Restauro conservativo di un elemento dentale recuperato con intervento parodontale gengivale e osseo

Elementi con restauri conservativi irrazionali o scorretti, con recidive cariose e complicazioni parodontali possono essere recuperati ricorrendo a semplici interventi di chirurgia parodontale.
by Dott. Gustavo Petti 28-02-2009

In molti casi, denti fortemente compromessi, possono essere recuperati e preparati per una restaurazione con semplici interventi di chirurgia parodontale. La figura l mostra un 16 che presenta una restaurazione in amalgama inadeguata e una carie secondaria che ha compromesso notevolmente le superfici mesiale e palatale della corona. Clinicamente e radiologicamente (figura 2) tale elemento presenta segni di intensa compromissione del parodonto profondo e, in particolare, una zona di osteolisi evidente a carico della radice mesio vestibolare e una fistola con sbocco in corrispondenza della papilla mesiale al 16.

E' presente una tasca parodontale di 7 mm mesialmente e vestibolarmente. Per attuare una corretta restaurazione coronale, si procede a una gengivectomia gengivoplastica palatalmente e mesialmente (figure 3-4) per provocare un allungamento della corona clinica e far si che il bordo di chiusura dell'otturazione venga a trovarsi coronale al nuovo solco gengivale. Solo così si può mantenere il "sigillo" e si può consentire al paziente di attuare una corretta igiene orale. Per eliminare la tasca parodontale, ho scolpito un lembo a spessore totale, vestibolare (figura 5), con incisione a bisello interno, e, dopo un accurato curettage e scaling, è stato necessario procedere a un'osteoplastica per restituire all'osso una morfologia più vicina possibile a quella ideale (figure 6-8). Nel caso presentato lo spessore dell'osso era ragionevole, il che ci ha consentito di modellarlo con tranquillità. Bisogna tenere presente, infatti, che dopo ogni intervento di chirurgia ossea, si ha un riassorbimento osseo per stimolazione osteoclastica, che causerebbe problemi se i margini ossei fossero sottili. Quando è possibile, si deve limitare lo spessore totale del lembo solo alla zona dell'osteoplastica, lasciando la rimanente parte del lembo a spessore parziale, in modo di avere un'attività osteoclastica minore. Particolare cura è stata posta nell'attuare la sutura: dal lato vestibolare e a punti staccati (figura 9), dal lato palatale i punti rispettano al massimo la zona della gengivectomia per non interferire col processo di guarigione (figura 10). Venti giorni dopo l'intervento si è potuto procedere alle cure endodontiche e dopo altri trenta giorni, alla restaurazione conservativa (figure 11-16), avendo creato in precedenza le condizioni perchè queste potessero essere eseguite nella maniera più corretta e il risultato potesse mantenersi nel tempo.



Scritto da Dott. Gustavo Petti
Cagliari (CA)
Consulente di Dentisti Italia

1.Restaurazione conservativa irrazionale con recidiva della carie del 1.6
2. Osteolisi periapicale per necrosi endo-parodontale
3. Gengivectomia palatale
4. Gengivoplastica palato mesiale
5. Lembo muco periosteo vestibolare e palatale (dal lato palatale è stato sollevato il lembo a livello dei tessuti su cui era stata attuata la gengivectomia, per avere accesso anche all'osso palatale)
6. Osteotomia osteoplastica dei tessuti lontani dalla radice, con strumenti ruotanti
7. Osteotomia osteoplastica dei tessuti vicini alla radice con strumenti a mano
8. Rimodellazione ossea terminata
9. Sutura a punti staccati del lembo
10. Dal lato palatale i punti rispettano al massimo i tessuti su cui è stata fatta la gengivectomia
11. La corona clinica è completamente aggredibile per cui si può montare la diga
12. Fasi della restaurazione conservativa
13. Chiaramente visibile il bordo della otturazione più coronale rispetto al margine gengivale che sigilla sul dente
14. Restaurazione terminata in modo razionale
15. Terapia endodontica dopo l'intervento
16. Aspetto periapicale e di tutto l'osso di sostegno del dente, sano, a distanza di 24 mesi

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