Digrignamento dei denti = bruxismo

Il bruxismo (digrignamento dei denti) è un fenomeno abbastanza diffuso presso la popolazione (5-20%) e generalmente non viene avvertito dalla persona interessata.
by Dott. Antonino Ruggirello 19-10-2010
Il bruxismo consiste nel digrignamento dei denti, dovuto alla contrazione della muscolatura masticatoria, durante il sonno. Generalmente viene considerato come una parafunzione, ovvero un movimento non finalizzato ad uno scopo.

Il digrignamento perdura per 5-10 secondi e, durante la notte, questo evento può ripetersi varie volte. Tipicamente, l’episodio compare nella fase II del sonno, quella non REM.

I bite proteggano di notte i denti dall’erosione del "digrignare i denti" ( bruxismo)

Il bruxismo è un fenomeno abbastanza diffuso presso la popolazione (5-20%) e generalmente non viene avvertito dalla persona interessata. Il rumore causato dallo sfregamento dei denti, invece, può disturbare il sonno del partner di letto e talvolta può essere talmente forte da potersi udire anche in altre camere.

Generalmente al risveglio la persona non avverte nessun disturbo tranne nei casi di bruxismo intenso in cui si può avvertire una sensazione dolorosa alle mascelle. Digrignare i denti, però, può creare dei danni a causa della limatura della superficie masticatoria dei denti sia dell’arcata superiore che di quella inferiore e questa condizione, il più delle volte, viene notata dal dentista. Col tempo il bruxismo può produrre alterazioni importanti dei denti che possono accorciarsi e lesionarsi e ciò può facilitare l’insorgenza di carie. Talvolta lo smalto può essere talmente danneggiato da lasciare scoperta la dentina, il che può velocizzare la successiva erosione. Alla lunga si possono verificare fratture o perdite dentali. Si può anche avere difficoltà ad aprire la bocca completamente ed aumento della sensibilità dei denti al caldo o al freddo. È, infine, da notare che la dolorabilità dell’articolazione temporo-mandibolare, se continuativa, può produrre comparsa di cefalea.

I fattori eziologici del fenomeno non sono noti: in alcuni casi si è notata una predisposizione familiare, talvolta si è fatto riferimento a malformazioni mandibolari od a problemi d’occlusione dentari ed anche ad stati psicopatologici alterati (tensione emotiva, aggressività) od ad alterazioni del sistema extrapiramidale.

Al momento non esiste una terapia specifica per limitare i danni causati dal digrignare i denti. Vengono utilizzati degli opportuni dispositivi, detti bite, che possono essere duri o morbidi a seconda delle necessità, che proteggano di notte i denti dall’erosione. Tali dispositivi vengono creati appositamente per la persona interessata; è sufficiente andare dal dentista che provvederà a raccogliere i dati necessari per la costruzione dell’apparecchio (ovvero l’impronta delle due arcate dentarie). Tali apparecchi oltre a proteggere lo smalto dentario dall’erosione, possono anche facilitare il ripristino di un allineamento corretto delle arcate.

È bene effettuare un accurato esame della bocca alla ricerca di eventuali patologie locali che possano essere state prodotte dal digrignamento, o che possano peggiorare a causa di esso, e prendere le idonee misure qualora vengano identificate. Bisogna anche indagare la presenza di possibili alterazioni psichiatriche.

Il "digrignare i denti" o bruxismo: atteggiamenti e comportamenti distorti

Il digrignamento notturno dei bambini in fase di permuta dei denti è un fenomeno molto comune legato a vari fattori per lo più fisiologici (la crescita dei denti, il cambiamento di posizione degli appoggi in chiusura ecc.) e quindi benigno.

Il "digrignare i denti" rientra nel quadro degli atteggiamenti e comportamenti abitudinari distorti che comprendono i fenomeni di scarico della tensione come sbattere la testa, dondolarsi, succhiare il pollice, mordersi le unghie, tirare i capelli (tricotillomania), mordere parti del proprio corpo, manipolazioni fisiche, vocalizzazioni ripetute, trattenere il respiro e deglutire aria.

Il "digrignare i denti" o "bruxismo" come risultato di una tensione

Tutti i bambini a diversi stadi dello sviluppo mostrano fenomeni ripetitivi di movimento che possiamo definire abitudini. Il fatto di considerarle disturbi o disordini comportamentali dipende dal grado con cui interferiscono con la funzionalità fisica, sociale ed emotiva del soggetto. Molti iniziano come movimento finalizzato a qualcosa che poi diventa abitudine consolidata e ripetitiva che serve a scaricare una tensione emotiva interna.

Tali sintomi sono spesso rinforzati dall’attenzione particolare al fenomeno posta dai genitori o dagli altri parenti che continuano a sottolineare il comportamento. Altri movimenti come lo sbattere la testa ritmicamente o succhiarsi il pollice, persistono senza il rinforzo dei genitori poiché si manifestano nel momento dell’addormentamento o comunque quando i bambini sono soli; questi movimenti sembrano fornire una specie di conforto sensoriale per il bambino che altrimenti si sente solo, non curato o sottostimolato dal tatto o dall’interazione delle altre persone.

Quando i bambini diventano grandi, imparano ad inibire le loro abitudini ritmiche soprattutto nelle occasioni sociali. Il decorso può variare a seconda che il comportamento faccia parte di un problema cronico come per esempio il ritardo mentale, oppure dipenda da un disordine episodico legato ad un particolare momento della crescita. Il "digrignare i denti" o "bruxismo" sembra il risultato di una tensione che origina da un sentimento interno di rabbia o di risentimento inespressi.

Può creare problemi di malocclusione dentale. Aiutare il bambino a trovare modi alternativi di scaricare la rabbia e la tensione può allontanare il problema. Il momento dell’addormentamento può essere reso più rilassante leggendo o parlando con il bambino, permettendo il rivivere e la revisione di alcune paure sperimentate durante il giorno.

In questi casi sono utili l’approvazione dei genitori per le esperienze vissute ed altri supporti emotivi come le "coccole" e le carezze.

Scritto da Dott. Antonino Ruggirello
Palermo (PA)

TAG: digrinamento denti

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