Carico immediato occlusale

Un adeguato periodo di guarigione in assenza di carico funzionale è stato ritenuto per molto tempo uno dei prerequisiti fondamentali per ottenere l’osteointegrazione degli impianti endossei orali.
by Dott. Mario Botti 26-01-2010
Il caso clinico che presentiamo si tratta di paziente sesso F anni 54, si presenta alla nostra osservazione mandata da altro collega, paziente con elementi dentali irrecuperabili dal punto di vista parodontale a livello dell’arcata superiore. Già eseguito visite in altro studio, il protocollo che era stato prospettato consisteva nell’avulsione di tutti gli elementi dentari dell’arcata superiore, un periodo di guarigione di circa quattro mesi, in questo periodo avrebbe dovuto portare una protesi amovibile con palato, dopo di che, inserimento di quattro impianti, ad avvenuta osteointegrazione circa cinque mesi successiva solidarizzazione con barra e protesi ancorata da attacchi. Abbiamo spiegato alla paziente che il protocollo era decisamente corretto,riabilitazioni di questo tipo hanno un follow up di molti anni. La paziente non voleva decisamente portare una protesi mobile. Abbiamo spiegato alla paziente che vi era anche un'altra possibilità, si trattava del carico immediato, la paziente molto motivata si era ripromessa di seguire tutte le indicazioni del caso. Non essendo possibile evitare contatti occlusali quando si riabilita un’intera arcata, il paziente deve essere istruito e utilizzare la protesi provvisoria fissa con moltissima attenzione, quindi la dieta per almeno due mesi deve essere morbida e liquida. Dopo attenta valutazione radiografica e tomografica, confezionamento di protesi armata in resina, si programma l’intervento.(foto 1,2,3,4,5,6,7,8,9) Avulsioni dentarie, incisione e scollamento del lembo, sottopreparazioni dei siti a 3,25 per inserire impianti Pitt Easy superficie purotex di diametro 3,75, tutti gli impianti vengono serrati a 40N.(foto 10,11) Vengono adattati abutment all’esterno del cavo orale, posizionati e serrati manualmente, ribasato provvisorio,rifinito e posizionato. La paziente viene dimessa con le terapie del caso.(12,13,14,15,16,17,18,19) L’intervento è iniziato alle 10,00 del mattino terminato alle ore 15,00 del pomeriggio. Molto importante in interventi di questo tipo è l’utilizzo di suture assorbibili in quanto il provvisorio non verrà rimosso prima di tre mesi. Il monitoraggio di tali pazienti deve essere continuo. (foto 20 otto giorni dall’intervento) A distanza di sei mesi altri due impianti sono stati inseriti in posizione 2,3 e 2,5. Sedi che in primo intervento si presentavano deficitarie, ma dopo rigenerazione ossea si è potuto intervenire. A distanza di altri sei mesi è stato applicata la protesi fissa in zirconio ceramica, il carico di questo lavoro ha un follow up di due anni. (foto 21,22,23) Da una attenta analisi della letteratura sul carico immediato di impianti endossei orali nell’uomo, si possono trarre alcune considerazioni. Possiamo notare per esempio che le prime sperimentazioni cliniche sul carico immediato sono state effettuate con overdenture mandibolari; queste, basandosi su un elevato numero di casi presi in considerazione (quasi 4000 impianti complessivamente inseriti in circa 1000 pazienti), hanno dimostrato una eccellente percentuale di successo a lungo termine. Successivamente il protocollo a carico immediato è stato utilizzato anche per le arcate complete fisse, soprattutto a livello mandibolare, raggiungendo percentuali di successo almeno pari se non addirittura superiori alle overdenture, considerando follow up fino a 10 anni. Invece per le riabilitazioni totali a livello dell’arcata superiore e altri tipi di costruzione protesica quali corone singole e protesi fisse monolaterali, sebbene i dati sinora disponibili forniscano risultati assai incoraggianti, è consigliabile attendere ulteriori evidenze scientifiche che dimostrino la reale predicibilità a lungo termine. Si può concludere che le riabilitazioni tipo over-denture e le arcate complete fisse a livello mandibolare rimangono a tutt’oggi le indicazioni più predicibili secondo i dati della letteratura e gli studi clinici condotti.


Scritto da Dott. Mario Botti
Oggiono (LC)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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