
Domande al Dentista
in Implantologia
- 06-02-2012: Sostituzione di due denti mancanti nell’arcata inferiore sx
- 03-02-2012: ULTERIORE SEGUITO ALLA DOMANDA: Vorrei sapere se davvero carotare gli impianti sia una cosa non fattibile
- 01-02-2012: Quali sono le differenze tra una corona ceramica cromo cobalto e una corona lega ceramica nobile?
- 01-02-2012: Il medico che mi ha in cura dice che non ci sono rischi di nessun tipo
- 25-01-2012: Nel 2003 mia madre ha subito un’operazione di trapianto osseo alla mascella
- 13-01-2012: Ho possibilità di mettere una protesi fissa tramite ASL della Toscana?
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Implantologia Riabilitazione orale completa, parodontale, implantologica e protesica, in un caso complesso pluridisciplinare, con follow up di 19 anni. prima parte: chirurgia parodontale, chirurgia preprotesica, chirurgia implantologica.Prima parte: chirurgia parodontale, chirurgia preprotesica, chirurgia implantologica. Un approccio multidisciplinare, con la supervisione di una mentalità parodontale è stato indispensabile per la risoluzione di questo casoOgni restauro, anche il più "bello", è condannato all'insuccesso se non è, appunto, un restauro, cioè se non è fatto in modo da incorporarsi perfettamente nell'originale, ossia nella bocca del paziente. E' per questo motivo che si dovrebbe guardare al restauro protesico con quella che l'autore del presente caso clinico, definisce "mentalità parodontale".
L'implantologia ha aperto oggi nuovi e meravigliosi orizzonti nella terapia riabilitativa dell'apparato stomatognatico, ma sempre affrontando e risolvendo i problemi con una ben salda "mentalità parodontale".
La Parodontologia, in tal senso, è l'anima più nobile dell'Odontoiatria.
Tutti sappiamo che la protetizzazione degli impianti deve essere “separata” da quella dei denti naturali. Tuttavia, questo caso clinico è particolare per il tipo di protesi molto personale che è stata realizzata sia superiormente (in particolare) che inferiormente, per venire in contro ad esigenze di “costi” da parte del paziente, mantenendo però, l’eccellenza dell’esecuzione della riabilitazione Orale Completa. … (tanto che dopo 19 anni il paziente continua ad avere la sua protesi, i suoi denti, gli impianti e il suo parodonto con un equilibrio occlusale e gnatologico ottimali).
Altra considerazione importante è che tutto questo và rapportato all’anno 1989, anno in cui è stata terminata questa riabilitazione!!!
Per rendere il caso clinico di più immediata comprensione, esso viene presentato con foto e semplici didascalie simil Testo Atlante di Chirurgia Parodontale ed Implantologia.
DISCUSSIONE:
Un approccio multidisciplinare, con la "supervisione" di una metalità parodontale" è stato indispensabile per la risoluzione di questo caso.
Un Follow up di ben 19 anni, ossia di un periodo di osservazione successivo al trattamento, durante il quale sono stati effettuati controlli periodici per valutare la risposta della malattia al trattamento e intervenire tempestivamente in caso di problemi e un curettage e scaling periodico ogni tre mesi. In particolare è stato documentato il controllo a 12 anni e a 19 anni dalla conclusione della terapia riabilitativa.
L'implantologia è importante, senza però perdere mai di vista i metodi tradizionali che hanno portato, come in questo caso clinico, ad ottenere il risultato ottimale. In particolare, "il cavallo vincente", è stato la progettazione di una protesi "particolare" ben costruita e razionale. Il 38, da un implantologo senza coscienza parodontale sarebbe stato estratto e i denti naturali troppo compromessi parodontalmente sarebbero stati tutti sostituiti con impianti, perdendo di vista il principio fondamentale della terapia: dare al paziente il meglio che gli causi meno problemi e che gli dia la maggior "garanzia" di durata e di poter intervenire in tempi futuri per eventuali problemi, senza che debba spendere un "patrimonio".
Sì, quindi, all'implantologia, ma con razionalità ed intelligenza!
Vedremo in successione le sei fasi essenziali in cui è stato diviso il Caso Clinico, che viene pubblicato in due parti:
LA PRIMA PARTE CHIRURGICA suddivisa nelle prime tre fasi di :
LA SECONDA PARTE PROTESICA suddivisa nelle ultime tre fasi di:
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I modelli delle arcate dentarie prima della terapia e sotto, nella stessa figura , la protesi provvisoria in resina. Con questa foto inizia la PRIMA FASE: CHIRURGIA PARODONTALE:
Difetti ossei dell'arcata frontale sup. Con questa foto inizia la SECONDA FASE: CHIRURGIA PREPROTESICA:
Sella edentula Post. Inf. Dx. con cresta sottile e
Insufficienza di gengiva aderente con fornice insufficiente. Con questa foto inizia la TERZA FASE:CHIRURGIA IMPLANTOLOGICA:
Preparazione chirurgica dell'osso che riceverà gli impianti in 24 e 25 e lembo parodontale mucoperiosteo di accesso. I due impianti sono inseriti , sono stati posizionati i tappi protettivi
ed è stata completata la sutura dei due lembi a punti staccati. L'arcata sup. dopo la chirurgia parodontale ed implantare: vengono posizionati i monconi sui tre impianti dei 24 e 25 e del 14. Il 21, avendo mantenuto una mobilità di 2° classe, pur in assenza di tasca parodontale e con un guadagno osseo accettabile, è stato sacrificato perché inaffidabile, vista anche la complessità della protesi programmata, in particolare quella del manufatto protesico superiore con cerniera rompiforza basculante. |









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