Impianti dentali: metodi e modi di vivere la tecnologia

No all'avventura degli impianti dentali veloci e alle mani poco esperte che li applicano
by Dott.ssa Maria Grazia Di Palermo 08-07-2011
Certamente l'implantologia rappresenta il futuro della protesi in odontostomatologia; dico "certamente" perchè è una verità sotto gli occhi di tutti. A dire il vero, in qualche museo di storia antica si possono vedere protesi che cercano di realizzare una protesi fissa. Il recupero funzionale, morfologico ed anatomico dei denti naturali è un sogno che l'uomo insegue da sempre. Questo futuro tuttavia diventa un presente quando si chiede di avere inserito un impianto dentale.

Ma che cosa è, anzitutto, un impianto dentale?

Un impianto è la protesi della radice. Cioé quello che sostituisce la radice di un dente quando questo è stato estratto. L'implantologia quindi è riservata agli adulti, con le dovute eccezioni per quelle patologie -vedi sindrome di Christ-Siemens- che possono interessare, essendo genetiche, anche i ragazzi. Quello che può essere qui di interesse - a parte la merceologia degli impianti dentali - è quando mettere un impianto e se l'impianto può cominciare subito ad essere operativo.

Quando mettere un impianto dentale?

Un impianto si può inserire in tutte quelle condizioni in cui l'osso ricevente sia di buon spessore - lontano da forami nervosi - tenendo ben presente i seni mascellari e la loro morfologia, cioé la forma e la posizione. Anche la qualità dell'osso è importante; ce ne sono vari tipi e dalla TAC si vede a quale categoria l'osso del paziente può appartenere. Altra cosa importante è l'assunzione o no di "farmaci per indurire le ossa", anche detti bifosfonati, una categoria di farmaci nota e utilizzata in passato in quei casi di malattie alle ossa come tumori o affini, oggi molto utilizzata nella prevenzione dell'osteoporosi. Il punto è che mediamente i medici di base non tengono conto di un particolare effetto negativo collaterale che riguarda i denti e le gengive. Chi assume bifosfonati non guarisce praticamente dalle estrazioni, tanto meno dagli interventi di implantologia. Pertanto, chi assume bifosfonati non può essere sottoposto ad intervento implantologico. Perché sostengo che i medici di base non tengono conto di tale importante effetto collaterale? Perché prescrivono i bisfonati a donne appena in menopausa - spesso senza problemi con la fobia però che hanno paura della possibilità di andare incontro a fratture - senza fare la doverosa visita odontoiatrica e senza inviare il paziente dal dentista per controllo PRIMA di dare i bifosfonati. Dopo, infatti, non si possono fare estrazioni. Ricordo anche che il tempo di vita media di tali "pericolosi farmaci", salvavita in casi gravissimi (mieloma multiplo, sarcoma, metastasi ossee, linfomi, cisti ossee, ecc) ma assolutamente fuori luogo in moltissimi altri casi, è di ben dieci anni! Attenzione quindi a questi farmaci e a dichiararli all'anamnesi che il dentista deve condurre prima di prescrivere anche la radiografia.

Non ultimo, la perizia dell'operatore che fa praticamente l'intervento di implantologia, che va eseguito nell'igiene più scrupolosa in tutte le sue parti e che va eseguito avendo cura di fare passo-passo delle radiografie digitali, che diranno anche a colori dove siamo, cioé a quale distanza è il nervo rispetto all'impianto che si sta inserendo mediante le frese calibrate. Tale nervo (alveolare inferiore, nel caso della mandibola) non va neanche sfiorato, pena la mancanza di sensibilità. E' un fatto grave che nessuno si augura mai. Quindi, mani fidate e competenti. Oggi gli impianti li mettono quasi tutti i dentisti, eppure ci sono dei disinguo da fare, come sempre.

Così pure per la tecnica: sapendo che l'inseriemnto di un impianto porta con sé una necrosi quasi immediata dell'osso a cui interviene poi gradualmente l'integrazione ossea, concludo che è meglio evitare di mettere un impianto subito dopo un'estrazione, perché il rischio è che l'osso poi si ritiri e lasci scoperto il colletto, che può essere antiestetico, senza contare che un dente che va in estrazione può avere problemi batterici che rimangono sull'impianto. Dunque, non bisogna correre, ma fare ogni cosa a suo tempo. Meglio andare piano che avere contenziosi, che in fondo non sono che l'espresisone pratica di una grande delusione. Ora, il nostro tempo è pieno di contenziosi, di gente che pensa che la vita duri un giorno e che l'altro - la persona che ci sta davanti- sia uno che passa. E se invece fosse tuo fratello?

Scritto da Dott.ssa Maria Grazia Di Palermo
Carini (PA)
Consulente di Dentisti Italia

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