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Implantologia riabilitazione implantare cardiopaticoRiabilitazione implantare in paziente cardiopatico - iperteso con atrofia del mascellare superioreCaso clinico di riabilitazione implanto-protesica in paziente affetto da Patologie sistemiche ed atrofia del Mascellare Superiore posterioreAlla luce degli studi clinici pubblicati da Brànemark a partire dal 1977, i concetti di interfaccia ideale osso-impianto si sono notevolmente evoluti. Mentre l'interposizione di un tessuto fibroso connettivale è stato considerato nel passato lo standard, gli eccellenti risultati clinici a lungo termine pubblicati dagli autori svedesi hanno dimostrato che il contatto diretto osso-impianto, vale a dire l'osteointegrazione, risulta più affidabile a lungo termine. FIBROINTEGRAZIONE I primi studi istologici sviluppati sugli impianti "a lama" in titanio (Babbush, 1972; Manderson, 1972; James, 1974; Meenaghan e coll., 1974) hanno dimostrato che l'impianto era separato dall'osso da uno o più strati di tessuto fibroso di origine connettivale. Si pensava che questo tessuto, descritto come altamente organizzato, funzionasse da ammortizzatore dei carichi masticatori, in modo del tutto simile al legamento parodontale di un dente naturale. Gli studi pubblicati sulla fibrointegrazione (Bert 1981, 1985 e 1986) hanno dimostrato che i risultati non sono stabili a medio e lungo termine e che i fallimenti aumentano con il tempo, più rapidamente nel mascellare superiore, più lentamente nella mandibola. I risultati a 15 anni di distanza (Bert, 1987) hanno dimostrato che il mantenimento a lungo termine degli impianti posizionati secondo il concetto della fibrointegrazione è aleatorio, e che questo tipo di interfaccia osso-impianto, non può che portare all'insuccesso , a breve o medio termine. L'interposizione di un tessuto fibroso tra osso e impianto, concetto classico dell'implantologia tradizionale, non consente di garantire un ancoraggio di lunga durata agli elementi protesici. Il concetto abitualmente considerato valido era quello di offrire al paziente un servizio limitato nel tempo con una durata più lunga a livello mandibolare che non a livello mascellare, ma con inevitabile evoluzione se l'analisi della casistica era obiettiva, verso un altro tipo di soluzione protesica, tipicamente mobile. OSTEOINTEGRAZIONE Il contatto diretto tra osso e impianto, definito osteointegrazione, descritto da Brànemark e coll., mostra dei risultati clinici nettamente migliori rispetto alla fibrointegrazione . Uno studio di Adell e coll. (1981), basato su una esperienza di 15 anni, riporta una percentuale di successo del 91% per quanto riguarda la mandibola e dell'82% per quanto riguarda il mascellare superiore. Ma la differenza fondamentale tra osteo e fibrointegrazione è che sostanziali risultati sono stati acquisiti a partire dal primo anno, e che essi mostrano una notevole stabilità nel tempo, permettendo di affermare che si tratta di ancoraggi permanenti. Questi risultati sono per la maggior parte relativi a riabilitazioni complete su impianti; poiché queste sono le più difficili, viene confermata la validità di questa metodica. I criteri di successo secondo Albrektsson e coll. (1986) sono:
INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI NEL PAZIENTE CARDIOPATICO E' necessario escludere dal trattamento implantologico i cosiddetti pazienti a rischio. Vengono compresi in questo gruppo i pazienti che presentano uno stato di salute tale da condannare al fallimento un eventuale intervento, e i pazienti nei quali un intervento chirurgico di questo tipo potrebbe determinare un peggioramento del quadro generale. Gli attuali progressi della medicina fanno sì che un numero sempre maggiore di pazienti con patologie sistemiche importanti sotto controllo richiedano le nostre cure. Il trattamento di questi pazienti richiede un'attenzione particolare, e rende spesso necessario un contatto scritto con il medico curante prima del trattamento implantologico. Insufficenza coronarica Si tratta di quei pazienti nei quali una circolazione coronarica deficitaria non riesce a coprire il fabbisogno di ossigeno del miocardio. Questo determina una anossia delle cellule del miocardio, che si manifesta di solito in occasione di uno sforzo. Questo danno cellulare a carico del miocardio può determinare in un primo tempo degli attacchi di angina pectoris e in seguito l'infarto del miocardio, quando la lesione diventa irreversibile e determina la necrosi delle cellule del miocardio stesso. Infarto del miocardio Corrisponde alla necrosi massiva del muscolo cardiaco causata dall'ischemia data dall'ostruzione di un’arteria coronarica da parte di un trombo. Dal punto di vista clinico l'infarto del miocardio è caratterizzato da una crisi anginosa con dolore intenso prolungato, irradiato al torace ed agli arti superiori, che non recede dopo l'assunzione di trinitrina. L'elettrocardiogramma permette di confermare la diagnosi e di valutare l'estensione della lesione e la sua localizzazione. Gli esami di laboratorio mostrano infine un aumento del tasso di creatinfosfochinasi (cpk) e delle transaminasi. Trattamento implantologico nei Cardiopatici E’ necessario evitare qualsiasi intervento nei pazienti colpiti nei tre mesi precedenti da una crisi di angina pectoris o da infarto. Nei pazienti nei quali tali affezioni risalgono ad almeno sei mesi prima, è possibile inserire degli impianti, a patto di prendere quelle precauzioni che qualsiasi intervento di chirurgia orale richiede in questi pazienti:
DESCRIZIONE DEL CASO CLINICO Nel mese di Ottobre 2005 presso il mio studio Odontoiatrico, si sottopone alla mia osservazione un paziente di anni 38 di sesso maschile , con pregresso infarto del miocardio. Figura 1 – opt rx All’esame obiettivo dentale si rileva una grave parodontite generalizzata; presenza di placca e tartaro; livello di igiene orale scarso e mobilità dentaria di alcuni elementi; riferisce, inoltre, difficoltà alla masticazione. Dalla ortopantomografia si evidenzia:
Figura 2 Dall’anamnesi familiare emerge: o Il padre del paziente, in tempi remoti, è stato colpito da infarto del miocardio ed ipertensione arteriosa; attualmente in vita, gode di salute modesta. Dall’anamnesi fisiologica emerge: o Il paziente è normotrofico dalla nascita da parto naturale (eutocico); o Primi atti fisiologici: deambulazione, dentizione e fonazione regolari; o Servizio militare svolto regolarmente; o Sposato con due figli a carico; o Abitudini alimentari in eccesso rispetto alla norma, con un tipo di dieta ricca di grassi e zuccheri, con consumo medio di alcool (vino e birra); o Abitudine tabagica ( un pacchetto al giorno di sigarette); o Tipo di attività lavorativa: commerciante all’ingrosso e dettaglio di abbigliamento da circa 20 anni. Dall’anamnesi patologica remota emerge: o Il paziente nel mese di luglio dell’anno 2002 si è sottoposto ad intervento chirurgico di angioplastica coronarica transluminale per cutanea sul ramo intermedio e su arteria circonflessa con impianto di stent; la diagnosi di ricovero evidenziava una coronopatia ostruttiva bivasale, da recente infarto miocardico, ipertensione arteriosa; ipercolesterolemia; abitudine tabagiga. o Dall’ anamnesi risultava: paziente iperteso, ipercolesterolemico, forte fumatore in sovrappeso, con insorgenza di crisi di angor. Nel successivo decorso clinico il paziente è rimasto asintomatico per Angor, dispnea e cardiopalmo e non si sono verificate modificazioni elettrocardiografiche di tipo ischemico, né alterazioni degli enzimi cardiospecifici. Si raccomandava abolizione totale del fumo di sigaretta. All’ anamenesi patologica prossima, si evince una sintomatologia dolorosa da circa sei mesi, con difficoltà masticatoria su entrambi le arcate dentarie con un elevato grado di parodontopatia generalizzata, con mobilità di alcuni elementi dentari, con ipertrofia gengivale e sanguinamento.
Figura 3 – DENTASCAN Per la diagnostica pre-operatoria è stata richiesta al paziente una Dentascan del Mascellare superiore (immagini acquisite mediante scansioni) dal cui referto si evidenzia:
IMPIANTI E SENO MASCELLARE Nel 1987, Mish propose una classificazione dei mascellari atrofici posteriori e in particolare una classificazione della diversa quantità di osso residuo a livello dei seni mascellari. Figura 4-5-6-7 Successivamente nel 1994 Brànemark e Favero proposero una classificazione dell'atrofia ossea sinusale divisa in tre tipi che prende in considerazione il mascellare superiore in toto. Classificazione dell' Atrofia Ossea Sinusale secondo Favero-Brànemark (1994)
STRUTTURA DEGLI IMPIANTI Il sistema implantologico dentale Premium ha un’esperienza storica vastissima ed è diventato il punto di riferimento per migliaia di medici Implantologi. È caratterizzato da fixture a vite a corpo cilindrico e connessione ad esagono interno. Gli impianti Premium rappresentano una soluzione estremamente versatile ed idonea a risolvere tutte le problematiche implantoprotesiche in quanto disponibili in un ampia gamma di diametri, lunghezze e superfici. Le soluzioni protesiche sono numerosissime e garantiscono un elevato contenuto estetico. La procedura operatoria prevede una doppia fase chirurgica con sepoltura della fixture per il tempo indispensabile all’osteointegrazione. Ottimi risultati sono stati peraltro ottenuti anche con tecniche di carico precoce o immediato. Figura impianto sweden doppio Morfologia degli impianti Premium Il filetto ha passo di 1mm, un profilo conico in direzione apicale e convesso in direzione coronale; il filetto è raccordato al corpo dell’impianto da una sezione tondeggiante. Questo profilo permette di evitare traumi dell’osso dopo l’applicazione del carico e crea le perfette condizioni per una completa osteointegrazione. Le incisioni apicali consentono di automaschiare l’osso; offrono tre zone di decompressione e sfogo per il coagulo, e migliorano la stabilità primaria, aumentando allo stesso tempo l’antirotazionalità dell’impianto durante le manovre di avvitamento e svitamento relative alla seconda fase chirurgica. La preventiva maschiatura dell’osso è comunque sempre opportuna in caso di osso molto compatto. La connessione L’impianto presenta un esagono interno che garantisce l’antirotazionalità della sovrastruttura, impegnandola per 2mm di profondità. Il collarino sovrastante il collo conferisce la massima stabilitù alla connessione e contribuisce ad una corretta distribuzione delle forze masticatorie che vengono così scaricate su tutto il perimetro implantare. Inoltre crea una connessione stabilizzante per il moncone, in grado di ridurre i movimenti mesio-distali e vestibolo-linguali colpevoli di svitamento e frattura delle viti monconali. In concreto viene limitata la naturale basculazione che esiste sempre quando si mettono a contatto tra di loro due superfici perfettamente piatte. Figura doppia al micoscopio elettronico sem (immagine al microscopio elettronico, è ben evidente la doppia connessione data dal collarino emergente e dall’esagono interno) Gamma Il sistema implantologico Premium offre una gamma molto ampia di diametri e lunghezze, disponibili nella versione con superficie nanoPORE, sono impianti cilindrici, caratterizzati dalla superficie, il collo è lucido per l’altezza di 0,8mm e sono disponibili nei diametri 3.30-3.75-4.25 e 5.00 e nelle lunghezze di 8.5-10-11.5-13-15 e 18 mm. Le superfici sono state progettate in conformità ai più recenti studi relativi all’interazione fra rugosità superficiale del titanio e guarigione ossea. È stato ampiamente dimostrato che la rugosità, quanto più è vicina alla dimensione dei fibroblasti tanto più è in grado di influenzare il comportamento cellulare, provocando una maggiore attivazione piastrinica rispetto ad una superficie liscia, accelerando così il processo di riparazione ed osteointegrazione: la rugosità è in grado di orientare la disposizione delle cellule, di alternarne il metabolismo e la proliferazione, di differenziare gli osteoblasti e di modulare la produzione di matrice extracellulare. La superficie nanoPORE è particolarmente indicata in osso di tipo D1 e D2 e presenta una morfologia nanostrutturata ottenuta con un processo proprietario ed è caratterizzata da pori di dimensioni ampiamente inferiori al µ, con un diametro medio nell’ordine del centinaio di nm. Studi in vitro e in vivo dimostrano che la risposta biologica alla superficie nanoPORE sia caratterizzata da una forte attivazione piastrinica, che si trasforma rapidamente in colonizzazione osteoblastica. Gli studi istologici a guarigione avvenuta osservano osso maturo in maniera uniforme intorno alla superficie degli impianti, con organizzazioni osteoniche a contatto del titanio. Figura impianto nano pore L’esclusiva superficie nanoPORE viene ottenuta mediante trattamenti particolari. Dapprima le fixture sono sottoposte ad un processo di sabbiatura che conferisce agli impianti una "macroporosità" di ampiezza opportuna. La superficie, così condizionata, viene sottoposta a vari e successivi trattamenti di mordenzatura in soluzioni specifiche secondo processi di durata predeterminata. Questo trattamento conferisce alla fixuture la microporosità ideale a favorire l’aggregazione piastrinica. CONCLUSIONI SULLA PROPRIA ESPERIENZA CLINICA In base all'ausilio di studi fatti da Favero e Branemark, ed alla luce del fatto che il paziente presentasse una vasta serie di controindicazioni all'implantologia, e su sua volontà, di voler impegnarsi a bonificare la sua precaria situazione dell'intero apparato masticatorio, si è deciso riabilitare il paziente con due impianti cilindrici Premium in titanio di grado 2, al fine di ottimizzare con una protesi fissa circolare l'intera arcata superiore e quindi ripristinando sia la funzione masticatoria che estetica, senza necessità di utilizzare sostanze eterologhe, ne’ alcun tipo di materiali da riempimento omologhi, autologhi, alloplastici o eterologhi che rigenerino l’osso. Opt con impianti a sollevamento parete sinusale Dopo la fase iniziale di integrazione e di successiva osteointegrazione, le fixture sono state posizionate nell'osso senza carichi occlusali per un periodo di sei mesi. Fiducioso di aver operato con scrupolosità e professionalità, prevenendo ogni eventuale situazione di arrecare danni iatrogeni al paziente, rimaniamo in attesa che il tempo di guarigione faccia il suo corso. Alleghiamo l'unica documentazione diagnostica di ortopantomografia in tecnica digitale, da cui emerge l'avvenuta inserzione dei 2 impianti in titanio, considerando quali indici di successo quelli di:
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