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 Chirurgia, Chirurgia orale

cisti dentarie

Le cisti dentarie

Classificazione e approccio diagnostico-terapeutico delle cisti dentarie

La cisti è una cavità o sacca, normale o patologica, chiusa da una membrana ben distinta, contenente un materiale liquido, semisolido o gas. Le raccolte di liquido non delimitate da membrana vengono definite pseudocisti mentre le raccolte di pus vengono definite ascessi. Esistono diversi tipi di cisti, ma la classificazione dell'O.M.S. permette di ottenere dei dati confrontabili che non danno origine a possibili incomprensioni o interpretazioni scientifiche discordanti.

 

ODONTOGENE

 

1) Cisti gengivale dell'infante
2) Cheratocisti odontogenica (c. primordiale).
3) Cisti dentigena (follicolare).
4) Cisti da eruzione.
5) Cisti periodontale laterale.
6) Cisti gengivale dell'adulto.
7) Cisti odontogena ghiandolare 

 

NON ODONTOGENE

 

1) Cisti del dotto nasopalatino (del canale incisivo).
2) Cisti nasolabiale (naso alveolare). 

 

INFIAMMATORIE

 

1) Cisti radicolare (apicali, laterali, residue).
2) Cisti paradentale. 

 

Cisti da sviluppo

 

Odontogene

 

Cisti gengivale dell'infante
Sembra che origini dai residui epiteliali della mucosa alveolare del bambino. Presente alla nascita e non va comunque oltre i tre mesi di età. Si presenta come un nodulo bianco o giallo della mucosa orale nella cui cavità è presente la cheratina. Istologicamente si riscontrano cellule epiteliali squamose paracheratinizzate.

 

Cheratocisti o cisti primordiale
Questo tipo di cisti prende origine da residui della lamina dentale o dello strato basale dell'epitelio. La sede preferenziale è costituita dalla regione angolare e dalla branca montante della mandibola. La neoformazione radiologicamente si presenta di solito come un'area osteolitica multiloculare, con aspetto omogeneo e un orletto osseo sclerotico. Gli elementi dentali adiacenti possono presentare delle rizalisi. Microscopicamente si caratterizza con una capsula sottile rivestita da epitelio squamoso paracheratinizzato o ortocheratinizzato. La superficie della cisti appare corrugata ed il suo contenuto è costituito da cheratina. La cheratocisti ha tendenza a recidivare, può rappresentare un elemento costituito della sindrome di Gorlin-Goltz e da essa può avere origine un carcinoma primitivo intraosseo.

 

Cisti dentigena o cisti follicolare
è una neoformazione che include la corona di un dente non erotto. Si sviluppa accumulo di liquido tra i residui dell'epitelio dello smalto e della corona. è in relazione con gli elementi dentari che con più frequenza restano inclusi (terzi molari inferiori, canini superiori, secondi premolari inferiori). Radiologicamente è caratterizzata da un'area radiotrasparente circondata da un orletto periferico ben evidente. Quando è di grandi dimensioni può apparire divisa da sepimenti intrecciati. La parete cistica istologicamente risulta composta da uno strato di tessuto connettivo rivestito da epitelio stratificato non cheratinizzato che a volte include cellule mucipare e cellule giganti.

 

Cisti da eruzione
è una cisti che circonda un dente in eruzione. Si sviluppa in parte nei tessuti molli ed in parte nell'osso. All'esame radiografico la cisti può manifestarsi semplicemente come un'ombra a carico dei tessuti molli. Clinicamente si presenta come una tumefazione di colorito bluastro in corrispondenza di un dente in eruzione.

 

Cisti periodontale laterale
è una rara formazione cistica situata lateralmente alla radice di un dente vitale che origina dai residui dell'epitelio odontogenico. Non è chiaro se essa derivi dai residui epiteliali dello smalto, dalla lamina dentale o dai residui di Malassez. Non è provocata da stimoli infiammatori. Si localizza principalmente nel mascellare inferiore, regione dei premolari e nella regione anteriore del mascellare superiore. All'esame radiografico si presenta come un'area radiotrasparente posta lateralmente alla radice di un elemento dentario, di forma circolare od ovoidale con un orletto sclerotico periferico. E' caratteristica la presenza di zone di focale ispessimento dell'epitelio dette "Placche". Una variante della cisti periodontale laterale è la cisti botrioide odontogenica che ha un aspetto multiloculare, ma con le stesse caratteristiche istopatologiche.

 

Cisti gengivale dell'adulto
Formazione cistica che origina dai residui dell'epitelio odontogenico presenti nella gengiva dell'adulto, più di frequente nella regione dei premolari e dei canini inferiori a carico della papilla interdentale o nell'attacco gengivale. La parete della cisti può essere costituita da epitelio cubico o da epitelio piano stratificato.

 

Cisti odontogena ghiandolare
Neoformazione rara che presenta un lento accrescimento ed ha tendenza a recidivare. Microscopicamente l'epitelio di rivestimento è cubico o colonnare con presenza di cripte sulla superficie. Tra gli spazi intraepiteliali e all'interno della cavità cistica è dimostrabile la mucina dovuta alla presenza di cellule mucipare sulla superficie cellulare.

 

Non odontogene

 

Cisti del dotto palatino (del canale incisivo).
Origina dai residui epiteliali del canale nasopalatino. Interessa essenzialmente dal 4° al 6° decennio di vita. Radiograficamente si manifesta tra le radici dei due incisivi centrali del mascellare superiore; l'aspetto è ovale o a "cuore di carta da gioco". Istologicamente la parete è costituita da epitelio squamoso stratificato o pseudostratificato colonnare ciliato e nella parte fibrosa della parete si trovano vasi, nervi, cellule mucipare e piccole isole di cartilagine jalina. Esistono anche cisti dette della papilla palatina, formazioni extraossee, che originano dai residui epiteliali più superficiale del canale palatino.

 

Cisti nasolabiale o naso alveolare
è localizzata tra il processop alveolare e la base delle cavità nasali. è probabile che origini dai residui del dotto naso-lacrimale embrionale o dalla parte inferiore del dotto maturo. Si caratterizza a livello dei tessuti molli del labbro superiore; non è evidente all'esame ragiografico. Istologicamente la parete è rivestita da epitelio pseudo-stratificato colonnare non ciliato con abbondanti cellule mucipare.

 

CISTI INFIAMMATORIE

 

Cisti radicolari apicali, laterali e residue
Queste cisti sono tra le più comuni nei due mascellari. La parete cistica si origina dai residui epiteliali di Malassez quando stimolati da processi flogistici. Si riscontra più di frequente nella regione anteriore del mascellare superiore senza particolare preferenza per l'età del paziente. La diagnosi differenziale va posta radiograficamente con il granuloma apicale che risulta più piccolo di diametro e con margini meno definiti della cisti. La parete è rivestita da epitelio squamoso stratificato non cheratinizzato, mentre nella parete fibrosa si possono notare depositi di colesterina. L'infiltrato infiammatorio è variamente rappresentato.

 

Cisti paradentale
Si mette in evidenza in prossimità del margine laterale del dente, che risulta vitale, a seguito di un processo infiammatorio del periodonto che stimolano i residui dell'epitelio odontogenico che si trovano sulla parete del legamento parodontale. è interessato più frequentemente il 3° molare inferiore come conseguenza di pericoroniti. Istologicamente non si differenzia dalle cisti radicolari. La cisti dentaria può determinarsi per errore di sviluppo dei tessuti deputati all'odontogenesi o per stimolo infiammatorio. Lo stimolo irritativo cronico,può causare la progressiva trasformazione di un granuloma in una cavità ripiena di liquido e rivestita da epitelio a livello dell'apice radicolare del dente. Premetto che solo un esame istologico ci consente di fare una diagnosi certa,infatti la distinzione tra cisti e granuloma periapicale non è di facile interpretazione clinica da parte dell'odontoiatra. Generalmente si individua la differenza in base alle dimensioni e alle caratteristiche che si osservano a livello radiografico,pertanto lesioni che superano 10-15 mm.di diametro con bordi netti sono considerate cisti periapicali e non granulomi.

 

DIAGNOSI

 

Poiché le cisti e i tumori si localizzano nelle aree periapicali l'esame radiografico migliore, per la loro eventuale localizzazione, è l'ortopantomografia; il dental scan, successivamente, ne studia al meglio le contiguità. L'aspetto radiografico di tutte queste lesioni è quello di una cavità più o meno tondeggiante con densità ossea scarsa (le cisti appaiono prive di trabecole ossee) o parziale (i tumori mostrano segni di parziale calcificazione) a contatto o a sretta vicinanza con uno o più denti. In presenza di sintomatologia (gonfiore e tumefazione di un'area di osso mascellare, priva di dolore spontaneo o alla palpazione), purtroppo l'estensione della cisti è particolarmente grave e richiede interventi chirurgici invasivi e complessi. La caratterizzazione della lesione può essere fatta solo con l'esame istologico post operatorio o con l'esame bioptico pre operatorio.

 

TRATTAMENTO

 

E' chirurgico e consiste nell'asportazione della cisti con apicectomia del dente interessato.In assenza però di reperti istologici che confermano la diagnosi di cisti periapicale, si è soliti "tentare" con la terapia endodontica o il ritrattamento, si riporta infatti in letteratura una piccola percentuale di casi risolti. L'efficacia di tale terapia va osservata nel corso dei sei mesi successivi,trascorso tale periodo senza regressione della lesione si passa alla chirurgia che prevede la rimozione della cisti e l'apicectomia.



Scritto da Dott. C. Del Deo
Teramo (TE)
Consulente di Dentisti Italia