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  Implantologia

monoedentulie distali

Minimpianti a confronto nelle monoedentulie distali

Caso clinico di riabilitazione implantare con Minimpianti di tipologia diversa e con tempi di carico differenti

Minimpianti a confronto nelle monoeduntulie distali







Introduzione







Le esigenze estetiche funzionali di pazienti che si presentano alla nostra attenzione, inducono sempre più noi Implantologi, a dover necessariamente riabilitare protesicamente le loro precarie situazioni in tempi brevi, anche sé questo non sempre è possibile.







Le differenti tipologie dei Minimpianti, possono rendere più semplice



la scelta, in base alla qualità e quantità di osso disponibile, ed



al tipo di stabilità primaria ottenuta dopo l’inserimento dello specifico



Minimpianto utilizzato;







Abstract







(Figura 1- Opt iniziale)







Il presente caso clinico evidenzia come riabilitare le monoeduntulie distali in arcata superiore, utilizzando i Minimpianti di diversa tipologia, ossia mono o bicomponente, e con tempi di carico protesici differenti.







Materiali e metodi







In particolare, per l’emiarcata superiore sinistra, si esegue un intervento



in flappless surgery con un Minimpianto monocomponente,



con carico immediato provvisorio entro le 48-72 ore dall’intervento;



mentre in emiarcata superiore destra, effettuiamo un secondo intervento



chirurgico implantare in tecnica flappless con un Minimpianto



bicomponente a carico ritardato, a distanza di almeno 4-6 mesi;







La tecnica chirurgica in Flappless sposa la filosofia della Microdenstry, ossia una tecnica chirurgica mininvasiva, meno traumatica e meno lesiva per il paziente, e senza necessità di suture.



Tecnica monofasica con Minimpianto Monocomponente







Previa anestesia locale di superficie, senza effettuare un lembo mucoperiosteo, quindi nessun bisturi, effettuiamo un’osteotomia iniziale



di 5 mm. in cresta ossea con una fresa a lancia, segue una seconda fresa di Ø 2,00 mm. e dell’altezza stabilita in base al minimpianto da utilizzare.



( figura 2-3-4-5 )







Seguirà l’inserimento della fixture con avvitatore manuale e con un successivo cricchetto dinamometrico, imponendo il torque necessario



per ottenere una giusta stabilità primaria, in questo caso potremo decidere di caricare immediatamente il minimpianto, con un provvisorio senza contatti occlusali eccentrici entro le 48-72 ore;



( figura 6-7-8-9-10 )







Tecnica bifasica con Minimpianto Bicomponente







Anche in questo caso, senza ledere i tessuti della mucosa perimplantare, per mezzo della fresa a lancia effettuiamo un’osteotomia iniziale di 5mm.



in cresta ossea. Successivamente con una seconda fresa da Ø 2,00 mm. sottodimensioniamo il sito del minimpianto prescelto.







Qualora la qualità dell’osso e la stabilità primaria ottenuta,



non fossero quelle ideali, ci asteniamo dal caricare precocemente la fixture, ed aspettiamo la dovuta ostointegrazione necessaria, inserendo



una trasmucosa di guarigione diretta, adeguata alla mucosa presente a fine intervento, senza utilizzare la classica vite (tappo) chirurgica.







( figura 11-12-13-14-15 )







Il vantaggio di tale trasmucosa di guarigione diretta, è che per mezzo di



un cacciavite, permetterà lo svitamento della stessa, e l’avvitamento del moncone in titanio, precedentemente parallelizzato in laboratorio.



( figura 16-17-18-19-20)



Dai successivi controlli clinici e radiografici, con rx-rvg endorale emerge:



assenza di spazi di radio trasparenza perimplantare, ed immobilità dei minimpianti mono e bi componente.







( figura Opt –rx endorali rvg zona 14 – 25 )







Conclusioni







In questo caso clinico, abbiamo riabilitato in implantoprotesi un paziente giovane, che presentava disagi psicologici nel sorridere per tali edentulie.



L’utilizzo dei Minimpianti, diventa la scelta più appropriata per colmare



le atrofie che la cresta ossea presenta dopo l’estrazione dei premolari.



I vantaggi della tecnica chirurgica Flappless sono molteplici, e permettono



un approccio migliore con il paziente, di certo meno lesivo e meno traumatico, assicurando più rispetto biologico dei tessuti.



Consideriamo indice di successo, il ripristino estetico funzionale e masticatorio, e la mininvasività dell’intervento implantare secondo i tempi di osteointegrazione biologica.





Dott. T. Giancane
Noci (BA)
Collaboratore di Dentisti Italia
rx-opt iniziale
Monoedentulia del 2.5 superiore sinistro
fresa a lancia iniziale per osteotomia di 5mm. in cresta
avvitamento con cacciavite a farfalla del minimpianto
visione in cresta del minimpianto monocomponente
visione in articolazione del minimpianto monocomponente
rx rvg. del minimpianto monocomponente dopo l'intervento
carico immediato del provvisorio sul minimpianto in zona 2.5
visione dell'elemento definitivo con elemento in ceramica del 2.5
monoedentulia del 1.4 superiore destro
fresa a lancia iniziale per osteotomia di 5mm. in cresta atrofica
successiva fresa da diametro 2,00
inserimento manuale del minimpianto bicomponente con avvitatore
visione del mounter posizionato in cresta
visione del posizionamento in cresta atrofica del minimpianto
chiusura con trasmucosa di guarigione diretta
avvitamento del moncone in titanio già parallelizzato in laboratorio
visione del moncone in cresta
visione definitiva in zona 1.4 superiore destro dell'elemento in ceramica
rx Opt. finale
visione del risultato estetico finale