I diastemi

Cosa sono e quando intervenire per correggere questa imperfezione
by Dott. Davide Colla 21-09-2010

La crescente percentuale di domande inerenti questo argomento mi invita a scrivere alcune righe sul tema.

 

Come al solito non hanno la pretesa di fornire una risposta a tutti, cosa che è possibile dare solo con uno studio approfondito ed individuale, ma possono servire per indirizzare meglio le tematiche.

 

Con il termine diastema si definisce quella caratteristica presenza di spazio tra due denti contigui.

 

Può essere presente in una unica espressione, più volte nella stessa arcata dentaria o anche in diversi punti in arcate antagoniste. Di per sé non è un grave problema, la gengiva a livello del colletto circonda il dente sui suoi 360° sigillandolo e proteggendolo, ma il fatto che l’interno della bocca sia inevitabilmente buio rende il diastema un antiestetico buco nero che fa a pugni con quelli che sono ritenuti i canoni di bellezza attuali.

 

Quali sono le cause?

 

Molto semplicemente la motivazione di gran lunga prevalente è una discrepanza tra la lunghezza dell’arcata dentaria e la somma degli ingombri dei singoli denti. In pratica, i denti non occupano tutto lo spazio disponibile perché sono più piccoli del dovuto. E’ la situazione opposta all’affollamento. Un’altra motivazione, molto frequente, è la presenza di frenuli (che sono piccoli lembi di gengiva che traggono inserzione dal fornice e che fungono da sostegno alle labbra) molto pronunciati. La loro inserzione fibrosa, se molto invadente, riesce a contrastare la normale tendenza alla chiusura spontanea del difetto.

 

I diastemi da cattiva occlusione, sono infine quegli spazi che si vengono a creare tra i denti a causa delle forze parassite che essi ricevono proprio in virtù della loro sbagliata posizione o inclinazione durante i movimenti di chiusura della bocca (lo "sventagliamento" dei denti).
Se non è detto che tutti i di astemi siano da chiudere, è altrettanto vero che tutti i diastemi sono da far controllare dall’odontoiatra regolarmente nel tempo. Può sembrare strano, ma come il famoso calabrone che a livello teorico non dovrebbe riuscire a volare, i denti non sarebbero in grado di supportare il carico a cui invece sono costantemente sottoposti dalla masticazione e dalle parafunzioni.

 

Dove sta il trucco?

 

La natura (se vi piace pensarla così) ha provvisto ogni dente di un punto di contatto con il dente adiacente. Ogni forza che un dente riceve, viene così ad essere ripartita anche sul dente davanti e su quello dietro, risultando in definitiva ognuna minore del carico di rottura di ogni singolo dente. Il diastema interrompe questo, tanto semplice quanto prodigioso, sistema di "sicurezza dentale" e può esporre gli elementi coinvolti a seri problemi, dalla perdita di supporto parodontale fino alla frattura della corona, nei casi più gravi.

 

I concetti appena esposti sembrano andare in netto contrasto con il vecchio adagio popolare "denti radi, fortuna spessa". I proverbi spesso rivelano delle verità, ma tutto si deve coniugare con il momento storico in cui si vive. Il periodo in cui questo vecchio aforisma è stato coniato si perde ovviamente nella notte dei tempi, quando le priorità delle persone probabilmente erano diverse dall’avere un sorriso candido e immacolato. La casualità di avere denti spaziati tra loro, rendeva più rara la carie interdentale allontanandone le dolorose conseguenze. Da qui il detto.

 

Come si "cura" il diastema?

 

Dobbiamo fare ancora un breve escursus nella medicina legale, essendo questo tipo di interventi non propriamente considerati terapeutici (non vi è carie, infiammazione, infezione, sanguinamento, etc) e, quindi, non vi sarebbe la necessità ferrea di intervenire se non dietro richiesta specifica del paziente.

 

Qualora, pertanto, la visita rivelasse che, non intervenendo, si andrebbe incontro ai sopracitati problemi dentali, allora come al solito la difesa dovrà essere proporzionata all’offesa e cioè dire che, se non vi sono controindicazioni, la cosa migliore sarà intraprendere una terapia ortodontica che sposti i denti interessati in una posizione atta a chiudere il difetto. Attenzione! Sarà una terapia normalissima, con i suoi costi sia economici che biologici, perché il prezzo dipende da "se" si spostano i denti, non da "quanto" si spostano.

 

Se invece i denti sono cariati, con esiti di fratture o con una forma non simmetrica etc, allora si può optare per trattamenti additivi, che spaziano dalla semplice aggiunta di composito, fino alle più raffinate faccette adesive nelle varie declinazioni merceologiche.

Scritto da Dott. Davide Colla
Seregno (MB)
Collaboratore di Dentisti Italia

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