Il microscopio

viene descritto il microscopio operatorio, spiegando i vantaggi legati al suo utilizzo
by Dott. Attilio Venerucci 08-01-2008
La bocca è un "ambiente difficile", sottoposto continuamente a notevoli sollecitazioni meccaniche, chimiche, termiche (i carichi masticatori sui molari possono superare i 200 Kg) ; è sufficiente un piccolo "punto debole" per causare il fallimento di una cura. Per eseguire terapie odontoiatriche efficaci e durature è quindi molto importante lavorare con grande precisione ed attenzione ai dettagli. Diventa quindi essenziale poter avere una visione molto nitida della zona in cui si opera.
Per ottenere ciò gli odontoiatri si possono avvalere di diversi sistemi ottici "portatili": semplici lenti, binocoli ingrandenti galileiani e prismatici (vengono montati o su degli occhiali oppure vengono sostenuti in posizione tramite un apposito caschetto e consentono di ottenere una visione ingrandita da 2 a sei volte). Questi strumenti sono efficaci per effettuare una buona parte delle terapie, soprattutto quando è utile mantenere una "visione d’insieme". In alcune specialità però il poter vedere ancora meglio certi dettaglio diventa determinante per il successo di una cura. In questi casi i dentisti più evoluti utilizzano il microscopio operatorio. Quest’ultimo è uno strumento che ci permette di vedere il campo operatorio ingrandito fino a 25 volte, consentendo cos di ottenere una precisione di intervento un tempo impensabile, molto importante non solo in endodonzia (la cura dei canali "dentro" al dente, conosciute come "devitalizzazioni) e in chirurgia, ma anche in tutte le altre branche odontoiatriche. Altro grande vantaggio del lavoro in microscopia è l’"illuminazione coassiale" (cioè allineata allo sguardo dell’operatore). Questa consente di non avere "zone buie" nell’ area in cui si opera, anche se si sta guardando dentro una radice di un dente o nello spazio fra due denti per cercare una carie nascosta (e curarla prima che possa dare problemi importanti). La luce è anche regolabile come intensità, per poter utilizzare la visione più idonea, a seconda della zona in cui si lavora. Sono inoltre disponibili dei filtri colorati per evidenziare determinati particolari o per evitare di far indurire anzitempo i materiali da otturazione attivabili con la luce.
Molti microscopi sono anche dotati di telecamera, al fine di consentire all’assistente di collaborare al meglio (potendo accedere, attraverso un monitor, allo stesso "punto di vista" dell’operatore) ed ai pazienti di poter vedere sullo schermo, anche attraverso dei fermo-immagine, i dettagli della propria bocca e delle terapie ricevute; sarà cos più facile, anche per un "non addetto ai lavori", capire che problemi ci sono nella propria bocca e comprendere meglio le terapie proposte.
Nella foto sono confrontate le differenti visioni: a "occhio nudo", con binocolo prismatico 4,5 X e con il microscopio operatorio a 20 X.
ovvio che anche per il dentista, vedendo certi dettagli, diventa un problema "accontentarsi" di eseguire cure "non ideali". Ne consegue che le terapie potrebbero talvolta richiedere più tempo, ma l’impegno sarà ricompensato dai risultati.

Scritto da Dott. Attilio Venerucci
Finale Ligure (SV)
Consulente di Dentisti Italia

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