L'uso del microscopio operativo in odontoiatria

Un passo avanti nella pratica quotidiana con l'utilizzo del microscopio operativo
by Dott. Riccardo Della Ciana 06-09-2009

 

 

L’odontoiatria, come molte altre branche della medicina, è coinvolta in un continuo progresso delle tecniche di diagnosi, delle soluzioni terapeutiche, e delle procedure operative. Basti pensare all’enorme sviluppo che ha determinato l’implantologia, offrendo ai pazienti nuove possibilità di riabilitazione protesica.

 

Del resto, anche i sistemi di lavoro usati dai dentisti, vanno incontro ad un miglioramento e ad un perfezionamento continuo. La ricerca di una sempre maggiore qualità delle prestazioni erogate, il bisogno di migliorare la prevenzione e la diagnosi delle patologie orali, sta spingendo gli odontoiatri ad utilizzare dei mezzi visivi di ingrandimento durante il loro lavoro quotidiano. Bisogna considerare che il dentista lavora da sempre su un campo di lavoro piccolo.

 

Nell’industria, sono stati studiati e analizzati i processi lavorativi che riguardano oggetti piccoli e si è concluso che bisognerebbe utilizzare un mezzo d’ingrandimento, quando il campo di lavoro è di dimensioni inferiori a 5 mm. Le dimensioni di un dente, vanno da 5 a 12-13 mm, ma l’odontoiatra, si trova, spesso a dover effettuare il suo lavoro, su una sola parte di esso (per esempio una carie), restringendo quindi la sua attenzione, a pochi mm. quadrati.

 

Le industrie medicali offrono, al dentista, molti mezzi d’ingrandimento del campo di lavoro: occhiali ingrandenti, accessori ingrandenti da applicare ad occhiali preesistenti, con ottiche sia prismatiche sia galileiane. Uno dei mezzi più utilizzati attualmente, è un caschetto con ottiche prismatiche prodotto dalla Zeiss che sta diventando, sempre più, uno standard operativo. Spesso è utilizzato, con un sistema d’illuminazione montato subito sopra gli oculari, che fornisce un fascio di luce, diretto sul campo di lavoro, con pochi gradi di differenza rispetto all’asse visivo. Trasformando il caschetto, in un’unità ingrandente ed illuminante.

 

La coincidenza del fascio di luce illuminante con quella dell’asse visivo, e ‘ il vero goal del sistema ideale. Questa condizione, permette di vedere immagini in un canale stretto e lungo (come può essere il canale di un dente). Attualmente, l’unico strumento che consente di mettere in asse il sistema illuminante con quello ingrandente, è rappresentato dallo stereomicroscopio operativo. Questa apparecchiatura viene sempre più spesso utilizzata in odontoiatria ed in particolare in alcune sue branche (Endodonzia e protesi) dove è senz’altro richiesto un ottimo controllo visivo del lavoro effettuato. Il microscopio operativo non è però uno strumento facile da introdurre nella pratica di lavoro quotidiana. Si tratta di uno strumento ingombrante, che richiede un sistema di bilanciamento a sua volta poggiante a terra o ancorato al soffitto dello studio. Questo sistema bilanciante fa in modo che il microscopio sia più facilmente spostabile e quindi aggiustabile sulla zona di lavoro. Una volta posizionato, risulta comunque molto statico e difficile da adattare ai diversi punti di visuale che il lavoro richiede. Il microscopio operativo si sposa, invece ottimamente, ad una tecnica già ben conosciuta ed utilizzata dai dentisti: la visione indiretta. Questa consiste nell’inquadrare la zona di lavoro, osservandola riflessa attraverso uno specchietto. Tutto ciò consente una posizione più comoda, sia per il dentista che per il paziente. Ambedue non sono costretti a cambiare spesso la posizione, ma possono anzi impostarne una e mantenerla per tutta la durata del lavoro. Tutti gli aggiustamenti dell’inclinazione e anche della messa a fuoco si possono ottenere con piccoli movimenti dello specchietto.

 

Questo sistema di lavoro richiede, però, un periodo d’apprendimento abbastanza lungo, durante il quale s’impara a controllare le proprie azioni viste attraverso lo specchietto. Alla fine si sarà comunque ripagati dai molti vantaggi che si ottengono sia per il dentista sia per il paziente.

 

Per quanto riguarda l’odontoiatra, i vantaggi principali sono costituiti dalla visione stereoscopica ingrandita con l’asse della luce illuminante che coincide (o quasi) con l’asse visivo. Questo corrisponde ad un’ottima qualità visiva del campo di lavoro. Un altro importante vantaggio è costituito dalla posizione di lavoro: la schiena è molto più dritta rispetto alla posizione che comunemente si adotta nel lavoro in visione diretta. Questo si traduce in un maggior confort per il dentista che si stanca meno e a lungo termine, non sviluppa quelle patologie ortopediche che sono tipiche della sua professione (Artrosi cervicale, lombare, ecc.). In poche parole il dentista vede meglio e sta più dritto con la schiena, stancandosi meno. Tutti i piccoli aggiustamenti del campo visivo sono realizzati muovendo lo specchietto.
Il dentista sta anche più lontano dalla zona di lavoro ed evita quindi tutti quegli spray (prodotti dai trapani o manipoli ad ultrasuoni) che possono essere fonte di contaminazione infettiva.

 

D'altra parte, anche per il paziente, il principale vantaggio è costituito da una posizione più comoda. Infatti, non è costretto a tenere la testa inclinata all’indietro, come spesso accade, quando si lavora sull’arcata superiore, a visione diretta.
Lo schienale della poltrona non deve essere eccessivamente abbassato, e questo è importante soprattutto per i pazienti più anziani. Non deve cambiare la sua posizione spesso, perché i cambi di visuale sono realizzati dai movimenti dello specchietto. Infine, riceverà senz’altro delle prestazioni migliori.

 

Bisogna poi considerare che è possibile applicare delle ottiche accessorie, al microscopio operativo queste, possono essere utilizzate per vari scopi:

 

  • Oculari: si tratta di un oculare, sempre stereoscopico, che consente all’assistente, di seguire il lavoro del dottore e di assisterlo in modo appropriato.
  • Telecamera: una telecamera inserita nel sistema d’ingrandimento può servire a riprendere le immagini ingrandite e a proiettarle su un monitor, dove possono essere viste dall’assistente, da altri dentisti (per esempio durante un corso o una relazione), dal paziente o da eventuali parenti del paziente (genitori). La telecamera consente anche l’eventuale registrazione delle immagini per scopi scientifici, didattici, o medico-legali.
  • Macchina Fotografica: consente di scattare delle fotografie delle immagini ingrandite che possono servire, anch’esse, per scopi scientifici, didattici o medico-legali.

 

Il microscopio operativo rappresenta quindi una nuova opportunità per il dentista. Può aiutarlo ad affrontare e a risolvere quei problemi che fino ad ora non avevano soluzione. Per esempio nel campo dell’Endodonzia (quella branca dell’odontoiatria che si occupa della devitalizzazione dei denti ), si possono rimuovere strumenti fratturati nei canali, correggere false strade, risolvere perforazioni ecc.

 

Come molte altre innovazioni tecnologiche richiede però, pratica, impegno e costanza nell’apprendere un nuovo metodo di lavoro. Ma alla lunga, aiuterà senz’altro, il dentista, a fare passi in avanti nella diagnosi e nella cura delle patologie odontoiatriche e, certamente, darà ai pazienti una migliore qualità della terapia e quindi più salute orale.

Scritto da Dott. Riccardo Della Ciana
Civitanova Marche (MC)

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