Interrogazione parlamentare sul turismo odontoiatrico e i servizi di 'Striscia la notizia'

12-02-2013

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA


Al Ministro della Salute

Al Ministro dello Sviluppo Economico, comprensivo della sua funzione di Ministro delle Telecomunicazioni

Al Ministro dell’Economia


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Il Senato,

premesso che:

nella trasmissione di satira televisiva “Striscia la Notizia” è stata mandata in onda una pluralità di servizi relativi al fenomeno del cosiddetto “turismo dentale” o “turismo odontoiatrico”, ovvero la tendenza di ricorrere a cure odontoiatriche in Paesi terzi (ed in particolare Croazia) per ragioni riconducibili sostanzialmente ad un (asserito) vantaggio economico per il paziente;

tali servizi hanno dato luogo a significative prese di posizione da parte degli Ordini professionali e delle principali associazioni di categoria, in quanto gli stessi hanno investito, oltre agli indicati aspetti economici (trattati, peraltro, con inadeguati criteri di comparazione tra tipologie di interventi e loro efficacia), aspetti afferenti la professionalità della filiera odontoiatrica italiana e l’appropriatezza dei trattamenti praticati in Italia;

i servizi televisivi risultano in effetti improntati ad una non corretta rappresentazione di situazioni professionali, prestazionali, economiche e relative al rapporto con il paziente antecedentemente, nel corso e successivamente alla prestazione professionale, inducendo impropriamente l’ utente a considerarne una invece non praticabile comparabilità (ancor prima del giudizio di valore espresso), senza tenere in alcuna considerazione le differenti condizioni sociopolitiche dei Paesi interessati ed il differente approccio scientifico e tecnico agli interventi ed all’assistenza del paziente; i servizi televisivi offrono in ogni caso all’utenza una rappresentazione assolutamente inadeguata dei criteri di cui occorre invece tener conto per la valutazione della prestazione sanitaria odontoiatrica, ingenerando nell’utenza la propensione alla scelta di prestazioni professionali incidenti sulla propria salute sulla base di un mero criterio economico e non fondato sulla valutazione di standard qualitativi e di assistenza nel tempo che nel nostro Paese sono garantiti al paziente per tradizione e formazione specialistico-professionale ed in osservanza degli obblighi di legge;

i servizi televisivi ingenerano altresì nell’utenza una erronea rappresentazione sulla stessa adeguatezza ed economicità complessiva della prestazione resa all’estero, in quanto non evidenziano che, al di là dell’ appropriatezza dell’intervento ivi svolto, la prestazione sanitaria resa nel Paese terzo non garantisce al paziente la fruizione di servizi altrettanto fondamentali quali la prevenzione, l’assistenza post intervento di breve e lungo periodo e il controllo periodico dello stato di salute del cavo orale anche a prevenzione di patologie correlate (es. neoplasie del cavo orale);

il settore odontoiatrico italiano è, contrariamente all’impressione che i servizi televisivi paiono avere inteso ingenerare negli utenti, espressione di livello universalmente riconosciuto sotto il profilo tecnico professionale in ambito europeo ed internazionale (prestigio, tradizione specialistica, e livello di ricerca e sviluppo tecnologico che non risultano essere altrettanto riferibili ai Paesi terzi in questione);

il settore odontoiatrico italiano occupa circa 56.000 odontoiatri, 28.000 odontotecnici, 6.000 igienisti, oltre a tecnici, infermieri, ausiliari, dipendenti di strutture e studi professionali (tra cui ad. es. 80.000 assistenti alla poltrona odontoiatrica) e relativo indotto; il settore odontoiatrico italiano genera attualmente per la distribuzione industriale un fatturato di oltre € 1.200.000.000 e produce, attraverso le prestazioni rese ai pazienti, un gettito fiscale di circa € 20.000.000.000;

il danno generato da prestazioni odontoiatriche inadeguate a livello di prevenzione, di intervento e di assistenza post intervento di breve e lungo periodo incide drasticamente sul sistema sanitario nazionale, anche in relazione agli effetti correlati allo stato di salute generale del paziente (che evidentemente determina un pregiudizio esclusivamente per il sistema
interno, non potendo generare obbligazioni assistenziali a carico del Paese terzo ove è avvenuto l’intervento odontoiatrico);

tutto ciò premesso, l’interrogante chiede di sapere dai Ministri in indirizzo:

se intendano intervenire, ed in quali termini, in ordine alla diffusione verso l’utenza televisiva (per di più di un programma di grande popolarità tra il pubblico) di dati privi di fondamento scientifico, idonei ad ingenerare nell’ utenza una errata rappresentazione di servizi essenziali per la salute del cittadino;

se intendano intervenire, ed in quali termini, in ordine all’utilizzo improprio dello strumento televisivo nel trattare tematiche di primaria rilevanza e costituzionalmente tutelate, quali la salute dei cittadini, in termini assolutamente privi di valore scientifico e pertanto impropri rispetto alla collocazione e natura del programma di intrattenimento e delle competenze dei suoi autori e conduttori, che pure paiono intendere presentarsi quali fonti autorevoli e di orientamento per l’utenza pubblica;

se intendano richiedere chiarimenti in ordine ai motivi che, a fronte peraltro della notoria situazione di contingenza economica che ha già fortemente colpito lo sviluppo produttivo del nostro Paese, ed in particolar modo il settore odontoiatrico, una trasmissione di una rete televisiva italiana si rivolga in termini apertamente pregiudizievoli rispetto ad una categoria
professionale italiana ed alla relativa filiera, a favore di operatori di Paesi
terzi;

se intendano intervenire, ed in quali termini, per riequilibrare la correttezza informativa a tutela della professionalità, dell’operato e della redditualità della filiera del settore odontoiatrico italiano, che risulta gravemente pregiudicata dal fenomeno del cd. “turismo dentale” e – conseguentemente – da rappresentazioni che paiono avere l’effetto di supportare tale fenomeno, a discapito non solo degli interessi della categoria professionale, ma anche e soprattutto della salute pubblica, con ogni riflesso sul sistema sanitario, produttivo ed economico nazionale.

Sen. Fabio Rizzi

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