Rialzo di seno mascellare a scopo implantare: il rialzo crestale (o minirialzo)

Una delle situazioni che piu' di frequente il chirurgo implantologo si trova ad affrontare e' quella dell' inserimento implantare nella zona dei molari superiori
by Dott. Alessandro Cappelli 20-10-2010

Nella zona dei molari superiori l'osso mascellare non e' pieno e compatto come nella mandibola, ma e' caratterizzato dalla presenza di una ampia cavita' piena di aria, rappresentata dal seno mascellare.

Questa cavita' si trova bilateralmente al livello della punta delle radici dei premolari e molari superiori e rappresenta una cavita' piena d'aria, in cui l'aria proveniente dalle fosse nasali circola e si inumidisce.

Narturalmente dove c'e' aria non ci puo' essere osso e quindi ci sono alcune difficolta' per l'inserimentro degli impianti.

A questa situazione anatomica gia' di per se sfavorevole si aggiunge l'atrofia dell'osso che consegue ad una estrazione e che porta quindi ad una diminuzione dello stesso.

Se poi passa molto tempo da questa estrazione il seno mascellare si comporta come un palloncino che si gonfia e , non piu' limitato dalla presenza delle radici dei denti estratti, tende a occupare spazio a spese dell'osso determinando la cosidetta “pneumatizzazione del seno mascellare”.





Nell'immagine vediamo in nero la cavita' del seno mascellare. Ricoperta in arancione dalla mucosa interna. Notare nella zona edentula la scarsa quantità di osso dovuta alla atrofia ed alla pneumatizzazione. La radiografia illustra un caso reale.
In questa situazione di carenza di osso spesso non e' possibile inserire l'impianto se non applicando una particolare tecnica di rigenerazione ossea chiamata rialzo di seno, e nello specifico una sua varieta' in cui l'approccio viene fatto per via crestale.

Si tratta di cercare di fare rigenerare l'osso necessario per alloggiare l'impianto all'interno del seno mascellare.

Questo e' possibile perche' se si solleva integra , la mucosa(membrana) che avvolge e tappezza la parete interna del seno mascellare, che e' una mucosa simile a quella della bocca ma dotata di cellule ciliate e produttrici di muco, si puo' ottenere la ricrescita dell'osso.

La tecnica prevede quindi di praticare un forellino fino alla base del seno mascellare passando dalla cresta (rialzo per via crestale), cioe' dalla parte da cui spuntava il dente estratto. Quindi, utilizzando vari sistemi di procede a sollevare la membrana del seno, delicatamente in modo che non si laceri. Si forma quindi una cupoletta, che puo' essere riempita da materiali diversi che inducano la ricrescita del'osso (materiali osteoconduttivi/osteoinduttivi o lo stesso osso del paziente parcellizzato )oppure anche lasciata solamente riempire dal sangue del paziente.





Nel disegno si nota il sollevamento della membrana che tappezza il pavimento del seno mascellare.Nella radiografia l'osteotomo usato per il sollevamento.

Quello che conta ai fini della rigenerazione dell'osso e che non ci sia la lacerazione della membrana ( mucosa) e che venga mantenuto il cosidetto effetto “tenda” cioe' che la cupoletta formata dal rialzo rimanga stabile nel tempo.Quindi l'osso sottostante produrra' nuove cellule ossee che andranno a colonizzare il coagulo e l'innesto e nel tempo produrranno nuovo osso.

Si provvedere quindi, nella stessa seduta generalmente , ad inserire l'impianto che sara' sostenuto nella sua base dall'osso residuo e sporgera' con la sua punta all'interno del seno mascellare sollevato.

Notare nella radiografia segnata in bianco la linea del seno mascellare precedente e in rosso una volta rialzata



Successivamente nel giro di qualche mese si rigenerera' osso che blocchera' completamente l'impianto.



Notare in questa radiografia l'entita' della ricrescita di osso ottenuta con la delimitazione del nuovo livello del seno mascellare e come l'impianto sia ora completamente immerso nell'osso rigenerato.

Ecco un altro caso simile nella sua sequenza completa:



Scritto da Dott. Alessandro Cappelli
Ascoli Piceno (AP)

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