Grossa cisti radicolare del mascellare

Asportazione chirurgica di grossa cisti radicolare e di canino incluso del mascellare superiore effettuata in anestesia loco-regionale.
by Dott. Salvatore Ferrara 22-02-2008
Un soggetto adulto, I.U. di anni 27 giungeva alla nostra osservazione lamentando l assenza dei canini superiori, mai erotti in cavit orale. Il paziente riferiva assenza di sintomi degni di nota e manifestava il desiderio di voler migliorare esteticamente il proprio sorriso, in quanto lassenza dei due canini in arcata gli creava limitazioni nella vita relazionale. LA.P. familiare era negativa per tare ereditarie. LA.P.R. e lA.P.P. risultavano negative per patologie degne di nota. Allispezione del cavo orale si evidenziava una malocclusione di IIa classe di Angle IIa divisione, una discromia fortemente sospetta di necrosi pulpare del 22 ed una tumefazione nel fornice vestibolare in regione di 22-23-24. Tale tumefazione era rivestita di mucosa integra, di colorito roseo, non dolente, a margini regolari ed estesa apicalmente verso la cavit nasale di sinistra. Alla palpazione nel fornice vestibolare tale tumefazione non evocava dolore e la consistenza era lievemente pergamenacea nella zona pi sporgente. La palpazione del palato, nella corrispondente regione, malgrado lassenza di tumefazione, evidenziava una consistenza molle, non dolente, rivestita di mucosa integra e di colorito roseo. Lelemento dentario 22, discromico, presentava una estesa ricostruzione in composito e risultava negativo ai test di vitalit pulpare. LOrtopantomografia (OPT) metteva in evidenza una grossa lesione osteolitica del mascellare superiore, che dallapice del 22 si estendeva fino alla linea mediana, sollevando lievemente in alto il pavimento del naso e coinvolgendo lateralmente il 23 in inclusione ossea. In inclusione ossea risultava anche il 13 circondato da un pericoronario privo di apparente patologia. Si richiedeva, pertanto, una T.C. Detascan del mascellare superiore per una migliore valutazione dei limiti della lesione e delle strutture adiacenti coinvolte. La T.C. Dentascan del mascellare superiore confermava la presenza di una lesione ipodensa di 17 x 25 mm, definendo meglio i rapporti con i denti e le strutture adiacenti. Un esile strato osseo separava la lesione osteolitica dal pavimento del naso. Questultimo risultava sollevato, ma privo di evidenti continuit con cisti. Il seno mascellare appariva ben pi distante e comunque separato dalla lesione mediante l interposizione del pilastro canino. Si praticava, pertanto, una puntura esplorativa nel fornice vestibolare che dimostrava la presenza di un liquido giallo citrino a conferma del sospetto diagnostico di cisti odontogena. Il trattamento proposto al paziente stato di tipo conservativo con terapia endodontica del 22, di tipo chirurgico con lasportazione della cisti, apicectomia e curettage periapicale del 22, quindi di tipo ortodontico con il recupero della normo-occlusione. A tal proposito va detto che il paziente rifiutava il trattamento ortodontico, che prevedeva il recupero della normocclusione ed il riposizionamento in arcata del 13 e del 23.Rifiutava, altres, luso di materiale riempitivo a scopo rigenerativo e quindi lapplicazione differita di un impianto. Praticava gli esami di laboratorio (emocromo con f.l., tempi coagulazione, etc.), esame delle urine ed ECG relazionato. Dopo la terapia endodontica ortograda del 22 si effettuava lintervento chirurgico di cistectomia in anestesia locale mediante tronculare dellinfraorbitario, del naso-palatino e del palatino maggiore. Si scolpiva un lembo trapezoidale mediante incisione intrasulculare dal 21 al 25 con incisione di rilascio mesialmente al 21 e distalmente al 25; scollamento del lembo muco-periosteo ed apertura di una breccia ossea sino a repertare la corona del 23 e la parete cistica; clampaggio e scollamento della cisti; enucleazione della cisti ed estrazione del 23; apicectomia e curettage del 22; revisione della cavit ossea che sul versante palatale appariva deiscente nella sua porzione centrale. E stato effettuato un lavaggio della cavit con perossido di idrogeno diluito al 50% con soluzione fisiologica ed un lavaggio con soluzione antibiotica (Rifocin). Dopo un attento controllo dellemostasi si proceduto al confezionamento di una sutura di seta a punti staccati. Nel post-operatorio il paziente ha praticato a domicilio terapia antibiotica (Agumentin 1 gr X 2/die), anti-infiammatoria (Nimesulide gran.100 mg.1 x 2/die) e sciacqui con collutorio (Corsodil 3-4 volte/die). Lesame istologico del reperto chirurgico confermava la diagnosi pre-operatoria di cisti odontogena. Dopo 7 gg si proceduto alla rimozione dei punti di sutura e dopo 21 gg ha applicato una protesi fissa provvisoria. Dopo 6 mesi si proceduto allapplicazione di una protesi fissa oro-ceramica.


Scritto da Dott. Salvatore Ferrara
Napoli (NA)

Tac pre-operatoria con evidenza della grossa cisti a confine con il pavimento delle cavità nasali e del seno mascellare.
Tac pre-operatoria con evidenza della cisti e del canino incluso.
Rx OPT pre-operatoria
Incisione e scollamento di lembo muco-periosteo.
Estrazione del canino incluso ed asportazione della cisti.
Revisione della cavità, disinfezione mediante perossido d'idrogeno ed Antibiotico, controllo dell'emostasi.
Chiusura del lembo muco-periosteo mediante sutura in seta a punti staccati.
Rx Opt post-operatoria a 6 mesi evidenzia la rigenerazione ossea endo-cavitaria.
RX OPT post-operatoria a 6 mesi
Caso finito con protesi definitiva a 6 mesi.

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