
Domande al Dentista
in Conservativa
- 24-07-2010: Credo fermamente nelle capacità del mio dentista
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L'odontoiatria conservativa
Una panoramica su indicazioni e materiali usati per restaurare il singolo dente

otturazione in composito
Subito dopo la cura l'otturazione appare pi? scura a causa della disidratazione del dente. Dopo poche ore no sar? pi? distinguibile.
L’ODONTOIATRIA CONSERVATIVA E’ l’odontoiatria “classica” cioè quella che si propone di restaurare il singolo dente danneggiato dalla carie o da un trauma attraverso otturazioni, ricostruzioni o intarsi. Le otturazioni possono essere eseguite con differenti materiali, a seconda della posizione e delle condizioni del dente da curare e dell’età del paziente. Infatti:
• Per curare un dente “da latte” di un bambino piccolo, è indicato usare il “compomero” (un materiale che cede fluoro al dente e può essere applicato con una tecnica abbastanza veloce e quindi poco traumatica per il piccolo paziente).
• Per eseguire un restauro di piccole-medie dimensioni in un dente definitivo è invece indicato usare il “composito”, un materiale molto estetico che ha la caratteristica di poter aderire al dente formando un corpo unico e che consente di sacrificare la minor quantità possibile di tessuto sano. Per utilizzarlo correttamente è indispensabile posizionare la “diga” (un foglio di gomma bucato al centro per far uscire i denti su cui si deve lavorare, isolandoli così dal resto della bocca, al fine di ottenere un campo asciutto e di non far ingerire al paziente sostanze sgradevoli).
• Quando (raramente…) non è possibile posizionare la diga si può ricorrere all’amalgama d’argento (l’otturazione grigia) che è meno sensibile, in fase di applicazione, all’umidità del cavo orale.
• Se la quantità di sostanza dentale da rimpiazzare è notevole può essere indicato eseguire un intarsio (in oro oppure estetico) cioè un restauro eseguito in laboratorio dall’odontotecnico (previa la presa di un’impronta della bocca) che verrà poi cementato in bocca dal dentista. Gli intarsi sono anche indicati nei denti devitalizzati (che per questo motivo sono più fragili) per proteggerne la porzione masticante e prevenire le fratture verticali della radice (un danno non reversibile che obbliga all’estrazione del dente).









