Misurazione del bruxismo

Esiste un esame strumentale che permette la valutazione del grado di bruxismo
by Dott. Massimo Tabasso 21-04-2013
Il bruxismo consiste nel digrignamento dei denti, dovuto alla contrazione della muscolatura masticatoria, soprattutto durante il sonno. Tale evento perdura per 5-10 secondi e, durante la notte, può ripetersi varie volte. Si tratta di un fenomeno abbastanza diffuso che colpisce dal 5 al 20% della popolazione, i cui fattori eziologici non sono noti: in alcuni casi si è notata una predisposizione familiare, talvolta si è fatto riferimento a malformazioni mandibolari o a problemi d'occlusione e anche a stati psicopatologici alterati (tensione emotiva, stress, etc.).

Il bruxismo si divide in tre classi: “rumoroso” detto digrignamento, “silenzioso” detto serramento e la forma mista.
Ancora recentemente la diagnosi si eseguiva con una attenta visita odontoiatrica. Nel digrignamento spesso è la persona che dorme vicino al paziente a riferire uno “strano rumore di denti”. Il paziente alla visita presenta i denti consumati. Nel serramento, invece, il paziente riferisce di risvegliarsi al mattino con la sensazione che i denti superiori e inferiori stringano molto e alla visita odontoiatrica i denti non risultano consumati. Vi possono però essere diversi altri sintomi, come ad es. il dolore dell’articolazione temporomandibolare, il fastidio o dolore alla masticazione, la ridotta apertura della bocca, sintomi che spingono il paziente a rivolgersi al dentista.

Ora, finalmente, esiste anche un esame strumentale che permette una valutazione del grado di bruxismo: il sistema Grindcare, che si avvale di tre elettrodi che vanno posti sulla tempia prima di andare a dormire e di una centralina di rilevamento del numero dei digrignamenti. Il test va effettuato per 3 – 6 notti e permette di valutare il numero di digrignamenti e/o serramenti all'ora. Al di sotto di 10 episodi il paziente si può considerare “sano”; al di sopra dei 26 episodi il paziente deve essere trattato. Nel mezzo vi è una zona grigia che va monitorata, ma che può non richiede per il momento un trattamento.

Nei pazienti che necessitano un'azione terapeutica, si può intervenire con un bite, con una terapia farmacologia o con lo stretching mandibolare.

Il sistema Grindcare, però, può essere utilizzato anche terapeuticamente. Passando infatti in modalità terapia, la centralina emette una debolissima corrente elettrica, assolutamente non fastidiosa, attraverso gli elettrodi utilizzati per la misurazione degli episodi di bruxismo, in modo da ricondizionare stabilmente la muscolatura. Dopo un mese di terapia si possono ripetere le misurazioni e il dentista avrà così un valido strumento per valutare se il trattamento abbia successo. Pertanto, il sistema Grindcare può essere un valido aiuto sia in fase di diagnosi che di terapia.

Scritto da Dott. Massimo Tabasso
Savigliano (CN)
Consulente di Dentisti Italia

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