Valutazione degli effetti della 'ulf-tens' sul sistema nervoso centrale mediante elettroencefalografia

Analgesia e sedazione della TENS
EEG onde alpha by Dott. Andrea Gizdulich 21-12-2009
EEG onde theta


Dott. Filippo Paoletti - Dott. Andrea Gizdulich

Scopo di questo lavoro è quello di valutare e di quantificare gli effetti della Stimolazione Nervosa Elettrica Transcutanea a Bassissima Frequenza (ULF-TENS) sul Sistema Nervoso Centrale mediante Elettroencefalografia.

 

La ricerca è stata condotta su 12 pazienti per il gruppo di studio e su 6 pazienti per il gruppo di controllo, tutti di età compresa fra i 20 e i 30 anni e portatori di alcuni segni riconducibili ad alterazioni dell'occlusione dentale, ma in assenza di particolari stati di sofferenza. I tracciati Elettroencefalografici (EEG) sono stati rilevati, per ciascun paziente del gruppo di studio, prima e dopo l'applicazione di ULF-TENS della durata di 60'. I tracciati registrati su supporto informatico sono stati esaminati al fine di raccogliere dati numerici e mappe iconografiche significative degli eventi cerebrali.

 

Su 12 soggetti analizzati dopo 60' di ULF-TENS in 9 casi è stata registrata una diminuizione del ritmo cerebrale con comparsa di sedazione per incremento delle onde Alfa e uno stato di ipo-vigilanza per aumento del ritmo Teta. Soltanto in un caso del gruppo controllo si è rilevato lo stesso effetto mentre negli altri 5 i valori sono rimasti invariati.

 

La ricerca ha evidenziato un duplice aspetto: il primo è rappresentato dalla conferma della possibilità di utilizzo dell'EEG come metodica non invasiva e con una sensibilità tale da permettere di indagare sui fenomeni centrali provocati dall'ULF-TENS; il secondo anch'esso positivo, ¨¨ consistito nella dimostrazione di un'effetto sedativo centrale EEG registrato. 

 

INTRODUZIONE:

 

La Stimolazione Neurale Elettrica Transcutanea a bassissima frequenza (ULF-TENS) è utilizzata da circa 40 anni nella diagnosi e terapia dei Disordini cranio-mandibolari per la sua efficacia nel rilassamento della muscolatura masticatoria svolgendo nel contempo effetti sullo stato generale del paziente di tipo antidolorifico e sedativo. Scopo di questo lavoro è valutare e quantificare gli effetti della ULF-TENS sul Sistema Nervoso Centrale (SNC).

 

La consapevolezza, acquisita con una lunga esperienza clinica, della reale efficacia della Stimolazione Neurale Elettrica Transcutanea a bassissima frequenza (ULF-TENS) nella diagnosi e terapia dei Disordini cranio-mandibolari e la constatazione che i suoi effetti non si limitano soltanto al rilassamento della muscolatura, ma possono talvolta influire sullo stato generale del paziente con effetti antidolorifici e sedativi, ha indotto ad indagare più intimamente, mediante metodica non invasiva, sui suoi effetti sedativi: a tale fine è stato eseguito un protocollo di verifica mediante Elettroencefalografia per valutare possibili modificazioni dei tracciati EEG dopo stimolazione con ULF-TENS della durata di 60 minuti. MATERIALI E METODI:

 

Selezione dei pazienti.

 

  • Gruppo Studio: la ricerca è stata condotta su 12 pazienti, 6 maschi e 6 femmine, di età compresa fra i 20 e i 30 anni, tutti portatori di alcuni segni riconducibili ad alterazioni dell'occlusione dentale, ma in assenza di particolari stati di sofferenza.
  • Gruppo Controllo: sono stati selezionati 6 pazienti, 3 maschi e 3 femmine, di età compresa fra i 20 e i 30 anni, tutti portatori di alcuni segni riconducibili ad alterazioni dell'occlusione dentale, ma in assenza di particolari stati di sofferenza.
  • Protocollo operativo. I tracciati EEG (eseguiti presso l'Unità Operativa di Neurofisiologia dell'Ospedale Civile di Pistoia) sono stati rilevati, per ciascun paziente del gruppo di studio, prima e dopo l'applicazione della ULF-TENS. La ULF-TENS è stata erogata con lo strumento BNS 40 (Myo-tronics Research, Inc, Seattle, Wa.) per un periodo 60' secondo i parametri di impiego usuale presso il Servizio di Diagnosi e cura dei Disordini Cranio-mandibolari del Dipartimento di Odontostomatologia dell¡¯Universit¨¤ di Firenze. Gli elettrodi (Duo-trode, Myo-tronics Research, Inc, Seattle, Wa.) erano collocati sulle regioni preauricolari in prossimità dei tronchi nervosi del V e VII paio di nervi cranici. I tracciati EEG (eseguiti tramite l'apparecchiatura di Analisi Spettrale EEG, Esaote Biomedica), della durata di 20' ciascuno, sono stati registrati secondo i protocolli in uso nell'Unità Operativa Ospedaliera: 1) attività basale con paziente a occhi chiusi; 2) reazione di arresto con apertura e chiusura degli occhi; 3) fase di polipnea; 4) stimolazione luminosa intermittente. Per il gruppo controllo è stato applicato lo stesso protocollo operativo ma nei 60' di intervallo tra le 2 registrazioni i pazienti non sono stati sottoposti a nessuna forma di rilassamento ma hanno trascorso il tempo all'interno della stessa area di attesa riservata ai pazienti del gruppo studio per cercare di uniformare il più possibile le condizioni ambientali. I tracciati registrati su supporto informatico sono stati esaminati ed elaborati dal personale sanitario della Unità Ospedaliera al fine di raccogliere dati numerici e mappe iconografiche significative degli eventi cerebrali.

 

RISULTATI:

 

Elaborazione computerizzata.

 

Sono state analizzate sequenze della durata di 1' selezionate all'interno dei primi 5' a riposo dei test EEG per poter quantificare la variazione dell'attività basale; attraverso l'analisi spettrale si sono valutate le variazioni della potenza relativa delle bande di frequenza alfa e teta (di maggiore rilevanza per verificare l'avvenuta sedazione) misurate in tre regioni craniche:

 

1) Regione occipitale (elettrodi O1, O2, P3, P4) 2) Regione temporo-parietale (elettrodi T3, T4, T5, T6, C3, C4) 3) Regione frontale (elettrodi F1, F2, F3, F4, F7, F8)

 

Gruppo di Studio Analisi statistica: come si evidenzia dai grafici 1,2,3,4,5 , in tutti i casi analizzati, sono emerse delle significative variazioni nella regione occipitale, temporo-parietale e frontale per le onde di frequenza alfa, e in quella temporo-parietale per le onde di frequenza teta; per quanto riguarda l'analisi della regione frontale (onde teta) non sono emersi dati significativi da un punto di vista statistico (grafico 5). Analizzando le differenze in termini di potenza relativa (¦ÌV/Hz) emerge che in 9 soggetti (casi 1,2,4,5,6,8,9,10,12) vi è stato un aumento sia delle onde di frequenza alfa che di quelle teta con comparsa di segni di sedazione: in particolare si è notata una diffusione del ritmo alfa che si estende anche alle regioni anteriori e l'aumento del ritmo teta soprattutto in regione temporo-parietale (tabella 1). Nel complesso su 60 regioni craniche analizzate (5 per ciascuno dei 12 casi) vi è stata una riduzione dell'attivitè cerebrale in 47 di queste ( 29 regioni su 36 per le onde Alfa, e 18 su 24 per l'attività Beta).

 

Gruppo Controllo Analisi statistica: in 4 dei 6 casi controllo (casi 13,14,15,18) non si sono verificate significative variazioni globali dell¡¯attivit¨¤ cerebrale sia per le minime variazioni registrate che per l¡¯alternanza dei valori all¡¯interno¡­..12 su 30 globali ( 8 su 18 alfa¡­¡­ 4 su 12 teta)

 

DISCUSSIONI: Scopo della ricerca era quello di individuare un mezzo diagnostico, non invasivo, che potesse confermare l'osservazione clinica degli effetti sedativi centrali operati dalla ULF-TENS. In complesso è possibile affermare che l'osservazione ha dato risultati significativi: infatti si ¨¨ osservato che in tutte le regioni craniche analizzate ( ad eccezione della regione frontale nell'analisi delle frequenze teta) sono emerse specifiche variazioni dell'attività cerebrale, e in 9 soggetti è apparsa evidente l'estensione delle frequenze alfa verso le regioni centro-anteriori ed anche la comparsa di momenti di attività di frequenza teta in regione temporo-parietale e frontale dopo la stimolazione ULF-TENS. Questi due dati hanno entrambi un significato positivo per l'aumento dello stato di sedazione (onde alfa) e di ipovigilanza ( soprattutto onde teta).

 

Questa ricerca conferma la possibilità di utilizzo dell'EEG per indagare sui fenomeni centrali provocati dall'ULF-TENS dimostrando l'effetto sedativo centrale EEG registrato e conferendo un valore terapeutico oltre che diagnostico alla pratica di impiego della ULF-TENS.

Scritto da Dott. Andrea Gizdulich
Firenze (FI)

TAG: Ulf-tens

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