Impianti ossei

Uso di un impianto di idrossiapatite microporosa (Interpore 200) nella terapia dei difetti ossei parodontali e di una nuova tecnica di conservazione della papilla nella preparazione del lembo parodontale.
by Dott. Gustavo Petti 02-02-2009
Uso di un impianto di idrossiapatite microporosa (Interpore 200) nella terapia dei difetti ossei parodontali e di una nuova tecnica di conservazione della papilla nella preparazione del lembo parodontale.

Si parla di Impianti e non di Innesti Ossei, perché si usa un Osso non riassorbibile che quindi diventa un “impianto stabile e permanente, abitato dall’osso ospite”

Il poster di 40 foto è stato presentato al 3° Congresso Internazionale della SIDP (Società Italiana di Parodontologia), congresso dedicato alle nuove tendenze in Parodontologia. Autore:
Gustavo Petti Odontoiatra specialista Parontologo P.zza Repubblica n°4-09129 - Cagliari Tel. (070) 498159. L'Interpore 200 è una Idrossiapatite non riassorbibile, costituita da una organizzazione continua di canalicoli di diametro che varia dai 190 ai 200 mm, e costituisce il terreno ideale per consentire la crescita di tessuto osseo nel suo interno. Si ha prima una invasione fibrovascolare, seguita da una organizzazione di osteoblasti sulla faccia interna dell'impianto dentro a ciascun canalicolo. Si ha poi una iniziale apposizione di lamelle ossee ed infine una rigenerazione di osso corticale sotto forma di osteoni (Kenney et Ali. 1985). I disegni e le foto del poster mostrano l'uso dell'interpore 200 per la terapia di un difetto osseo combinato a più pareti con tendenza a formare un difetto osseo cir-cumferenziale a quattro pareti (Petti G. 1986) in corrispondenza del II. Di particolare interesse e la tecnica usata per la conservazione della papilla (Takei et Ali. 1985), che in questo caso clinico è stata limitata solo alla conservazione della papilla in corrispondenza del difetto osseo descritto e non a tutto il lembo come nella tecnica originale (Petti G. 1986). E' stata praticata una incisione sulculare intorno alle due radici contigue al difetto osseo. Queste incisioni sono state unite tra loro da una incisione semilunare palatale, la cui posizione è determinata dall'estensione del difetto osseo. Finito l'intervento il lembo viene suturato con una sutura da materas-
saio a croce (Petti G. 1987) nella zona in cui è stata preservata la papilla, con punti staccati nelle restanti parti del lembo mucoperiosteo.

Bibliografia:
-1. Kenney E.B., Lekevic V., Han T., Carranza J.R., Dimitrijevic B. (1985): The use of a Porous Hydro-xylapatite Implant in Periodontal defects.I. Clinical results after six months.J. Periodontol.56/82.

-2. Petti G. (1986): Le metodiche attuali per il trattamento chirurgico ricostruttivo dei difetti ossei. Il Dentista moderno 5, 817/832.

-3. Petti G. (1986): Impianto di Idrossiapatite microporosa con conservazione della papilla a protezione della zona ricevente. Il Dentista moderno 4, 667/677.

-4. Petti G. (1987): Piccolo Atlante di Parodontologia, cap. VII Chirurgia Ossea ricostruttiva. Gli innesti ossei. Ediz. Ellebi S.r.L, 51/56.

-5. Takei H.H., Han T.J., Carranza F.A., Kenney E.B., Lekovic V. (1985): Flap technique for periodontal bone implants-Papilla Preservation technique. J. CI. Period. 4,204.


Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

F.001 Difetto osseo combinato a più pareti con tendenza a formare un difetto osseo circumferenziale a quattro pareti (Petti G. 1986) in corrispondenza del II. Spiegazione didattica con disegni che mostrano i principi dell’intervento. Le tre foto in alto a Sx. (la prima mostra la struttura microporosa dell’Idrossiapatite) come si scolpisce il lembo conservando la papilla le due foto in alto a Dx. La preparazione del difetto osseo le cinque foto in basso.
F.002 Si continua didatticamente con i disegni e poi con lÂ’intervento vero e proprio delle fasi descritte.
F.003 nella prima foto in alto a Sx è ben visibile il difetto osseo palatale cumferenziale a quattro pareti (Petti G. 1986) in corrispondenza del II. Interessante è la metodica della sutura da Materassaio a Croce (Petti G. 1987) nella zona in cui è stata preservata la papilla,particolarissima da seguire didatticamente prima sui disegni e poi(vedere F.004):
F.004 sul vivo. Infine le Rx che mostrano la prima il difetto osseo, le altre le varie fasi e stadi di guarigione a 6, 12, 24 mesi!

TAG: Impianti ossei

Sullo stesso argomento