Cure odontoiatriche in gravidanza

Sempre più frequentemente le donne in gravidanza, o che desiderano avere un figlio, si interrogano su possibili conseguenze per la gestazione nell’intraprendere o continuare cure odontoiatriche.
by Dott. Antonio Saverio Macrì 30-05-2012
Un sondaggio effettuato negli Stati Uniti ha rivelato come solo una percentuale che oscilla tra il 25 ed il 45% delle gestanti con problemi di natura odontoiatrica si rivolgono al proprio dentista durante i nove mesi; non c’è motivo di pensare che in Italia le cose vadano diversamente: in assenza di adeguata informazione, si lasciano prevalere preoccupazioni e angosce legate all’uso di certi farmaci e alle cure stesse.

E’ invece molto importante, in gravidanza, affidarsi anche al proprio dentista per scongiurare problematiche odontoiatriche ad essa correlate: durante la gestazione l’organismo è sottoposto a notevoli modificazioni che influiscono in maniera determinante sulla salute dei denti ed in particolare delle gengive. Il cambiamento più importante avviene nel bilancio ormonale, con un incremento di estrogeni e di progesterone che può amplificare eventuali problemi già presenti a carico delle mucose orali e delle gengive. Le conseguenze possono variare da infiammazioni gengivali più o meno gravi, piccole neoformazioni gengivali totalmente benigne denominate “epulidi gravidiche”, aggravamento di malattie parodontali preesistenti, alitosi. Potrebbe anche verificarsi un aumento della mobilità dentale.

Per la salute orale della gestante, ma anche per la salute del feto, è quindi utile eseguire durante il periodo della gravidanza controlli periodici dal dentista. L’ideale sarebbe effettuare una visita odontoiatrica e le eventuali cure necessarie prima della gravidanza, quando si comincia a programmarla. Così facendo, quando inizierà la "dolce attesa", sarà sufficiente tenere sotto controllo l’igiene orale e seguire i consigli del dentista sulla prevenzione, sia per la mamma che per il bimbo in arrivo.

Tra i dentisti esiste ancora un’eccessiva cautela nei confronti delle donne in gravidanza, per timore che i farmaci abitualmente utilizzati durante le terapie - anestetici, antibiotici e analgesici - possano costituire un danno per il regolare sviluppo del feto. Alcuni temono che eventuali infezioni contratte durante gli interventi odontoiatrici possano aumentare il rischio di parti prematuri ed aborti. Tali timori non sono supportati da alcuna evidenza scientifica, al contrario sono stati effettuati studi clinici che hanno documentato la sicurezza delle terapie odontoiatriche sulle gestanti. E’ opportuno solamente adottare alcune precauzioni nella stesura del piano di trattamento odontoiatrico, nella somministrazione di farmaci, prendendo in considerazione alcuni aspetti come gli eventuali effetti tossici o teratogeni sul feto e il corretto dosaggio dei farmaci.
Viene quindi sfatata la credenza secondo la quale la donna non deve essere trattata fino al termine della gravidanza. Oggi si può quindi affermare che un trattamento odontoiatrico adeguato può solo portare benefici per la salute del cavo orale della paziente.

Il periodo migliore per eventuali interventi è il secondo trimestre, quando l’organogenesi è completata, riducendo a zero il rischi di effetti negativi sul feto dei farmaci usati.

Un altro importante aspetto da prendere in considerazione nella donna gravida è l’impiego delle radiazioni ionizzanti (raggi X) nella diagnostica per immagini. E’ ormai noto come sia estremamente limitata e assolutamente trascurabile la dose di radiazioni che raggiunge il feto nel corso delle radiografie normalmente impiegate in odontoiatria, ortopantomografia compresa, se correttamente eseguite, con gli usuali mezzi di protezione (mantellina). Uno studio recente ha comunque dimostrato che le radiografie orali nel corso della gravidanza rappresentano un significativo fattore di rischio per la nascita di un bambino sottopeso, non tanto come conseguenza dell’irradiazione diretta del feto, quanto per l’effetto delle radiazioni sull’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide della madre. Durante la gravidanza è quindi opportuno impiegare con prudenza la diagnostica radiografica, soprattutto nel primo trimestre, limitando l’uso delle radiografie alle situazioni di urgenza e ai casi di reale necessità.
Anche dopo il parto, nelle donne che allattano al seno, è possibile ricorrere, quando serva, alle cure del dentista, adottando alcune precauzioni in relazione ai farmaci utilizzati: sebbene solo pochi diffondano nel latte materno, è opportuno da parte del dentista prescrivere farmaci di comprovata sicurezza se utilizzati direttamente sul neonato, che non possano quindi comportare rischi neanche se assunti dalla puerpera. E’ preferibile utilizzare farmaci in unica somministrazione giornaliera, da assumere appena prima del più lungo periodo di sonno del neonato, generalmente dopo la poppata della sera; se sono necessarie dosi multiple, è bene allattare il bambino subito prima dell’assunzione del farmaco, magari usando anche un tiralatte per averne a disposizione per la poppata successiva.

Scritto da Dott. Antonio Saverio Macrì
Arezzo (AR)

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