Estetica dentale - parte 1^

La bocca ed il sorriso trasmettono sensazioni di bellezza, salute, odine, pulizia, integrità e cura
by Dott. Paolo Passaretti 13-03-2011

PREMESSA

Oggi la richiesta di estetica (in generale, non solo dentale) è ai primi posti nei desideri delle persone di ogni tipo, sesso ed età.. La società attuale richiede oltre che i contenuti, molta “forma” e per avere successo, essere ben accettati e inseriti nel “gruppo” bisogna presentarsi belli, magri, giovani. Questo in parte è discutibile, ma in massima parte è un desiderio del tutto legittimo, in particolare per la bocca ed il sorriso che effettivamente trasmettono sensazioni di bellezza, salute, odine, pulizia, integrità e cura. Una cura di se stessi che significa anche cura di tante altre cose, della persona in generale, quali efficienza lavorativa o competenza e benessere a tutti i livelli. Questo è vero, giustificato e influisce realmente nelle relazioni interpersonali, siano esse di natura affettiva che lavorativa, sociale etc.

Quindi, aspirare a migliorare il proprio sorriso non è da inserire nelle mode consumistiche, ma è una esigenza del tutto comprensibile e la moderna odontoiatria può offrire moltissimo in questo campo.

Con tecniche tradizionali ed ovvie (a partire dalla ortodonzia e dalla protesi) e con tecniche moderne ed innovative, generalmente meno invasive e molto conservative (esempio i “ritocchi” che si possono fare con i moderni compositi adesivi).

Vediamo ora assieme alcune tecniche di odontoiatria estetica. Iniziamo con una prima parte dedicata a ortodonzia e protesi, i due più grandi pilastri della estetica dentale..

A) ESTETICA DENTALE TRAMITE ORTODONZIA

Non c’è niente al mondo che fornisca corretta estetica dentale come un trattamento ortodontico (ovviamente anche su un adulto, qualora ancora possibile). Il corretto posizionamento dei denti nelle arcate, fra di loro, il combaciamento, la risoluzione di affollamento, di denti stretti fra loro, storti ed ammucchiati, anche se riguarda un solo dente, è la situazione che garantisce il massimo della estetica.

Come ho scritto in altre parti del sito, l’ortodonzia ha scopi altrettanto importanti della estetica e forse ancora di più. Vi rimando a questi articoli sul sito per capire che una corretta occlusione garantisce profonda ed essenziale salute per tutta la vita, perchè le malocclusioni, viceversa, predispongono fortemente a degrado dell’ambiente orale per aumento di carie, perdita precoce dei denti per l’instaurarsi di piorrea in giovane età, difficoltà di masticazione e digestione, e tutta la serie dei possibili, gravi, DCM, disturbi cranio-mandibolari che possono comportare tensioni muscolari, dolori alla articolazione temporo mandibolare, cefalee, disturbi del sonno, difetti della postura della colonna vertebrale e tutto quello che è descritto nei miei articoli.

Ma tornando alla estetica dentale, c’è anche da ricordare che non tutte le malocclusioni comportano un difetto estetico. Ad esempio un morso profondo può non avere una compromissione estetica anche se ha profonde ripercussione sui DCM già citati. Da qui si comprende come ortodonzia è innanzitutto estetica, ma anche salute.

Quanto alla possibilità di correzione in età adulta (per certi tipi di malocclusione si diventa adulti a 13 anni... questo ovviamente perchè alcune vanno trattate molto, molto precocemente), molte malocclusioni presentano soluzione anche da grandi. In linea di massima gli affollamenti se l’occlusione è buona, in I classe, si risolvono benissimo, permettendo estetica ottimale e salute futura per moltissimi anni. Se c’è una discrepanza nella struttura ossea, è più difficile, talora impossibile se non con la chirurgia ortodontica, Ma anche molti casi di malocclusioni di II classe o altre forme di coinvolgimento osseo scheletrico possono essere corretti anche da adulti. Indispensabile in questi casi, come in realtà in TUTTI i casi di malocclusione ad ogni età, è una diagnosi corretta e completa.

Questa si può ottenere solo se si realizzano i tracciati cefalometrici derivati dalle radiografie appropriate. Solamente così si ha una informazione da parte dello specialista sulla struttura ossea, che non si può desumere solo dalla visita. Tutto ciò è ben descritto negli articoli dedicati in questo sito. Bisogna diffidare da trattamenti proposti senza questo approccio diagnostico perchè solo questo garantisce la terapia adatta, mirata al raggiungimento non di un miglioramento instabile, ma di una perfezione stabile e quindi mette al riparo dalla cosa peggiore che può succedere cioè la recidiva, ovvero che poi, finito il trattamento, si spostino di nuovo i denti.

La terapia passa per un trattamento fisso o mobile a seconda dei casi. La scelta non avviene per motivi di convenienza, ma ogni problema di salute ha una sua medicina e quindi la scelta fra mobile, fisso o mascherine trasparenti sarà dettata dalla esigenza clinica da risolvere, caso per caso. Purtroppo le soluzioni tecniche terapeutiche quasi mai sono intercambiabili e allora bisognerà pensare al vecchio detto sempre attuale: l’apparecchio è per un po’.... il sorriso per sempre.


B) ORTODONZIA COME LIFTING FACCIALE

(co-autrice D.ssa Gina Mattei, Logopedista presso Studio LiberaMente- Tolentino-MC)

Tornando all’estestica, bisogna capire come le malocclusioni in molti casi abbiano una profonda influenza sulla bellezza del viso. Cioè non si tratta solo di denti “storti” e di bellezza del sorriso e dei denti stessi. Nelle malocclusioni complesse, dove c’è una componente ossea scheletrica evidente ci può essere una componente antiestetica che riguarda il viso nella sua interezza.

Vi faccio alcuni esempi:

  • In un cross byte (morso inverso) unilaterale, si sviluppano notevoli asimmetrie della mandibola, degli zigomi, dei muscoli, con evidenti differenze fra la parte destra e quella sinistra del viso. Addirittura la parte superiore del viso, gli occhi, possono avere una posizione asimmetrica.

  • In un open byte, c’è una incompetenza delle labbra che rimangono perennemente aperte. Questo dipende anche e soprattutto dalle abitudini viziate che sono alla base di questo tipo di malocclusione, come la deglutizione infantile. In questo tipo di deglutizione la lingua può interporsi tra le arcate dentali a impedirne il contatto (morso aperto anteriore o monolaterale), oppure comportarsi come una forza attiva contro i denti causandone lo spostamento (diastemi) o ancora unire i due comportamenti anomali. Tutto questo si accompagna a una ipotonia dei muscoli masticatori quali il massetere e il temporale, a un’ipertonia del muscolo del mento e spesso a un’ipotonia labiale. È importante considerare che un ipotono labiale finisce spesso nel determinare uno sviluppo ridotto del labbro e l’estetica del viso può esserne influenzata negativamente. Non solo per l’esposizione dei denti incisivi e delle gengive (sorriso gengivale), ma anche per un notevole approfondimento delle pliche genio-labiali nel caso di labbro superiore corto o di quella mento-labiale in caso di ipotonia del labbro inferiore. Alla deglutizione scorretta spesso si accompagnano delle problematiche nell’articolazione e quindi nella pronuncia di alcuni suoni della parole. Naturalmente sono coinvolti quei suoni (fonemi) che hanno il loro punto di articolazione nella zona retroincisiva superiore come [t] o [d], o quelli che richiedono un corretto contenimento della lingua all’interno della cavità orale come il suono [s], o ancora un movimento vibrante complesso rispetto al palato duro come quello che esegue la lingua nell’articolazione del fonema [r] o, in presenza di ipotono labiale, sono pronunciati in modo sfuggente i suoni [p], [b]e[m]. Conseguente all’ incompetenza della lingua è il cosiddetto palato ogivale che, riducendo lo spazio aereo nasale, induce alla respirazione orale che mantiene le labbra tendenzialmente aperte e che spesso si associa a ipertrofia tonsillare o adenoidea. Il viso si allunga e molti muscoli mimici sono ipotonici perchè c’è un complesso disordine degli orbicolari, del buccinatorio e di tutta una serie infinita di muscoletti coinvolti nel disordine motorio.

  • In una III classe avremo la sporgenza del mento e viceversa la rientranza del labbro superiore per la ipoplasia del mascellare superiore che si accompagna alla III classe. Quindi per una femmina, le belle labbra che devono essere lievemente naturalmente sporgenti, in questo caso possono essere contratte e sottili.

  • Una II classe provoca sporgenza dei denti superiori e talora interposizione del labbro inferiore che quasi scompare sotto al superiore. Il mento può essere sfuggente e minuscolo. Spesso poi, come già detto, alle malocclusioni si associano ben precisi difetti di postura, ad esempio una II classe si può associare ad un atteggiamento della schiena e del collo curvo con le spalle in una postura quasi dimessa e ad incrocio.

  • Altri difetti ortodontici sono la biprotrusione dei denti o la biretrusione, ovvero un difetto della giusta inclinazione reciproca degli incisivi inferiori e superiori fra loro. Questo si ripercuote nettamente nell’atteggiamento delle labbra e quindi nella bellezza stessa del sorriso anche nella componente dei suoi tessuti molli. Infine molte rughe che si vedono estremanente nella metà inferiore del viso dipendono proprio dalla posizione dei denti che non è quella giusta. Ma anche alcune delle altre zone del viso dipendono da contratture muscolari o anomalie del trofismo dei muscoli che sono alterati nei cicli masticatori a causa di una malocclusione


Potrei andare avanti, ma da tutto questo si capisce bene come una malocclusione influisca profondamente in tantissime cose relative all’estetica e alla funzione e alla salute.

Dunque, mettere l’apparecchio ad un bambino, come pure rieducarlo ad una corretta funzione deglutitoria e articolatoria, previene in lui il desiderio in età matura di dover fare tante correzioni estetiche, anche chirurgiche, nell’inseguire la bellezza cui tutti tanto teniamo..

E possiamo capire anche come un trattamento ortodontico e miofunzionale in età adulta possa contribuire enormemente alla bellezza e prevenire altre contromisure come il lifting (qualora ancora sia possibile tecnicamente farlo senza ricorrere alla chirurgia ortodontica - ricordiamoci che sia pure in maniera enormemente più lenta e minore, l’osso si rimaneggia anche nell’adulto e i muscoli si ristrutturano in base alla correttezza della funzione, masticatoria ed occlusale..).

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Scritto da Dott. Paolo Passaretti
Civitanova Marche (MC)
Consulente di Dentisti Italia

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