La rigenerazione parodontale guidata con membrana amniotica e colla di fibrina (tecnica personale) 3parte - sperimentazione sul cane

TRIGENERAZIONE PARODONTALE: Ottenimento del New Attachment e dimostrazione Istologica, con una Tecnica Chirurgica personale Unica e Prima al Mondo
by Dott. Gustavo Petti 28-05-2009
TERZA PARTE
Pubblicato nel Novembre 1989
PARODONTOLOGIA

LA RIGENERAZIONE PARODONTALE GUIDATA CON MEMBRANA AMNIOTICA E COLLA DI FIBRINA (TECNICA PERSONALE)

GUSTAVO PETTI ***
Medico Chirurgo Specialista in Odontoiatria - Parodontologo di Cagliari, P.zza Repubblica 4,tel 070 498159, fax 070 400164web site www.gustavopetti.it

Università di Sassari
Scuola di Specializzazione in Odontoiatria e Protesi Dentaria Direttore Prof. F.V.Tenti

Insegnamento di Parodontologia***Titolare Prof. a contratto G.Petti ***


Sperimentazione sul cane

Si testa il potere antigenico della membrana amniotica preparando chirurgicamente su un cane una borsa sottocutanea e inserendovi quindi la membrana amniotica. Non essendovi state reazioni generali nè locali, si procede alla stessa operazione sullo stesso cane a distanza di 40 giorni. Non manifestandosi nuovamente alcuna reazione e potendo cosi concludere che la risposta immunitaria dell'ospite non viene stimolata, data l'antigenicità molto bassa della membrana amniotica (peraltro già confermata sull'uomo) si procede agli esperimenti veri e propri. Selezionati 3 cani, su ciascuno di essi si preparano i 2 secondi premolari, il superiore destro e il superiore sinistro. La scelta dei secondi premolari è stata fatta in base a considerazioni anatomiche di comodità, non solo per la facilità dell'induzione chirurgica dei difetti ossei e dell'intervento di ricostruzione ossea con la membrana e la colla, ma soprattutto per la comodità del prelievo bioptico successivo. Gli incisivi infatti sono inadatti all'induzione chirurgica del difetto osseo per la vicinanza delle radici che renderebbero indaginoso l'intervento. I canini sono inadatti per il prelievo bioptico date le notevoli dimensioni, in particolare per quanto riguarda la radice che comporterebbe una demolizione eccessiva di osso durante il prelievo; da non dimenticare poi gli stretti rapporti di questi denti con il pavimento del naso e dei seni paranasali. I molari sono troppi distali come posizione e quindi l'intervento sarebbe disagevole, mentre il primo premolare e troppo piccolo. Il secondo premolare è quindi il dente adatto e si è scelta l'areata superiore perché vi si lavora meglio che su quella inferiore. Su ciascuno dei 3 cani selezionati, sulle superfici vestibolari delle radici mesiali dei secondi premolari superiori si induce chirurgicamente la formazione di un difetto osseo di 6 mm. A tale scopo si scolpisce un lembo mucoperiosteo per esporre la zona d'osso su cui intervenire. Con una fresa ossivora montata su turbina e sotto spray si modella il difetto osseo, avendo cura di non ledere la superficie radicolare nei cui pressi si procede con strumenti a mano, scalpelli e lime. Si preparano difetti ossei tutti uguali: profondi 6 mm dalla cresta ossea, estesi 5 mm in senso mesio-distale e 4 mm in senso vestibolo-palatale. Si stabilizza il difetto per farlo cronicizzare inserendovi resina a freddo autopolimerizzante che assuma una forma perfettamente complementare al difetto osseo, ancorata a una banda ortodontica posizionata intorno al dente trattato. Dopo la sutura del lembo la resina è stata lasciata in situ per 30 giorni, poi è stata rimossa; nel frattempo non è stata praticata nessuna igiene orale. Si è atteso un altro mese, e constatato che le tasche infraossee cosi indotte si mantenevano più o meno costanti sui 6-7 mm si è proceduto alla ricostruzione ossea con Interpore 200 e alla protezione dello spazio parodontale con colla di fibrina umana e membrana amniotica, seguendo la tecnica chirurgica già collaudata clinicamente sull'uomo e descritta precedentemente. Sul primo cane è stato fatto un intervento su un premolare, mentre non è stato fatto nessun intervento ricostruttivo sull'altro premolare: si è mantenuto questo dente solo con la lesione indotta per avere un controllo, un termine di paragone al controllo istologico.Eseguiti gli interventi sui 3 cani, si procede al prelievo bioptico al 3° giorno dal primo cane, al 7° e al 14° dal secondo cane e infine al 21° e al 30° dal terzo cane. Per precisione e per completezza è stato fatto un altro intervento su un quarto cane dove era presente una lesione naturale di III classe passante di una biforcazione di un secondo premolare superiore. Si è proceduto ponendo a ponte sulla lesione una membrana amniotica suturata con colla di fibrina, dopo aver scollato un lembo mucoperiosteo, adattandola perfettamente alla radice per tenere libero lo spazio parodontale e senza fare alcun innesto osseo, per valutare l'azione della membrana amniotica sulla terapia delle lesioni delle forcazioni. I risultati non sono ancora disponibili perché si è deciso di attendere 12 mesi per il prelievo bioptico e il conseguente studio istologico e microscopico. Tornando all'intervento di rigenerazione guidata con la colla di fibrina e la membrana amniotica, le figure 15- 24 ne mostrano le fasi salienti. Con il cane in anestesia totale si scolpisce il lembo mucoperiosteo a livello del secondo premolare superiore destro (figura l5). Esposto il difetto se nè controllano profondità, forma e dimensione, corrispondenti a quella del difetto indotto (figura 16). Si procede a un accurato curettaggio dei tessuti molli e radicolare, quest'ultimo importantissimo anche perché con esso si fa una tacca di riconoscimento sulla radice che ritroveremo poi al controllo istologico (figura 17; si confronti la presenza della tacca con la figura 31, relativa all'esame istologico).

Preparato il letto ricevente, si posiziona la colla di fibrina con una siringa a 2 vie e con l'ausilio di un modellino in celluloide introdotto nel difetto osseo per consentire l'adattamento della colla, preparata alla concentrazione di 500 U,I./ml, alla superficie vestibolare della radice mesiale del dente (figura 18). La figura 19 illustra il posizionamento della membrana amniotica sulla colla di fibrina, ovviamente con la faccia trofoblastica rivolta verso la radice.

Si procede ora all'impianto dell'Interpore 200 in forma complementare al difetto osseo (figura 20) e si rifinisce l'impianto (figura 21); é da tenere presente che si parla di "impianto" e non di "innesto" perché l'osso usato in questo caso non é riassorbibile. Si posiziona la colla di fibrina, preparata ora a una concentrazione di 4 U.I./ml per avere più tempo per adattarvi sopra la membrana amniotica (figura 22). Infine si posiziona la membrana amniotica sull'impianto osseo a sua volta ricoperto di colla di fibrina, avendo cura di volgere la superficie trofoblastica della membrana verso l'osso (figura 23). Si sutura accuratamente (figura 24) e in dodicesima giornata si rimuovono i punti. In questo lasso di tempo il cane va sorvegliato e tenuto col muso legato affinché non si strappi i punti. Dopo 2 settimane dall'intervento si procede al prelievo bioptico. Con una fresa ossea montata su turbina e con scalpelli ossei e martello si procede alla sezione in unico blocco del dente con il suo parodonto completo di osso (figura 25). Si deve porre particolare cura a non traumatizzare i tessuti durante il prelievo, che deve essere netto (figura 26).


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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Fig. 15 All'inizio della sperimentazione sul cane si scolpisce un lembo a spessore mucoperiosteo a livello del secondo premolare superiore destro.
Fig. 16 Si evidenzia il difetto osseo, in precedenza artificialmente preparato e stabilizzato: tale difetto ├Ę profondo 10 mm.
Fig. 17 Si procede a accurato curettage a root planing radicolare (si confronti poi con la figura 31, relativa all'esame istologico).
Fig. 18 Si posiziona la colla di fibrina preparata alla concentrazione di 500 U.I.lml con una siringa a 2 vie Duplojet e con un modellino in celluloide introdotto nel difetto stesso per facilitare l'adattamento della colla alla superficie radicolare.
Fig. 19 La membrana amniotica ├Ę stata posizionata sulla colla di fibrina lungo tutta la superficie apico-coronale della radice.
Fig. 20 Impianto dell'Interpore 200.
Fig. 21 L'impianto ├Ę terminato e modellato.
Fig. 22 Si cosparge un velo di colla di fibrina preparata alla concentra zione di 4 U.I.lml.
Fig. 23 Si innesta sull'impianto osseo, adattandola alla radice, la membrana amniotica.
Fig. 24 Si riposiziona il lembo con sutura staccata.
PRELIEVO BIOPTICO: Fig. 25 Si procede al prelievo bioptico della "Unità Dentale" completa (dente, ossa,tessuti molli) avendo cura di non danneggiare la zona dell' intervento.
Fig. 26 Prelievo effettuato.

TAG: la rigenerazione parodontale guidata con membrana

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