Chirurgia parodontale estetica

Grave inestetismo
by Dott. Gustavo Petti 21-02-2010
CHIRURGIA PARODONTALE ESTETICA Grave inestetismo "natural smile" osseo e gengivale, a "V", per frattura radicolare ed ossea in 24, curato con triplo intervento di osteoplastica, lembo ruotato e innesto libero di gengiva, molto personalizzato, dopo un primo innesto osseo estemporaneo alla avulsione chirurgica (non mostrata, non facendo parte del tema "Chir.Parod. Estetica) In una riabilitazione orale completa, gli interventi terapeutici avranno raggiunto lo scopo per il quale sono praticati solo a condizione che l'operatore abbia cercato in primo luogo di ottenere il rispetto o il ripristino della salute del parodonto, l'armonia delle forme, la morfologia normale dei denti e dei loro tessuti di sostegno. Fare parodontologia, quindi, non significa solo affrontare e risolvere i problemi legati alla "malattia parodontale" in senso lato, ma significa soprattutto affrontare e risolvere le disarmonie, le discrepanze che possono esistere tra gengiva, osso e dente. E' dunque necessario che il bordo di chiusura dell'otturazione o del restauro protesico venga a trovarsi sempre coronalmente al solco gengivale (Petti, 1985). Solo cosi potremo mantenere il "sigillo", consentire al paziente di attuare una corretta igiene orale e porre le migliori condizioni per la durata del restauro. In questo senso, la parodontologia non può essere considerata una semplice branca dell'odontoiatria; la parodontologia è forse (estremizzando) l'odontoiatria stessa, e "la coscienza della nostra professione". IL "natural smile" è dovuto ad una proporzione tra "pink aesthetics" and "white aesthetics". La perduta armonia di forme tra questi due "aesthetical components" porta ad inestetismi a volte molto gravi. Come a causa delle complicazioni o incongruenze dell’implantologia, per esempio le Perimplantiti, è nata una "Nuova Parodontologia" che si chiama Perimplantologia, così per ricondurre nelle armonie delle forme un sorriso che abbia perso i giusti rapporti tra "estetica rosa", le gengive ed "estetica bianca", i denti, è nata una nuova Parodontologia che si chiama Chirurgia Parodontale Estetica. La Chirurgia Parodontale Estetica ha bisogno di un approccio pluridisciplinare, Parodontale, Conservativo, Endodontico, Protesico, Gnatologico, spesso Ortodontoco. Ecco che il Parodontologo deve essere un Medico Dentista, od Odontoiatra, Specialista ed Abile Professionalmente in tutte le "branche Odontoiatriche" Il caso presentato mostra la terapia chirurgica parodontale e relativa riabilitazione endo-protesica con perni moncone e riabilitazione orale completa protesica. Data la gravità del caso clinico, sarà necessario un doppio intervento chirurgico osseo e muco gengivale, in due tempi. Per semplicità di lettura proseguo ora nello stile di un testo atlante in cui seguendo le fotografie e le relative didascalia, diventa tutto molto comprensibile.


Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

1) Grave Frattura assiale in 24 con apertura delle radici e profondo danno osseo di 14 mm x 8
2) Grave inestetismo osseo e muco gengivale a "V" in regione 23 e 24, a tre mesi dalla avulsione chirurgica con prima osteoplastica ed innesto osseo
3) Si scolpisce vestibolarmente un Lembo Peduncolato Ruotato, per ricoprire, dopo adeguata osteoplastica, la deformazione a "V"
4) Il lembo ruotato è a spessore muco periosteo e si estende anche sulla cresta ossea per rimodellarla
5) Dopo un mese, vediamo la prima guarigione, ancora insufficiente, ma importante perché ha creato una solida base di appoggio per il secondo intervento estetico
6) Si pratica un accurato ed esteso Peeling Gengivale, con specifiche frese e bisturi tipo il Beaver 64 e il Goldma n° 7 e n° 10, approfondendosi vestibolarmente fino alla linea di giunzione muco gengivale che viene incisa, denudando il periostio da cui partirà la guarigione
7) Il lembo mucoso viene riposizionato apicalmente con suture sub periostee
8) Palatalmente, dopo avere preparato un modellino adeguato, per le misure, si scolpisce un lembo libero di gengiva aderente
9) Che viene posizionato sul letto ricevente preparato prima. Molto importante è che lo spessore sia giusto per ottenere i risultati che ci prefiggiamo. Non deve essere inferiore a 0,7 mm perché altrimento la contrazione primaria dell’innesto e soprattutto quella secondaria lo ridurebbero di dimensioni e di spessore tanto da renderlo inutile. Non deve essere superiore ad 1,2 mm, perché la vascolarizzazione sarebbe insufficiente per l’attecchimento ed andrebbe in necrosi. Lo spessore giusto, in Chirurgia Estetica come questa, deve essere di 1 mm. (Ricordo che invece lo spessore ideale per la terapia delle recessioni gengivali è di 0,7 mm.
10) Si sutura con punti staccati, l’innesto al periostio
11) Si passa un punto a croce per adattare e fermare l’innesto alla cresta ossea e con punti staccati al periostio (si può dire, in lingua Italiana, indifferentemente Periostio o Periosteo) per bloccarlo palatalmente. E’ stata suturata anche la ferita del letto donatore palatale con una sutura a rete che trattiene anche spugne di fibrina artificiale, opportunamente modellate
12) Si ricopre tutto poi con forte compressione, comprendendo anche il margine palatale dell’innesto, con il cerotto chirurgico, che, con metodica dal sottoscritto Gustavo Petti, inventata, viene suturato alla gengiva aderente ed al sottostante periostio con punti staccati.
13) Questo fa si che il cerotto rimanga in posizione per i 10/14 giorni della prima guarigione fino a che non lo si rimuove e assolva così alla funzione anti emorragica, antidolorifica , antibatterica e protettiva dal bolo alimentare
14) Il resto dell’innesto, vestibolarmente e occlusalmente, lo si copre e ferma con un buon impacco chirurgico parodontale, molto esteso mesialmente e distalmente alla zona dell’intervento per aumentarne la stabilità, messa in pericolo dai muscoli masticatori e loro inserzioni e frenuli del fornice. Ci si estende per lo stesso motivo, pala talmente
15) Dopo 14 giorni si rimuove il primo impacco chirurgico parodontale, il cerotto chirurgico e i punti di sutura. Si rinnova il secondo impacco chirurgico e al 21° giorno lo si rimuoveÂ…ed ecco l’aspetto della Gengiva e della cresta edentula al 30esimo giorno
16) Si procede con il recupero di tutte le radici con perni moncone in oro, previa endodonzia
17) Si preparano dei provvisori in resina con rinforzo metallico , visti dalla parte interna e ...
18) ... Visti dalla parte esterna
19) Li si posiziona sui perni moncone, in bocca per attendere il proseguimento della guarigione (se si predicesse che essa potesse essere più lunga di un paio di mesi, è bene preparare una protesi parodontale provvisoria) con battuta metallica (Veener) in titanio per mantenere la dimensione verticale ed avere una chiusura ottimale sui monconi
20) Dopo due mesi si può rimuovere la protesi provvisoria, si ripreparano accuratamente i monconi e si rivisita con la fresa soprattutto la spalla e lo smusso per oro platino- porcellana
21) Si prepara così un secondo provvisorio più curato del primo, sui nuovi monconi per avere un ottimale rapporto corona-gengiva
22) Si possono rilevare così delle buone impronte sulle fusioni in oro platino (le prime ovviamente erano doppie impronte di precisione)
23) E si ricava il modello su cui forgiare la Porcellana (sull’Oroplatino). Notare la freccia gialla che indica l’eccellente "forma restituita" alla sella edentula dove era l’inestetismo grave
24) Visione dell’arcata superiore in una prospettiva simile a quella del modello per sottolineare il recupero estetico della sella edentula non solo come forma e dimensioni in altezza, ma anche come estensione in senso vestibolo palatale e per valutare i perni moncone e le preparazioni protesiche con ampia spalla
25) Protesi in Oroplatino porcellana terminata e posizionata nell’arcata superiore con un recupero estetico ottimale del grave inestetismo a "V" iniziale

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