Epulide

Epulide fibromatosa, escissione chirurgica profonda
by Dott. Gustavo Petti 02-02-2009

L'epulide è un tumore del parodonto, di non facile diagnosi ed abbastanza raro. Se ne presenta qui un caso da "manuale". La sua escissione chirurgica deve essere molto accurata e deve comprendere le zone circostanti di tessuto sano per evitare le recidive. Con lo scopo di dare una guida chirurgica semplice e alla portata di tutti, questo caso sarà esposto similmente ad un atlante di tecniche chirurgiche.

 

Bibliografia

 

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Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

Fig.1 Epulide fibromatosa in regione 22 e 23.
Fig. 2 Il sondino parodontale rileva una tasca si 14 mm., a dimostrazione dell'inserzione profonda nel parodonto profondo, oltre che nel legamento parodontale.
Fig.3 Il sondino parodontale rileva una tasca si 14 mm., a dimostrazione dell'inserzione profonda nel parodonto profondo, oltre che nel legamento parodontale.
Fig. 4 Si vede bene il coinvolgimento massivo dei 21, 22 e 23.
Fig. 5 Dopo la detartrasi e il curettasge e scaling l'epulide appare molto meno infiammata e quindi aggredibile chirurgicamente.
Fig. 6 Si attua l'avulsione chirurgica del 21, in quanto il legamento parodontale del 21 ├Ę coinvolto decisamente nell'origine dell'epulide.Dispiace sacrificare un dente cos├Č bello ma l'intervento per la asportazione chirurgica del tumore parodontale deve essere assolutamente radicale.
Fig. 7 Fasi dell'intervento per la rimozione chirurgica dell'epulide.
Fig. 8 Fasi dell'intervento per la rimozione chirurgica dell'epulide.
Fig. 9 Asportato il tumore, si procede ad un prelievo bioptico in pi├╣ zone del tumore.
Fig. 10 Il tessuto tumorale bioptico in provetta sterile con formaldeide per invio immediato in laboratorio per una analisi di conferma istopatologica.
Fig. 11 Il tessuto osseo dopo la escissione dell'epulide
Fig.12 Si attua una estesa osteotomia - osteoplastica con strumenti ruotanti al carburo di tungsteno (che ├Ę meno necrotizzante,e quindi provoca un minore riassorbimento osseo postchirurgico). Ricordo che osteotomia ├Ę la rimozione chirurgica dell'osso che d├á attacco al legamento parodontale e osteoplastica ├Ę la rimozione dell'osso che non d├á attacco a tali fibre .
Fig.13 Nelle zone pi├╣ delicate dell'osso profondo si procede alla osteotomia-osteoplastica con strumenti a mano, meno lesivi, come scalpelli ossei.
Fig.14 L'intervento ├Ę terminato. Il problema ├Ę che non c'├Ę tessuto gengivale sufficiente per chiudere la ferita e proteggere adeguatamente l'osso.
Fig.15 Si prepara allo scopo una membrana amniotica in soluzione fisiologica sterile.
Fig.16 Con la parte larga di uno scollaperiostio di Goldman, si preleva, distendendola su di esso, umido di soluzione fisiologica, la membrana amniotica, avendo cura di posizionare sull'osso la sua parte trofoblastica. La membrana amniotica Al termine della gravidanza il sacco amniotico ├Ę costituito da 2 membrane sovrapposte: una interna, che corrisponde alla faccia fetale del sacco ed ├Ę chiamata membrana amniotica, e una esterna, che corrisponde alla membrana trofoblastica. Tra queste membrane ├Ę interposto un sottile strato connettivale lasso che costituisce anche il piano di clivaggio per la separazione delle membrane. Anche la membrana amniotica isolata presenta quindi 2 facce, una fetale e una trofoblastica (figura 7). La faccia fetale, di origine ectodermica, ├Ę costituita da un epitelio cubico monostratificato che poggia su una membrana basale. La faccia trofoblastica, di origine mesodermica, ├Ę invece costituita da una parte del connettivo lasso aderente all'epitelio. Con particolari colorazioni istologiche si pu├▓ documentare la presenza di cromatina nucleare, di glucoso-amino-glicani e di fibre collagene nello strato basale". La membrana amniotica esplica la sua attivit├á solo a livello locale e l'antigenicit├á ├Ę molto bassa, quindi non viene stimolata la risposta immunitaria dell'ospite. Tra le propriet├á pi├╣ importanti della membrana amniotica ricordiamo la difesa meccanica dalla contaminazione batterica dell'ambiente esterno, la riduzione della popolazione batterica e del dolore locale, l'aumento della velocit├á di riparazione tissutale e lo stimolo alla neo-angiogenesi e alla rigenerazione tissutale. La membrana amniotica ├Ę presentata in sospensione in mezzo acquoso contenuto in una fiala ermeticamente chiusa. Aperta la fiala si mantiene idratata la membrana amniotica immergendola in soluzione fisiologica sterile. L'amnios va incontro a un lentissimo riassorbimento, che avviene in media in 5 settimane in ferite chiuse o in 12-14 giorni come copertura di ferite. La compatibilit├á della membrana amniotica con i tessuti parodontali ├Ę eccellente, come dimostra il suo impiego quale protezione della sede donatrice di un innesto libero di gengiva o di lembi peduncolati" e pi├╣ recentemente, in chirurgia ossea parodontale, come protezione di innesti ossei allo scopo di impedire la migrazione apicale dell'epitelio giunzionale" o come protezione di zone ossee esposte dopo osteotomia per necrosi ossee da arsenico".
Fig. 17 La membrana accuratamente posizionate sull'osso, con i margini inseriti sotto il lembo Mucoperiosteo, per ricoprire totalmente la ferita.
Fig. 18 Si sutura la membrana al lembo ed i due lembi tra di loro.
Fig. 19 Si posiziona l'impacco chirurgico a protezione della ferita.
Fig. 20 Risultatato dell'esame istomicroscopico: Epulide fibromatosa flogosata.
Fig. 21 Si attende la guarigione.Con un primo Provvisorio ovviamente.
Fig. 22 Si costruisce un manufatto protesico, prima provvisorio,nella foto, poi in oroceramica per sostituire l'edentulia a guarigione e morfologia ossea e gengivale terminata.

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