Implantologia guidata dal computer: realta', non fantascienza

Con l’ausilio di sofisticati programmi, l’odontoiatra può ora offrire ai propri pazienti un’alternativa minimamente invasiva rispetto alla chirurgia tradizionale
by Dott. Antonio Saverio Macrì 30-05-2012
L’implantologia è da anni una procedura di chirurgia odontoiatrica di routine negli studi dentistici.

Sebbene permanga una certa “fumosità” nelle informazioni che i pazienti ricevono - per lo più da amici e conoscenti che hanno ricevuto simili cure con alterne vicende - una volta ben edotti dall’odontoiatra su finalità, tecniche, procedure e sugli innumerevoli vantaggi, solo una rimane la perplessità: l’intervento chirurgico.

La necessità di incidere i tessuti (gengiva) e di esporre l’osso per preparare i siti implantari, con l’inevitabile sutura e conseguente periodo di guarigione, possibili ematomi e dolore post-operatorio, è fonte di stress per il paziente, e a volte può portare alla rinuncia.

Oggi una nuova avanzatissima tecnologia può virtualmente annullare tutto ciò: siamo entrati nell’era dell’ “Implantologia Computer Assistita”.

Cosa significa?

Con l’ausilio di sofisticati programmi (elaborati dai gruppi di ricerca delle maggiori e prestigiose case produttrici di impianti dentali: svedesi, svizzere, italiane…) l’odontoiatra può ora offrire ai propri pazienti un’alternativa MINIMAMENTE INVASIVA rispetto alla chirurgia tradizionale.

Inserendo nel programma i dati ottenuti da un esame TC del massiccio facciale (ossa della faccia) l’implantologo simula – o meglio “esegue virtualmente” - l’intervento sulla ricostruzione tridimensionale dello scheletro del paziente, scegliendo numero, tipo e posizione degli impianti da inserire. Conclusa la progettazione, il tutto viene trasmesso via internet alla casa madre, che nel giro di pochi giorni, restituisce al dentista una “mascherina chirurgica”, ovvero una “dima” che, al momento dell’intervento reale, sarà posizionata in bocca al paziente e - adeguatamente fissata - guiderà la mano dell’operatore: gli impianti verranno inseriti, senza incidere la gengiva e senza scollare lembi, attraverso dei forellini del diametro di pochi millimetri, con minimo sanguinamento.

L’intervento, così effettuato, sarà durato un quinto del tempo previsto per la metodica classica, con margine di errore molto ridotto e- soprattutto – senza sollevare lembi di tessuto, il che riduce al minimo il dolore e l’edema post-operatorio.

Il paziente, dopo la seduta, può tornare ad attendere alle normali attività, senza “giorni di riposo”.

Nel caso di procedura “a carico immediato”, la struttura protesica (dente singolo, ponte, arcata completa) potrà essere allestita prima ancora dell’intervento e fissata in bocca subito dopo: il paziente, in una sola seduta, può avere inseriti impianti e denti, già fissi, senza passare per fastidiose fasi di protesizzazione provvisoria mobile.

Oltre a questi indubbi vantaggi, la nuova tecnica permette di posizionare impianti - in sicurezza - in zone di osso altrimenti inaccessibili senza correre forti rischi lesionare strutture anatomiche importanti e delicate, come il nervo alveolare inferiore o i seni paranasali.

Per l’odontoiatra contemporaneo rappresenta un dovere etico offrire al paziente la terapia meno invasiva e meno gravosa, in termini di morbilità, per raggiungere risultati analoghi.

Scritto da Dott. Antonio Saverio Macrì
Arezzo (AR)

TAG: implantologia guidata dal computer

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