Analisi radiologica 3d cone beam | rx cbct

Apllicazioni della tecnica radiologica volumetrica 3D alla pratica clinica odontoiatrica
by Dott. Andrea Gizdulich 08-06-2010

Da sempre le analisi per immagini sono state un indispensabile ausilio diagnostico per i clinici di tutte le specialità mediche odontoiatriche e tra queste di gran lunga le più diffuse sono state e sono le immagini radiografiche che hanno rappresentato sempre meglio negli anni il giusto rapporto tra danno radiogeno e utilità diagnostica.

 

La dosa radiogena assorbita, specifica per i diversi tessuti differentemente radiosensibili, rappresenta infatti il parametro che meglio definisce il danno tissutale a cui ci si espone ed ha portato alla definizione del principio ALARA (significa "As Low As Reasonably Achievable") proposto dalla ICRP, ed accolto dalla maggior parte delle normative nazionali ed internazionali che è un acronimo inglese atto a minimizzare i rischi conosciuti, mantenendo l’esposizione ai livelli più bassi ragionevolmente possibili.

 

Come sempre le tecnologie informatiche hanno garantito un sempre migliore utilizzo delle sorgenti ionizzanti permettendo negli ultimissimi anni di utilizzare le informazioni volumetriche ricavate da fasci di radiazioni conici che sono alla base dell’attuale sistema di analisi cone-beam. Contrariamente ai sistemi digitali bidimensionali che utilizzano come elemento di costruzione dell’immagine il pixel, l’immagine volumetrica viene ricostruita partendo dal voxel, ossia da un piccolo cubo che contiene le informazioni di densità del volume studiato. L’immagine può dunque essere ricostruita con software dedicati sia in forma tridimensionale che con visione stratigrafica da ogni punto di osservazione desiderato proprio girando i voxel e osservandone la facce a piacimento.

 

Le immagini TC ricavate sono ottenute con dosi di radiazioni sempre decisamente inferiori a quelle ottenibili con apparecchiature TC anche di terza generazione a tecnologia volumetrica capaci di immagini straordinarie ma con intensità di radiazione sempre superiori.


Scansione piani di occlusione e nervo alveolare con progetto impiantare


Ciò nonostante analizzare con apparecchiature CBCT non necessariamente significa utilizzare basse dosi di radiazioni che logicamente dipenderanno anche dal volume e dal tipo di tessuto studiato oltre che dal tipo specifico di apparecchiatura utilizzata, comunque fino ad un massimo di dose radiogena per un volume di 6x6 cm equivalenti ad una semplice radiografia panoramica dentale.

 

L’analisi volumetrica diretta da parte dell’odontoiatra offre poi un vantaggio di progettazione dell’analisi per immagine perché più accuratamente mirata alla diagnosi ed al procedimento terapeutico che si vuole programmare sul paziente. Appare infatti riduttivo e semplicistico attribuire all’apparecchiatura radiografica una discrepanza di misura del tessuto analizzato quanto più realisticamente ad una diversa proiezione della sezione analizzata.


Analisi condili articolari e fosse glenode
Ricostruzione 3D articolazione temporo mandibolare


È così possibile individuare strutture anatomiche complesse e operare strategie terapeutiche predicibili.

 

Le applicazioni cliniche di tali dettagli anatomici investono dunque ogni campo dell’odontoiatrica potendo studiare con la stessa esposizione a radiazioni ionizzanti diverse aree dall’analisi delle ATM


Analisi cefalomterica tradizionale e tridimensionale
Ricostruzione panoramica dentale tradizionale


Allo studio morfologico e di crescita cranica per studi cefalometrici utilizzati in ortognatodonzia


analisi tridimensionale singolo dente


O ricostruire la classica immagine ragiografica panoramica


analisi stratigrafica TC a sezioni di 0,1mm


O analizzare la presenza di lesioni periapicali minimali per

O le sezioni TC che più conosciamo




Bibliografia

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Scritto da Dott. Andrea Gizdulich
Firenze (FI)

TAG: Analisi radiologica 3D Cone Beam