano l’alitosi”);

• ridurre sostanzialmente l’uso del tabacco;

• ridurre l’uso dell’alcol che provoca disidratazione del cavo orale favorendo lo sviluppo dei batteri che provocano l’alitosi;

• bere molta acqua durante la giornata, favorendo in tal modo la produzione di saliva, elemento primario per la detersione del cavo orale.

Esistono mezzi, metodi o strumenti in grado di accertare l’alitosi?

Certo!

• un mezzo sicuro potrebbe essere quello che tutte le persone che si frequentano con assiduità si dicessero in faccia quello che pensano dell’alito altrui. Pensate ad un ragazzo che mentre sta corteggiando una ragazza, si sentisse dire “come ti puzza il fiato”. O se il vostro Capo Ufficio vi dicesse “che alito cattivo che ha”. Quasi mai, però, questo avviene e allora dove si nascondono tutti i puzzoni? Quindi, pur se questo potrebbe essere un ottimo mezzo per individuare chi soffre di alitosi, escludiamolo;

• altri mezzi, questa volta sperimentabili facilmente da noi stessi, sono i seguenti:

  • strofinare la lingua su un polso ben pulito e non profumato, aspettare alcuni secondi e poi odorare;
  • far uscire la lingua fuori dalla bocca il più possibile e strofinarne la superficie due o tre volte su una garza sterile. Attendere 40 secondi e odorare la garza;
  • passare un filo interdentale (non aromatizzato, non cerato e  di colore bianco) tra i molari posteriori superiori e inferiori. Se il filo dopo 40 secondi assume un colore marroncino, odorarlo.

Al contrario di quanto generalmente si pensa, il soffiare l’alito all’interno del palmo della mano non fornisce alcuna indicazione;

• un metodo empirico è la così detta prova organolettica, molto usata dai dentisti nei tempi passati e oggi completamente in disuso. Consisteva nell’odorare l’alito del paziente da un palmo di distanza, poi da un metro e per ultimo da tre metri. A seconda della distanza dalla quale veniva percepito il cattivo odore, si classificava l’alitosi in lieve, moderata o seria. Per effettuare correttamente la prova, la rilevazione andava successivamente comparata con quella di un’altra persona, che fungeva da 2° test e che poteva essere, a seconda delle circostanze, o un accompagnatore del paziente  o un collaboratore dello studio medico;

• recentemente è stato introdotto sul mercato uno strumento diagnostico in grado di rilevare con certezza l’alitosi e di determinare esattamente da quale parte del nostro corpo si origina il problema, se dalla bocca, dal naso o dai polmoni: si tratta dell’HALIMETER. 

Nel prossimo futuro, data l’importanza che sempre più sta assumendo il problema dell’alito cattivo tra la popolazione, tutti i dentisti dovranno dotarsi di questo indispensabile strumento di lavoro. Cosa pensereste oggi del vostro dentista se vi sottoponesse ancora alla prova organolettica?
 


Trattamenti con HALIMETER a Roma: Dr. Umberto Molini (clicca qui)

L'anamnesi medica in odontoiatria

L'importanza medico - legale di raccogliere quanti più elementi possibile sulle condizioni di salute generale del paziente odontoiatrico
by Dott. Giulio Sbarbaro 31-03-2014

Un aspetto fondamentale nel primo approccio al paziente odontoiatrico, spesso sottovalutato e trascurato, lasciato frequentemente in secondo piano, è rappresentato dall'Anamnesi Medica Generale ed Odontoiatrica Specifica.

La parola Anamnesi deriva, come moltissimi termini medici, dal greco ἀνÜ-μνησι (ricordo), e consiste in una raccolta scritta e diretta da parte del paziente (sulla base appunto di ciò che sa e ricorda) di tutta una serie di informazioni che riguardano le sue abitudini e condizioni di salute. E' in questo senso corretto parlare, più precisamente, di anamnesi fisiologica (quadro generale sulla vita e le abitudini del paziente), patologica prossima (malattie ed interventi recenti, farmaci assunti), patologica remota (malattie ed interventi passati) e anamnesi familiare (rapida indagine sullo stato di salute dei familiari più prossimi, per valutare predisposizioni genetiche allo sviluppo di specifiche patologie).

In ambito odontoiatrico solitamente si esegue una sorta di anamnesi in formato più "ridotto", ma comunque sufficientemente completo per conoscere le condizioni generale del paziente e poter operare in sicurezza. L'anamnesi è infatti estremamente importante non soltanto nell'immediato per l'odontoiatra (e quindi per la salute del paziente stesso), ma anche da un punto di vista prettamente medico - legale in caso di successivi contenziosi. Il tempo richiesto per compilare il modulo è mediamente di 5 - 10 minuti, quindi vale decisamente la pena richiederla al paziente.

Quando il paziente si siede sulla poltrona del dentista, dovrebbe avere già compilato il Modulo relativo alla raccolta ed al trattamento dei dati personali (Modulo sulla Privacy) ed il foglio Anamnestico; in un secondo momento, a visita e diagnosi effettuata, prima del trattamento, il Modulo di Consenso ed Accettazione del Trattamento Odontoiatrico.

Al di là degli aspetti legali e burocratici, su cui non è mia intenzione soffermarmi, appare evidente come, all'atto pratico, il paziente che si è recato in uno studio dentistico per effettuare una semplice detartrasi o otturazione o trattamento endodontico (il paziente che ha "mal di denti"), piuttosto che per sottoporsi ad un intervento chirurgico più complesso (come ad esempio un intervento di implantologia o di avulsione di un dente del giudizio incluso) potrebbe chiedersi il "perchè" di tale scheda Anamnestica e "spaventarsi" davanti a tanti quesiti..."dottore ma perchè tutte queste domande? è così pericoloso quello che devo fare? etc etc". Sarà compito del dentista spiegare che si tratta di una prassi necessaria, spesso con domande fin troppo dettagliate rispetto a quello che si deve effettivamente eseguire, ma che appunto permette di conoscere al meglio il paziente e la sua salute, ed operare di fatto nella massima sicurezza anche per le procedure più semplici (garantendo sia al medico che al paziente stesso adeguata tutela da un punto di vista medico - legale).

E' possibile ricavare direttamente dal web (e da numerosi testi) un foglio Anamnestico Generale ed Odontoiatrico specifico di riferimento, che può essere, a discrezione del medico, modificato ed integrato a piacimento.

L'Anamnesi Medica Generale comprende domande solitamente di facile comprensione per il paziente (che, in caso di dubbio, chiederà delucidazioni all'odontoiatra), a cui rispondere con una semplice crocetta sul SI' o sul NO; per altre, a seconda della risposta, sarà richiesto di specificare più nel dettaglio nello spazio appositamente indicato.

Un quadro esemplificativo di Scheda Anamnestica Generale da presentare al paziente è il seguente:

  •  ha avuto ricoveri ospedalieri e/o malattie di una certa entità negli ultimi 2/3 anni (con relativo spazio per specificare);

  • ha sofferto o soffre di una serie di patologie che vengono elencate (con relativo spazio per specificare);

  •  ha mai avuto reazioni allergiche (con accento particolare su anestetici e farmaci, ovviamente da specificare);

  • ha mai fatto anestesie locali (una sorta di ripetizione di "sicurezza" del quesito precedente, per accertarsi se il paziente ha già fatto anestesie e nel caso che reazioni ha avuto);

  • assume attualmente qualche medicina (con relativa specifica sui tempi ed i dosaggi);

  • è fumatore (il fumo è un fattore di rischio per moltissime patologie generali, nonchè odontoiatriche come la parodontite, e compromette la guarigione tissutale in caso di intervento chirurgico e l'osteo-integrazione degli impianti in caso di implantologia);

  • è in gravidanza (solitamente il paziente lo segnala autonomamente, ma deve essere comunque documentato);

  • è in cura o è stato in cura con terapia radiante / chemioterapia / bisfosfonati (l'osteonecrosi dei mascellari da bisfostonati è una realtà clinica ampliamente documentata, demolitiva e traumatica per il paziente, e come tale rappresenta una complicanza da evitare seguendo le specifiche linee guida);

  • presenta ematomi e/o si gonfia facilmente, sanguina in modo anomalo quando si ferisce (indicativi utili sopratutto in caso sia necessari interventi chirurgici);

  • le sanguinano spesso le gengive (indice di parodontopatia), ha già effettuato cure odontoiatriche (specificare indicativamente quando e di che tipo).

Come si può notare, l'Anamnesi Medica Generale è molto più ricca e dettagliata rispetto a quella Odontoiatrica Specifica, per ovvi motivi. Spesso il paziente tende ad omettere - dimenticare - minimizzare alcuni dettagli importanti sulle sue condizioni di salute generale, su patologie in atto o pregresse, su interventi chirurgici effettuati, sui farmaci assunti, su eventuali allergie ("dottore io sto benissimo, ho fatto un interventino leggero al cuore dieci anni fa, prendo mezza pastiglia di questo e mezza pastiglia di quello" e poi scopriamo che ha una valvola cardiaca e ed è assolutamente a rischio di endocardite batterica, tanto per fare un esempio pratico....), mentre è molto più ricco di dettagli e spiegazioni sulle sue condizioni di salute dentale, che rappresentano il vero motivo per cui è seduto sulla poltrona del dentista.

Scritto da Dott. Giulio Sbarbaro
Zocca (MO)
Consulente di Dentisti Italia

TAG: anamnesi medica

Prevenzione in odontoiatria

Estensione del concetto
by Dott. Giorgio Guarnieri 04-04-2009

Il termine “PREVENZIONE” in odontoiatria è legato prevalentemente all’attuazione di principi igienico alimentari che mirano ad ostacolare la formazione di un ambiente orale favorevole all'insoegere della carie quale conseguenza dell'azione di microrganismi specifici.

 

Pertanto si parla di dentifrici “intelligenti”, di spazzolini dotati di poteri straordinari, di collutori, di idropulsori etc. prodotti necessari ma ai quali non possiamo delegare il benessere della nostra bocca anche se il loro costo a volte potrebbe giustificarlo. In 30 anni di professione non ho mai visto una bocca risanata da un prodotto anzichè da un altro.

 

Dovete quindi sapere che se, nonostante la vostra dedizione, i denti continuano a cariarsi, le gengive a sanguinare, la masticazione si fa lenta e difficoltosa e magari il vostro dentista continua a sottoporvi a ripetute sedute di igiene……la strada da seguire è quella di un controllo della funzionalità del SISTEMA MASTICATORIO.

 

Se le riabilitazioni protesiche, a cui vi siete più volte sottoposti, non riescono a restituirvi la funzionalità siete nelle stesse condizioni di chi sostituisce spesso le gomme della propria auto senza mai preoccuparsi di verificare equilibratura e convergenza.
Quando un dente o un gruppo di denti perdono la stabilità sappiate che spesso l’origine è muscolare e spesso distante. Se interveniamo analizzando la funzionalità muscolare il problema è risolvibile.Tutto questo è “PREVENZIONE”.

Scritto da Dott. Giorgio Guarnieri
Roma (RM)

TAG: Prevenzione in odontoiatria

Granuloma

La parola granuloma indica, in generale, una neoformazione di natura infiammatoria caratterizzata dall'abbondante proliferazione cellulare, che si accompagna in misura piu' o meno evidente a neoformazioni di connettivo e di vasi sanguiferi.
by La Direzione di Dentisti Italia 23-11-2007

 

 

In Odontoiatria il campo si restringe al:


Granuloma apicale o dentale o granuloma periapicale: infiammazione cronica non suppurativa dei tessuti che circondano la parte terminale della radice del dente, in altre parole un' infezione cronica sviluppatasi nella sede dell’apice radicolare.


Questo tipo di granuloma è originato dall’infezione e dalla necrosi della polpa radicolare del dente e dalla diffusione di batteri e di tossine al di la del forame radicolare. La causa primaria può essere una terapia canalare incongrua o un dente necrotico (morto) non trattato endodonticamente. Le cure consistono in una terapia canalare, se il dente non è già stato precedentemente trattato, o nel ritrattamento del dente stesso.

 

A volte il ritrattamento non è possibile effettuarlo per vari motivi:

 

  1. Denti con ricostruzioni complesse (perni endocanalari, metallici o in fibra).
  2. Denti protesizzati con corone o denti pilastro di ponti o protesi estese, fisse o combinate.
  3. Denti con canali non sondabili a causa di ostruzioni, anatomie complesse, sclerosi o calcificazioni.

 

In questi casi si può intervenire solo con un’apicectomia, cioè con una piccola operazione chirurgica volta all’eliminazione radicale del granuloma e dell’ultima porzione di radice del dente.

 

Cosa è bene sapere sul granuloma:

 

  • il granuloma è in genere asintomatico. Solo durante la “fase attiva” , cioè quando al suo interno sono presenti anche batteri e materiale purulento, si avverte dolore o fastidio spontaneo;
  • la diagnosi certa del granuloma è solo radiologica. Nella lastrina si evidenzia una zona radiotrasparente, cioè scura, attorno all’apice del dente;
  • le terapie sono molto discusse: per esempio, negli Stati Uniti - nel caso di un granuloma in un dente già devitalizzato - la tendenza terapeutica è l’estrazione dentale, mentre in Europa la tendenza è il ritrattamento del dente devitalizzato;
  • dopo la cura di un granuloma è opportuno che il paziente venga monitorato clinicamente e, in assenza di sintomi, sia sottoposto ad una radiografia endorale dopo 2 anni dall’intervento. Solo se la lesione non è più evidenziabile si può dire che il granuloma è scomparso;
  • in nessun caso un granuloma può guarire spontaneamente o attraverso cure antibiotiche.

 

Parole Chiave: granuloma, forame apicale, radice dente, necrosi della polpa, apicectomia

TAG: granuloma dentale

Bms - sindrome della bocca bruciante

Sindrome della bocca bruciante
by Dott. Antonio Cilio 12-12-2007

Una diffusissima patologia sta sempre più colpendo la popolazione: la sindrome della bocca bruciante o bms. Per la verità tale patologia è sempre esistita, ma veniva per lo più sottovalutata ed il paziente inviato ai reparti e ai colleghi di psichiatria, confondendo la sintomatolgia clinica del cavo orale con problematiche esclusivamente di natura psichiatrica. Oggi, in patologia speciale orale, si stanno avendo sempre più successi sulla terapia e sul miglioramento clinico; tuttavia non bisogna assolutamente illudere il paziente, in quanto la strada del successo finale è ancora lunga, ma almeno stiamo camminando in quella direzione. La sintomatologia riportata dal paziente è reale e, se opportunamente trattatata, ha ampi margini di miglioramento. L'eziopatogenesi è multifattoriale e in un altro articolo affronterò codesta problematica e la sua risoluzione.

Scritto da Dott. Antonio Cilio
Pozzuoli (NA)

TAG: BMS - Sindrome della bocca bruciante

Cura dei denti decidui in sedazione cosciente

Come si curano le carie dei denti da latte dei bambini piccoli
by Dott. Paolo Passaretti 14-12-2007
La sedazione cosciente con protossido d'azoto e ossigeno è una tecnica tipicamente adatta alla odontoiatria infantile. Il bambino respira da una mascherina nasale questo aereosol (del tutto innocuo, che non viene metabolizzato da nessun organo come fegato o reni, perchè agisce solo mentre viene respirato, su specifici recettori naturali, ed eliminato totalmente dall'organismo in pochissimi minuti, finita la seduta).
 
Il bambino così entra in una situazione di sedazione (equivalente ad un paio di energiche camomille) ma rimane sempre cosciente, apre o chiude la bocca e esegue tutte le richieste del dentista senza più nessuna paura. E la seduta avviene senza più paura, stress o emozioni negative da parte del piccolo bambino. In questo modo riusciamo a curare denti da latte cariati in bambini (che si sono rovinati a causa di abitudini alimentari ed igieniche sbagliate) anche molto piccoli, da 3 anni in poi. Oppure in tutte le età successive, in bambini di ogni età o adulti ansiosi.. Il rapporto con la seduta dal dentista cambia in modo radicale. E tutti, in genere, tornano volentieri.
 
Questa tecnica va affiancata da altre modalità di approccio più tradizionali, come la gentilezza, l'ambientazione, le spiegazioni, la dolcezza di personale molto addestrato a comprendere la delicata psicologia di bambini di questa età. O di adulti che hanno avuto traumi in questo ambito terapeutico. Infatti talora le errate abitudini di cui parlavamo prima, come la carie da biberon, creano sofferenze e difficoltà di alimentazione in questi bambini che usano i denti da latte nè più nè meno di come gli adulti usano i denti definitivi, per sorridere, alimentarsi, crescere.
 
Inoltre si evita la perdita precoce di questi decidui che porterebbe il più delle volte a uno spostamento dei denti definitivi che poi richiederebbe lunghe terapie con l'apparecchio ortodontico.. E questo è un vantaggio enorme di poter conservare i denti da latte. Un dentista preparato in queste tecniche di approccio e sedazione può curare con successo la maggior parte dei bambini di piccola età e degli adulti poco propensi a collaborare. Ma una piccola percentuale, nonostante tutto, sfugge a questa statistica positiva..
 
Per questi casi c'è una grande opportunità terapeutica con una nuovissima macchina che supera di efficienza il laser, di cui vi parlerò presto in un nuovo piccolo articolo. Vi anticipo solo che è in grado di bloccare la carie senza nessun dolore e quindi senza anestesia perchè non tratta la carie in modo meccanico.

Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

TAG: sedazione cosciente

Domande frequenti di ortodonzia

L'ortodonzia riguarda adulti e bambini, ma dato che la terapia ortodontica impegna economicamente e psicologicamente, bene, prima d'intraprende la strada verso il miglioramento del sorriso e della funzionalit dell'apparato masticatorio, essere informati su ci che si sta per fare.
by Dott. Umberto Molini 14-12-2007

 

Cos'è l'Ortodonzia?

 

 

E' la branca dell'odontoiatria che si occupa della diagnosi, prevenzione e terapia: dei disallineamenti dentali che provocano alterazioni dell'estetica del sorriso, delle condizioni disfunzionali dell'apparato masticatorio, dei disturbi di crescita dei mascellari e di sviluppo della dentizione.

 

 

Quali sono i benefici di un trattamento ortodontico?

 

 

I benefici principali di un trattamento ortodontico sono il miglioramento dell'estetica facciale, del sorriso, della funzionalità dell'occlusione.
C'è anche da considerare la facilità con cui i denti ben allineati possono essere puliti, con evidente vantaggio nella prevenzione di carie e parodontopatie.

 

 

Qual è il momento migliore per iniziare un trattamento di ortodonzia nel bambino?

 

 

E' variabile, spesso dipende dalla gravità della malocclusione.
Si tende a trattare precocemente, verso i 4/5 anni di età, le malocclusioni in cui si rileva un problema scheletrico che può complicarsi con la crescita, ad esempio il morso incrociato con latero-deviazione funzionale della mandibola o le terze classi scheletrico-funzionali.

 

 

A che età si deve portare un bambino a visita dall'ortodonzista?

 

 

Considerato che alcune malocclusioni scheletrico-dentali si possono trattare già intorno ai cinque anni di età, possiamo considerare questa l'età più appropriata per la prima visita dall'ortodonzista.

 

 

Quanto dura un trattamento di ortodonzia?

 

 

La durata è variabile, dipende dal problema da trattare. Un trattamento ortodontico può durare da pochi mesi a 2, massimo 3 anni, nell'adulto. Nel bambino in crescita, invece, a causa del continuo sviluppo della dentatura, si usa alternare periodi di trattamento ad altri di attesa, ad esempio può essere necessario un trattamento in due tempi, in dentizione mista e poi appena erotti tutti i denti permanenti.

 

 

L'ortodontista riesce ad influire sulla crescita scheletrica dei mascellari?

 

 

Si, tant'è che il termine ortodonzia puo essere riduttivo, significando semplicemente "denti dritti". Oggi la specialità si chiama più appropriatamente ortognatodonzia o ortopedia dento mascellare, proprio perché le sue potenzialità vanno ben oltre lo spostamento dei denti. Nel bagaglio strumentale dell'ortodontista ci sono apparecchi in grado d'influire sulla crescita scheletrica dei mascellari. Vengono usati nei morsi contratti mascellari, nelle seconde e terze classi scheletriche dell'età evolutiva, ecc... Il loro utilizzo nelle patologie di crescita dei mascellari serve a correggere, oltre che le disfunzioni occlusali associate, le gravi alterazioni dell'estetica facciale che spesso comportano.

 

 

Il trattamento ortodontico è doloroso?

 

 

Si può avvertire qualche fastidio i giorni successivi all'applicazione dell'apparecchio o alla sua attivazione. Si tratta di piccole irritazioni della mucosa che va a sfregare contro le parti sporgenti dell'apparecchio e di sensibilità dei denti. A volte interviene una lieve dolenzia dentale spontanea e alla masticazione. Nel giro di pochi giorni i fastidi vanno ad attenuarsi, fino a scomparire: i recettori parodontali del dolore, che si attivano a causa delle pressioni esercitate dall'apparecchio, nel giro di breve tempo vanno incontro ad adattamento e i fastidi cessano.

 

 

E' vero che un cattivo combaciamento tra i denti può causare mal di testa?

 

 

Si, è vero. Il combaciamento dei denti è strettamente connesso all'attività funzionale della muscolatura masticatoria e delle articolazioni temporo-mandibolari. Quando i denti non combaciano bene la mandibola può subire una modifica nel suo assetto posturale che, a sua volta, può riflettersi in una disfunzione muscolare e articolare da cui può generare dolore nel distretto cranio facciale.

 

 

Gli apparecchi ortodontici sono tutti uguali?

    

No, non sono tutti uguali.  Si distinguono, prima di tutto, in fissi e mobili. I primi s'incollano o si cementano ai denti, i secondi li applica e rimuove il paziente. Tra gli apparecchi rimovibili si trovano vari tipi di placche meccaniche e funzionali, oltre all'apparecchio estetico Invisalign. Poi ci sono gli apparecchi ortodontici che preservano in corso di trattamento l'estetica del sorriso. Tra questi gli attacchi in ceramica policristallina, oppure gli attacchi incollati sulla superfice linguale dei denti, o, ancora, il più recente apparecchio composto di mascherine trasparenti. Quello che va compreso è che l'apparecchio, per l'ortodonzista, è un po' come il bisturi per il chirurgo: uno strumento per raggiungere un fine, che in parte è predefinito da modelli ideali di riferimento e, in altra parte, va concordato in base alle effettive necessità ed esigenze personali del paziente. Solo dopo aver analizzato tutti i dati relativi alla malocclusione da trattare, e solo dopo averli combinati alle aspettative del paziente, può essere selezionato l'apparecchio ortodontico. La gamma di possibilità reali di trattamento ortodontico è talmente vasta e variegata che nel bagaglio strumentale di un bravo ortodonzista, che si applica nel trattamento di adulti e bambini, non dovrebbe mancare nessuna delle classi di apparecchi che ho nominato in precedenza.

 

 

La contenzione in che consiste?

 

 

La contenzione si effettua alla fine del trattamento ortodontico, per favorire la stabilizzazione della correzione. L'ortodontista consegna al paziente gli apparecchi che dovranno essere portati, generalmente la notte, e le prescrizioni d'uso. A volte la contenzione consiste in apparecchi fissi incollati sulla faccia interna dei denti.

 

 

Si possono prevenire le malocclusioni?

 

 

Molte malocclusioni si possono prevenire attraverso il controllo dei fattori ambientali in grado d'influire negativamente sulla crescita dei mascellari e sullo sviluppo della dentatura. In generale va tenuto presente che tutto ciò che favorisce atteggiamenti succhianti e a bocca aperta, nel periodo di formazione della dentatura, da quella decidua alla permanente, interferisce con la corretta disposizione dei denti all'interno di ogni arcata e con la formazione di un buon ingranaggio occlusale. Altra prevenzione è quella che può effettuare l'ortodonzista, intercettando e rimuovendo i problemi che possono ostacolare il corretto sviluppo della dentatura.

 

 

Una volta allineati i denti è per tutta la vita? 

 

 

Un trattamento ortodontico ben fatto è sempre seguito da un periodo di contenzione, con l'obiettivo di favorire la stabilità a lungo termine della correzione. Ciononostante possono verificarsi, nel tempo, una volta interrotta la contenzione, recidive del trattamento. Spesso tali recidive sono di lieve entità e comunque non influiscono sul risultato estetico-funzionale del trattamento. Qualche volta, invece, possono essere tali da richiedere piccoli interventi di riallineamento o di ottimizzazione occlusale.

 

 

L'apparecchio ortodontico può causare carie?

 

 

L'apparecchio ortodontico, in particolare quello fisso, facilita il trattenimento della placca batterica, ma in se non causa carie. Seguendo nel corso del trattamento, scrupolosamente, le istruzioni per l'igiene date dall'ortodontista, non c'è alcun pericolo né di carie né d'infiammazioni gengivali. Va semplicemente adattata la tecnica di spazzolamento e  aumentata la durata.

 

 

E' vero che l'eruzione dei denti del giudizio è causa di recidiva ortodontica?

 

 

La recidiva della correzione ortodontica può avvenire anche in assenza dei denti del giudizio. La loro eruzione in arcata ne aumenta semplicemente le probabilità. Si è studiato, nel periodo successivo al trattamento ortodontico, pazienti con e senza denti del giudizio. Lo studio ha messo in evidenza recidive post trattamento anche in pazienti che non avevano i denti del giudizio, e addirittura recidive bilaterali in pazienti che avevano solo da un lato il dente del giudizio. In realtà i fattori che possono influire negativamente sulla stabilità post trattamento della correzione ortodontica sono numerosi e complessi. La presenza dei denti del giudizio determina solo una maggiore probabilità statistica di avere recidiva dell'allineamento dopo il trattamento e la loro rimozione non da la sicurezza che non ci sarà.

 

 

I denti male allineati comportano sempre un danno estetico o una cattiva funzione occlusale? 

 

       

Il disallineamento dei denti, entro certi limiti, può essere perfettamente compatibile con una buona estetica del sorriso e con una corretta funzione occlusale. A volte può comportare alterazioni dell'estetica del sorriso senza alcuna influenza negativa sulla funzione occlusale. E' possibile che accada anche il contrario, cioè che a causa di malposizionamenti dentali si determinino disturbi a carico del sistema occlusale senza alterazioni dell'estetica del sorriso.

Scritto da Dott. Umberto Molini
Roma (RM)

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